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Castel Belasi torna a splendere, dopo 17 anni di lavori torna visitabile il maniero di Campodenno

La struttura, all'interno della quale hanno soggiornato alcune delle più importanti famiglie nobiliari della Val di Non e che risale al XIII secolo, è stata ristrutturata e sarà visitabile da oggi fino al 27 ottobre

Pubblicato il - 11 August 2019 - 13:43

CAMPODENNO. Le sue radici risalgono al XIII secolo (anche se già dall'anno mille, probabilmente si ergevano in quella zona le mura in legno e in pietra all'interno delle quali crebbe tra il 1.100 e il 1.200 la torre di guardia) a partire dagli anni sessanta del Quattrocento finì nelle mani di Pancrazio Khuen Belasi che lo fece ingrandire e riqualificare trasformandolo, grosso modo, in quella fantastica e imponente struttura che è oggi. Un oggi che diventa un giorno di festa per la zona visto che, dopo 17 anni dall'inizio dei lavori di restauro, Castel Belasi di Campodenno torna visitabile al pubblico completamente rinnovato con all'interno una mostra di artisti contemporanei.

 

Ieri l'inaugurazione con politici e figure istituzionali e da oggi, fino al 27 ottobre la struttura sarà visitabile (tutti i giorni dalle 10 alle 18 fino all'8 settembre, dal 14 settembre al 27 ottobre aperto sabato e domenica dalle 10 alle 18) a tutti. Il castello nel corso della storia ha ospitato diversi membri di famiglie nobiliari nonese (venne concesso in feudo a Ulrico di Ragogna nel 1291 per poi passare a Ulrico di Termeno capostipite dei Khuen nel 1368), per poi essere stato abitato fino al 1950 da mezzadri e quindi abbandonato.

 

All’interno vi sono anche alcune pitture risalenti verosimilmente alla metà del Cinquecento, che ricordano il modello figurativo del refettorio del castello del Buonconsiglio, opera di Marcello Fogolino. E all’interno della struttura vi è anche una piccola cappella dedicata ai Santi Giacomo e Martino.

 


 

Il complesso è stato acquistato in due diversi momenti sul finire degli anni ’80 dal comune di Campodenno. La completa ristrutturazione ha visto, per gran parte dell'investimento che ammonta a oltre 10 milioni di euro, il sostegno della Provincia di Trento e la partecipazione del Bim dell'Adige, al cui presidente Giuseppe Negri, scomparso lo scorso anno, è stata dedicata una sala di rappresentanza.

 


 

Contemporaneamente a Castel Belasi”, l’esposizione inaugurata ieri, è una mostra originale, dedicata all’espressività di artisti contemporanei di fama, affiancati da artisti emergenti e al dialogo intimo con gli spazi del maniero. Il castello si apre alle opere dei trentini Federico Lanaro, Bruno Fantelli, David Aaron Angeli, Aldo Valentinelli e Pietro Weber, del sudtirolese Willy Verginer, del marchigiano Simone Pellegrini, dei piemontesi Luigi Stoisa e Marcovinicio, dello scozzese Andrew Gilbert. L’esposizione, curata da Marcello Nebl, che ieri pomeriggio ha brevemente illustrato al pubblico le opere esposte, è giocata sulla natura del castello, nato per controllare il territorio e rinchiudersi quasi su se stesso, contrapposta alla libertà espressiva dell’artista.

La serata, moderata dal giornalista e responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento Giampaolo Pedrotti, è stata accompagnata da momenti d’intrattenimento musicale con esecuzioni dell’Amira saxophone quartet.

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