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Lupi, Cattoi ha la soluzione (ma le idee confuse): ''Taser alla polizia locale e sterilizzare alcuni esemplari'', mentre la Slovenia diventa un lontano Paese dell'est

L'onorevole della Lega risponde alle critiche di Francesca Aprone, segretaria della sezione di Ala del Patt, ma infila una serie di scivoloni. Arriva anche la reazione di Michele Dallapiccola: "Sconcertante l'incompetenza di questa signora. È più grande solo della sua malafede"

Di Luca Andreazza - 14 febbraio 2019 - 20:17

TRENTO. "Le critiche della sezione di Ala del Patt alle misure messe in campo dal presidente Fugatti sono umoristiche e paradossali. Si deve capire fino a quando è sostenibile una convivenza pacifica", arriva la risposta dell'onorevole Vanessa Cattoi (Lega) alle parole di Francesca Aprone: "Speravamo in qualcosa di più concreto e meno demagogico" rispetto alla sperimentazione delle ronde anti-lupo (Qui articolo), che impegna anche le pattuglie della polizia locale alense.

 

L'esponente della Lega alla Camera difende il provvedimento sperimentale di due mesi scaturito dalla riunione del comitato per la sicurezza richiesta dal presidente della Provincia (Qui articolo) dopo che i lupi, proprio in quel di Ala, hanno sbranato un paio di agnelli (Qui articolo).

 

"Si è finalmente - prosegue l'onorevole - iniziato a gestire un problema che fino a ieri per il partito del Patt non era considerato come tale: anzi ricordiamo ancora le serate informative promosse dalla ex giunta provinciale per promuovere la convivenza pacifica tra uomo e lupo" (Qui link a progetto Life WolfAlps).

 

Si può non essere d'accordo, ma l'amministrazione uscente se non altro si è spesa nelle serate informative alla popolazione, nonostante le numerose interrogazioni del centrodestra d'opposizione, soprattutto per sapere quanti orsi e lupi ci sono in Trentino, mentre l'attuale governo ha preferito cancellare la presentazione pubblica del "Rapporto orso", liquidato dall'assessora Giulia Zanotelli in un "abbiamo deciso così".

 

Le soluzioni per contrastare il lupo ora ci sarebbero e l'onorevole si spinge anche oltre. "La segretaria Aprone - dice Cattoi - dovrebbe leggere il decreto sicurezza e quello di legittima difesa che approveremo la settimana prossima alla Camera perché mentre il Patt attende le interrogazioni, al governo a Roma mettiamo a disposizione tutti gli strumenti per aiutare concretamente i cittadini a difendersi in casa propria e sulle strade: si prevede la dotazione di taser della polizia locale e assumeremo 6 mila agenti delle forze dell’ordine per presidiare maggiormente i territori: sicuramente anche per Ala verrà richiesto l’utilizzo dei taser visto l’autodenuncia del Patt. Questi sono fatti, non solo parole".

 

Usare il taser per difendersi da lupi e orsi, verrebbe da dire che fa già ridere così, ma invece sono le parole della leghista, parlamentare trentina in quel di Roma. Strano che non ci abbia ancora pensato nessuno e sbaglieranno gli americani a usare il bear spray con un efficacia del 98% dei casi, senza conseguenze per umani e plantigradi, deterrente che effettivamente ci si ostina a non introdurre in Italia. Il lupo, invece, scappa alla vista dell'uomo, mentre non si spaventa davanti alle infrastrutture umane. Resta che per utilizzare il taser la distanza va tra i 3 e 7 metri, comunque pochini, sempre che la scarica sia sufficiente. 

 

Non solo, l'onorevole mette in discussione anche l'approdo del lupo in Trentino. "Il centrosinistra - evidenzia la leghista - ha cercato di convincere la comunità che il lupo, il docile lupo, dopo circa 150 anni e un formidabile spostamento dalla Slovenia per oltre mille chilometri, è arrivato dai lontani Paesi dell'est per procreare con una lupa proveniente dalle Alpi occidentali proprio sui monti della Lessinia lato trentino e non veneto per dare vita al primo branco".

 

Poco importa se la Slovenia confina con il Friuli e non è propriamente un "lontano Paese dell'est", se anche i ricercatori di biologia dell'Università di Lubiana hanno marcato con il collare satellitare questo spostamento nel progetto
europeo SloWolf (non è l'unico caso monitorato, un lupo dal modenese si è spinto fino in Francia per altri mille chilometri) e se anche le Apt e Trentino Marketing hanno sempre sostenuto che i turisti non sono spaventati dalla presenza dei grandi carnivori, mentre proprio per aver convocato il tavolo di pubblica sicurezza si è ottenuto l'effetto boomerang (Qui articolo). 

