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In Alto Adige l'incredibile sondaggio: ''Vuoi le pecore o i lupi?''. Intanto in Trentino la Pat non fa più informazione. Il rischio? Che venga smontata la narrazione elettorale

La Lega in Trentino è stata eletta anche utilizzando slogan e rappresentazioni molto lontane dalla realtà dei fatti sul tema dei grandi carnivori. Per questo potrebbe diventare difficile per gli attuali amministratori fare informazione sui territori affiancandosi ad esperti. In consiglio provinciale ancora si attende che il presidente Fugatti riferisca rispetto alla sua convinzione che i lupi siano stati ''reintrodotti'' e l'intervento di Cavada durante il Dreier Landtag apre a nuovi dubbi

Di Luca Pianesi - 24 ottobre 2019 - 12:55

TRENTO. ''Volete un Alto Adige senza pecore o senza lupi?''. Non stiamo scherzando: in Alto Adige il principale quotidiano cartaceo di lingua tedesca, la Dolomiten ha lanciato questo sondaggio per i suoi lettori. Una cosa che dal punto di vista scientifico vale quanto un ''sulle montagne volete che ci siano gli alberi o i turisti?'' o ancora ''meglio che non arrivi mai l'estate o preferite le zanzare?''. E se in provincia di Bolzano il tema dei lupi (dove praticamente non ci sono esemplari stanziali e dove negli ultimi anni i danni sono stati infinitesimali addirittura in calo dal 2017 al 2018, passati da poco più di 9.000 euro a complessivi 8.420 euro) è spesso trattato in questo modo per essere più facilmente cavalcato dalla politica, con una popolazione resa inferocita anche da una narrazione da medioevo (con tanto di cartelli ''terrorizzanti'' sparsi nelle valli e vicini ai boschi QUI ARTICOLO) in Trentino le cose non vanno meglio.

 

 

Sui grandi carnivori, infatti, l'amministrazione provinciale, di fatto, ha abolito l'informazione sui territori. Un silenzio imbarazzante che, tra l'altro, annulla qualsiasi proposito di gestione del fenomeno visto che è considerata condizione necessaria, ma non sufficiente, per poi poter attuare le altre azioni di governo del fenomeno (della serie se non fai nemmeno informazione non potrai mai permetterti di arrivare a dinamiche estreme e comunque di difficilissima attuazione, come la cattura o l'abbattimento)? 

 

La ragione di una tale assenza di comunicazione è forse più semplice di quel che si potrebbe immaginare: affiancati da un tecnico o da qualcuno che conosce almeno l'Abc di lupi e orsi, assessori e consiglieri provinciali della Lega vedrebbero, in pochi secondi, smontata tutta la narrazione che per anni hanno fatto pur di arrivare al governo provinciale. Il primo in difficoltà sarebbe, senza dubbio, il presidente della Provincia Fugatti che per anni ha ripetuto che i lupi sarebbero stati reintrodotti da qualcuno per danneggiare qualcun'altro. In consiglio provinciale ancora oggi tutti attendono, curiosi, che Fugatti risponda all'interrogazione dell'ex presidente Rossi rispetto a questo ormai tragicomico discorso fatto in Aula quando era consigliere dell'opposizione (dove, tra l'altro, attaccava anche esperti e tecnici che oggi ''lavorano'' per lui). 

 

 

 

 

Come, in realtà, i lupi siano ritornati in Trentino ve lo abbiamo raccontato in questo articolo dedicato alla coppia che ha ripopolato le nostre montagne (QUI PER LEGGERE) dove emerge chiaramente quello che si è dimostrato uno dei punti di forza della loro specie: il fenomeno della dispersione, sia dei maschi che delle femmine.

 

E come l'attuale classe dirigente si mostri in grande difficoltà, ogni volta che deve parlare di questi argomenti, lo ha dimostrato pochi giorni fa anche il consigliere provinciale della Val di Fassa Cavada. Questi ha dato prova, nel suo difficoltoso discorso che pubblichiamo qui sotto, fatto davanti ai consiglieri del Trentino, dell'Alto Adige e del Tirolo, delle sue conoscenze in materia.

 

 

 

 

Visto questo video il gestore (assieme a Cristina Canal) della pagina Facebook ''Fiemme e Fassa il ritorno del lupo'', Paolo Scarian, che da anni monitora i lupi della zona (che oggi si muovono tra le tre province di Trento, Bolzano e Belluno) e personalmente ha partecipato a incontri organizzati dalla comunità, per informarla sulla presenza del lupo e sul fatto che non bisogna esserne spaventati, ha scritto al consigliere Cavada per invitarlo a un confronto pubblico.

 

''Vorrei che la politica uscisse allo scoperto - spiega Scarian - che portasse sui territori gli esperti di cui la Pat è dotata, che chiamasse persone del calibro di Enrico Ferraro o Duccio Berzi. Non può essere solo Paolo Scarian a spiegare le cose come stanno. Dovrebbero essere i nostri rappresentanti a farlo e invece una volta eletti sono scomparsi perché si sono resi conto che quello che dicevano non aveva senso. Fugatti ha fatto due cose in questo anno. Farsi scappare un orso in una zona del Trentino dove gli orsi non c'erano e se ora ci sono delle predazioni di M49 la responsabilità è tutta loro, e mettere le ronde per i lupi. Ronde che sono durate pochi mesi perché non c'era nessun tipo di pericolo pubblico e semmai dovevano occuparsi di non far lasciare il cibo ai lupi da parte dei residenti della valle''. 

 

Tutti ricorderanno, infatti, il caso del vicesindaco di Campitello marito della senatrice di Forza Italia Eleonora Testor, che aveva lanciato degli scarti di una grigliata a un lupo per poi farsi un selfie da postare su Facebook (QUI ARTICOLO). ''Ho chiesto a Cavada - completa Scarian -  ma mi è stata data la risposta che devo inviare una mail all'assessora Zanotelli, che è con lei che mi devo rapportare. Ma allora per cosa li eleggiamo a fare i consiglieri di zona se poi non riescono nemmeno a fungere da tramite. Abita a pochi chilometri da casa mia e devo mandare una mail alla segreteria dell'assessora? E' davvero mortificante avere a che fare con situazioni di questo tipo quando si potrebbe superare i problemi facilmente se si mettessero da parte slogan e preconcetti di partito''.

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