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La giunta grida ''al lupo al lupo'' e la notizia fa il giro d'Italia: e c'è già chi chiede se sciare ora è sicuro

La notizia che il Trentino ha convocato il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza per affrontare la questione specificando che c'è un rischio per ''l'integrità pubblica'' sta facendo il giro del Paese. Una mossa ad effetto che rischia di avere ripercussioni per tutto il sistema

Di Luca Pianesi - 27 gennaio 2019 - 05:01

TRENTO. E ora c'è già chi si chiede se le piste da sci siano o meno sicure. D'altronde oggi il titolo ''Pericolo lupo in tre aree del Trentino'' è stato ripreso da testate di tutta Italia, da LaSicilia.it a La Nuova Sardegna.it, passando per Euronews e dall'Ansa nazionale. Il messaggio dato alla nazione in uno dei momenti più importanti per il turismo provinciale, quello invernale post dicembre natalizio tra l'altro senza neve, non lascia dubbi: "Esiste un potenziale pericolo per l'integrità pubblica dovuto alla presenza di lupi - riportano i giornali - in tre aree del Trentino che sono quelle della Val di Fassa, Ala e Rumo e alta Val di Non''.

 

Un messaggio che non ha nulla a che vedere con la realtà dei fatti e che ora rischia di trasformarsi in un clamoroso boomerang per il sistema provinciale. Un messaggio che, però, la nuova giunta, in qualche modo, doveva trasmettere ai suoi elettori dopo il voto di fine ottobre e le promesse costruite anche su una martellante campagna contro il lupo. Ancora una volta, quindi, si asseconda la pancia, non si ascolta la testa e si rischia di far male a tutto il corpo.

 

L'aver convocato (è stato voluto da Fugatti in persona che in più di un'occasione ha sfoggiato una pessima conoscenza dell'argomento) il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza per i 50 lupi scarsi che ci sono in Trentino che in questi anni hanno causato danni minimi (nel 2017 erano stati erogati risarcimenti per 46.925,59 euro e nel 2018 dovrebbero essere sui 70.000 euro che paragonati ai danni causati, per esempio, dalla scarsa manutenzione delle canne fumarie che quotidianamente causano incendi sono davvero il nulla) e non hanno mai minacciato l'uomo in alcun modo, pare davvero un'esagerazione. Per intenderci se vogliamo ragionare per paradossi, in confronto le api e i calabroni con i loro 20 morti all'anno in Italia, andrebbero trattati come dei pericolosi serial killer con task force dedicate e vigilantes assoldati con tanto di retino per contenerne l'espansione. 

 

Insomma parlare di ''pubblica sicurezza'' messa a rischio per una predazione invernale avvenuta a Marani di Ala di due agnelli pare davvero essere una facile strumentalizzazione. La Lega, probabilmente, dopo aver gridato ''al lupo, al lupo'' per anni, fomentando paure e aizzando comunità, ora che si trova al posto di quella maggioranza che criticava, si sta rendendo conto che c'è ben poco da fare sulla questione. Ci sono norme nazionali ed europee che disciplinano la materia, equilibri di governo (anche con Roma e il ministero competente) e tutele inattaccabili per questo preziosissimo animale. La Provincia può agire, come stava già facendo in passato anche la vecchia amministrazione magari cercando di farlo ancora meglio, sul piano culturale (spiegando come affrontare il fenomeno agli allevatori e alle comunità dove questa animale gravita) e promuovendo i sistemi di prevenzione (cani da guardiana e recinzioni elettrificate da posizionare nei luoghi e nei modi corretti).

 

Certo se il modo di affrontare la questione diventa quello degli annunci a spot, come successo ieri, che a nulla servono sul piano pratico e rischiano, anzi, di causare danni peggiori e di sistema (come quello di comunicare al Paese che abbiamo zone del territorio in mano a pericolosi branchi di lupi, tanto da doverci rivolgere alle forze dell'ordine e a dover mettere in discussione la ''sicurezza pubblica'') non resta che augurarsi tutti un grande ''in bocca al lupo''.

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