 

Il discorso ruota sempre intorno alla sicurezza. "Dipende - spiega Cattoi - se si preferisce tutelare la sicurezza dei cittadini o raccontarsi le belle favole per sostenere il business del turismo. I trentini però non sono più liberi di vivere in serenità le montagne e tanto meno di lavorare in altura, si limita la libertà dell’uomo per non rischiare l’incolumità. Se questa è demagogia allora ben venga. Fare demagogia è evitare di stabilire un numero di presenze della specie oltre al quale non è più sostenibile una convivenza pacifica. E per questo abbiamo chiesto un puntuale censimento sulla presenza dei grandi carnivori, una relazione tecnico scientifica per definire i livelli minimi di presenza dei grandi carnivori a seconda dell’estensione territoriale e delle peculiarità orografiche e un piano d’intervento per il contenimento del numero di esemplari presenti sui rispettivi territori utilizzando anche la pratica di sterilizzazione di parte di questi oppure attuando il prelievo forzoso con messa in cattività". 

 

Oggi in Trentino si registrano 7 branchi per una cinquantina di esemplari: 27 nell’area dei Monti Lessini (4 branchi), 18 esemplari in val di Fassa (2 branchi) e 7 lupi in Alta val di Non, raccolti in un solo branco). Nel 2018 sono stati registrati 69 casi di danni per un valore di oltre 70 mila euro. E in 150 anni non si è mai verificata un'aggressione a un essere umano da parte di un lupo in Italia, mentre con gli orsi ci sono stati casi, ben noti, anche in Trentino. Sempre dati alla mano nel 2017 sono stati 144 gli episodi di predazione da parte degli orsi e la Provincia ha risarcito gli allevatori per 83 mila euro (Qui rapporto grandi carnivori della Provincia).

 

"Demagogia - continua la parlamentare - è forse iniziare a coinvolgere tutte le regioni alpine, farle sedere intorno a un tavolo e iniziare a darsi una procedura per iniziare a intervenire per evitare che un problema non gestito per anni prenda il sopravvento per mettere a repentaglio la vita dell’uomo?"

 

Poco importa se l'alleanza anti-lupo ha già subito una battuta d'arresto nelle parole del ministro Sergio Costa in visita a Trento: il punto di riferimento è l'Ispra, si può discutere ma solo in quella sede (Qui articolo). "Pensare che il problema non sussista oppure che tornino i predatori dei lupi - conclude Cattoi - quindi le tigri oppure le iene, a ristabilire l’equilibrio 'eco-sistemico' in modo del tutto naturale senza avere la consapevole che ogni primavera il genere animale procrea e aumenta il numero di presenze della specie sul territorio Trentino è invece fare demagogia". Il lupo è un predatore all'apice della catena alimentare e non ha predatori naturali, se non occasionali, ma tigri e iene in Europa non ci sono, sempre che la Lega non pensi a introdurli per provare a risolvere questo problema. 

 

Arriva a breve giro, affidata a Facebook, la reazione di Michele Dallapiccola. "Sconcertante - scrive sui social - l'incompetenza di questa signora. È più grande solo della sua malafede. Dubitare da un lato della sincerità dei dati che la forestale ci trasmette sul lupo e canzonare i cittadini con la storia della pistoletta elettrica per cercare di tranquillizzarli. Da veterinario dico: il lupo è furbo e schivo e davvero può viaggiare per tanti tantissimi chilometri".

 

Un atteggiamento che non sarebbe nuovo secondo il consigliere provinciale del Patt. "In verità - prosegue - non mi stupisce il suo atteggiamento, non fosse solo per il fatto che due anni fa anche lo stesso Fugatti, interrogandomi in aula a questo proposito da consigliere di minoranza, si scompisciava dalle risate nell'apprendere che la genetica del primo maschio registrato in Lessinia nel 2012 proveniva dalla Slovenia. Si tratta di uno dei più interessanti i casi di studio di profilo europeo intorno ai grandi carnivori per il quale siamo conosciuti e riconosciuti in tutto il mondo". 

 

Un problema di metodo. "Per ironia della sorte ora Fugatti è proprio capo di quel Corpo forestale che allora il presidente e oggi Cattoi, disconoscono. La verità è che il problema del lupo non si risolve davanti a telecamere o sui giornali, ma è un problema da affrontare con taglio e atteggiamento scientifico, esattamente come è presentato negli incontri che la Provincia ha da sempre fatto sul territorio, incontri formativi perché l'amministrazione non è favorevole o contro il lupola Provincia lo deve gestire nel bene e nel male ma comunque nel rispetto delle leggi vigenti. Non si deve fare allarmismo".

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