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Dopo sei anni Slavc e Giulietta ancora insieme, ecco la storia dei lupi che hanno ripopolato il Trentino (alla faccia di chi crede che siano stati reintrodotti)

Fototrappolato dal forestale Tommaso Borghetti pochi giorni fa sui Lessini il maschio alfa giunto dalla Slovenia e unitosi alla femmina alfa (li si riconosce perché alzano la zampa entrambi per segnare il territorio GUARDA I VIDEO) nel 2012 spiega come la dispersione sia il segreto del successo di questi animali. ''Uno dei suoi figli nati sulle nostre montagne è stato avvistato in Slovenia. Ha fatto il percorso inverso a lui, mentre una femmina, sempre slovena, è arrivata a Paneveggio''

Di Luca Pianesi - 20 ottobre 2019 - 19:21

TRENTO. Sono ancora insieme Slavc e Giulietta. Dal 2012 ad oggi il maschio alfa e la femmina alfa che, di fatto, rappresentano i capostipite dei lupi del Trentino (tolte alcune eccezioni, a partire da quelli della Val di Non che hanno origini svizzere), non si sono più lasciati generando una trentina di figli  (grosso modo il numero di lupi che gravitano sulla provincia). E proprio in questi giorni la fototrappola del forestale Tommaso Borghetti è tornata a ''catturare'' il lupo che sette anni fa ha intrapreso il viaggio di oltre mille chilometri, dal suo luogo d'origine (il confine tra Croazia e Slovenia) per arrivare ad incontrare nel parco della Lessinia la sua Giulietta, fermando, così, il suo lungo peregrinare.

 

E' questa la storia che spiega, a quelli che credono che il lupo, in qualche modo, per qualche misterioso motivo, per volontà di fantomatiche organizzazioni di non si sa quale tipo, sarebbe stato reintrodotto sui nostri territori da qualcuno (QUI L'ESEMPIO PIU' IMPORTANTE), come in realtà questi splendidi animali siano tornati, sulle loro gambe, nei nostri e (prima che venissero sterminati) loro territori. ''E' il fenomeno della dispersione - spiega Tommaso Borghetti che si occupa del monitoraggio della specie, di accertare i danni eventualmente causati dai lupi ed è referente zootecnico del corpo forestale - che riguarda anche le femmine per i lupi ed è una delle ragioni del successo di questi animali. Anche Giulietta, infatti, stava cercando un maschio come Slavc stava cercando una femmina e si sono incontrati sui Lessini, nel 2012. Come lo sappiamo? Perché Slavc è stato monitorato in tutto il suo percorso poiché era stato radiocollarato e seguito dall'Università di Lubiana''.

 

Qui lo studio completo del monitoraggio

 

 

 

 

''Al contrario degli orsi, le cui femmine viaggiano molto meno ed è il maschio a spostarsi a lungo, tra i lupo entrambi si muovono molto - prosegue Borghetti -. Nella zona di Paneveggio, per esempio, c'è una femmina del ceppo sloveno quindi anche lei arriva da molto lontano. Al contrario, invece, uno dei figli di Slavc è stato rinvenuto in primavera sul Monte Nevoso, in Slovenia. Praticamente ha fatto il percorso inverso di suo padre. E questo ampio peregrinare permette loro di non chiudersi geneticamente. Tra le prime cucciolate di Slavc e Giulietta abbiamo assistito al riprodursi di esemplari imparentati tra loro (magari tra giovani nati in annate diverse) il che a stretto giro non provoca problemi ma potrebbe crearli nelle generazioni future. In prospettiva si potrebbero verificare delle tare se non riuscissero a mescolarsi con altri ceppi ma ciò è già accaduto, il ricambio è già avvenuto proprio grazie alla dispersione. Al contrario, invece, per gli orsi trentini i rischi di avere problemi genetici, in futuro, è concreto perché sono molto più chiusi nel loro ambito territoriale''.   

 

I lupi, insomma, percorrono anche migliaia di chilometri per cercare la compagna o il compagno giusto, con mortalità molto alte durante questi lunghi tragitti dovuta agli attacchi di altri lupi, qualora quelli in dispersione si trovino ad attraversare territori controllati da altri branchi, incidenti e difficoltà nel reperire cibo. Slavc e Giulietta, però, ce l'hanno fatta e da quando si sono incontrati hanno stabilito una vera e propria dinastia di lupi misti, geneticamente, tra slavi e appenninici.

''Da allora non si sono più lasciati - continua Borghetti -. Io li seguo da molti anni e devo dire che sono entrambi due esemplari molto identificabili. Slavc è un lupo balcanico più grosso dei lupi italiani. Pesa sui 40-45 chili mentre quelli appenninici si fermano a una decina di chili in meno. E' un aplotipo W5 e lo si riconosce perché sulle zampe ha delle specie di ''calzini'' bianchi, il pelo, infatti, è più chiaro. Giulietta è più piccola ma ha anche lei un colorito tipico, più rossiccio. E' un aplotipo W14, di lupo appenninico e potrebbe essere arrivata dal Piemonte o dalla Svizzera. Quando sono in branco sono ben riconoscibili perché entrambi marcano il territorio alzando la zampa. Anche la femmina alfa, infatti urina tirandola su, meno del maschio, ma fa comunque quel gesto. E poi raspano a terra entrambi e sono gli unici che tengono la coda alta in segno di dominanza. Gli altri membri del branco, compresi i maschi, invece urinano accovacciati e tengono la coda bassa o a mezza altezza''.

 

 

Insomma c'è tanto da imparare da questi straordinari animali.

 

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