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C'era una volta il Festival dell'Economia? Il bilancio di Flora: ''Sono mancati i nomi di spicco. Io lo vedo come un quadro colorato senza cornice''

La politica provinciale si è tenuta molto più lontana che in passato dalla più importante kermesse che riguarda il capoluogo (molti si ricorderanno l'ex presidente Rossi che andava in bici da un evento all'altro mentre Fugatti sabato era sì, tra le bici ma del Giro d'Italia). Noi il bilancio lo abbiamo chiesto a chi gestisce il chioschetto fuori dalla Stazione e queste quattordici edizioni se le è viste ''passare davanti'' 

Di Luca Pianesi e Giuseppe Fin - 03 giugno 2019 - 06:01

TRENTO. C'era una volta il Festival dell'Economia? O c'è ancora quell'evento straordinario che per quattro giorni trasformava la città in tutti i sensi, la colorava d'arancione e la faceva diventare ''capitale'' dell'informazione nazionale e non solo? Quella kermesse durante la quale le prime pagine dei giornali di tutta Italia aprivano con notizie che arrivavano da Trento perché in quei quattro giorni si aprivano dibattiti tra premi Nobel, imprenditori internazionali, i più grandi giornalisti viventi, presidenti del consiglio e ministri di primissima fascia.

 

Sicuramente c'era una volta la vicinanza della politica provinciale che credeva in questo evento unico al mondo capace come pochissimi altri festival in giro per l'Italia di catalizzare l'attenzione internazionale. Assessori, consiglieri, dirigenti erano sempre presenti agli incontri e in molti ricorderanno il presidente Ugo Rossi che in quei quattro giorni si spostava in bicicletta da un evento all'altro macinando chilometri per coprire la città. Sabato durante la giornata clou del ''suo'' Festival anche il presidente Fugatti si trovava tra le biciclette. Non pedalava, però. Brindava in quota tra Moser e Savoi ''sulle vie del Giro d’Italia. Passo Manghen e Passo Rolle'', così ha scritto su Facebook. E non basta esserci dove si deve parlare, troppo facile (Fugatti ha partecipato per esempio a una tavola rotonda e ai discorsi di apertura e di chiusura) o all'evento ''serale'', bisogna spendersi per tutta la kermesse in forze con consiglieri e assessori. 

 

Anche perché alla fine se non c'è il padrone di casa perché dovrebbero venire gli ospiti? E così i ''big'' non si sono visti nonostante il governo amico e il tema, che sembrava scelto apposta per loro: ''Globalizzazione, nazionalismo e rappresentanza''. Salvini era atteso per venerdì ma ha preferito essere ad Aversa e Casoria per fare campagna elettorale in vista dei ballottaggi, Di Maio e Conte non erano stati invitati ed anche se premier e ministri, in passato, avevano abituato a piacevoli sorprese, loro sono stati di parola. Sono saltati ospiti del calibro di Lucia Annunziata o Renato Brunetta e le scalette sono cambiate quotidianamente con una velocità estrema. La città venerdì era praticamente deserta mentre sabato ha risposto presente anche se gli incontri non erano da tutto esaurito, anzi.  

 

Tito Boeri nell'incontro finale, ieri, ha snocciolato un po' di dati (un totale di 204 relatori e 54 moderatori che hanno animato 114 eventi del programma. 105 le dirette web, di cui 32 in lingua inglese, quasi 5 milioni le connessioni al sito del Festival, 3TByte il traffico dal sito, oltre 52.000 le connessioni alle dirette streaming) e Fugatti si mostrato contento dichiarando che finalmente questo è stato un festival del popolo con temi sentiti e vicini alle persone (''non so se nei prossimi anni saremo capaci di azzeccare un altro titolo così attuale'', ha detto). Giuseppe Laterza ha mostrato un video ripreso poco fuori dalla stazione di Trento e la protagonista di questo video è stata la ''mitica'' Flora del chioschetto dei caffè e dei giornali che per quattro giorni ha indossato il grembiule arancione. Lo fa da quattordici edizioni e in questi anni ha visto passare tutti davanti al suo chioschetto.

 

 

 

 

Incapaci di dire se davvero ''C'era una volta il Festival dell'Economia'' o se, al contrario, c'è ancora ed è in salute e magari la giunta del cambiamento riuscirà a rilanciarlo in futuro, il bilancio di questa edizione 2019 lo abbiamo fatto fare a lei.

 

 

Flora, dal tuo chiosco passano tantissime persone e riesci sempre ad avere il polso della situazione. Come ti è sembrata questa quattordicesima edizione del Festival dell'economia?

A me piace l'arancione e sono contenta quando c'è il Festival. Questa edizione, però, mi è sembrata meno pubblicizzata rispetto al passato e ho visto passare molta meno gente. Non c'è stato l'afflusso che avevamo visto gli anni scorsi anche se questo calo era iniziato già nel 2018.

 

Ma chi mancava?

Beh, per prima cosa mancavano i nomi di spicco. Quei personaggi che attirano la curiosità. Anche Lucia Annunziata alla fine non è venuta che magari poteva attirare qualcuno. Poi per quanto riguarda il pubblico a parer mio sono mancati gli italiani. Gli scorsi anni avevo persone che scendevano dalle valli e venivano qui a bere il caffè, oppure c'erano gruppi che venivano anche da Bologna partivano da qui con la colazione e poi vedevano il Festival. Questa parte quest'anno mancava un po'.

 

Qualcuno dice che il festival quest'anno è stato poco sentito dalla città, anche dai commercianti. E' vero?

Io e mia sorella Favilla abbiamo messo il grembiule e il fazzoletto arancione dal primo giorno. Secondo me, però, in giro per la città si è visto meno arancione. Tanti passavano con le borse e i depliant ma quest'anno avrei potuto contarli su una mano. Pochi cartelli arancioni in giro. Io poi questa domenica ho tenuto aperto per offrire un servizio alla città e per offrire una buona colazione a tutti ma in molti hanno chiuso. Bisogna capire che se si vuole avere bisogna anche dare.

 

Il Festival dell'Economia in quattordici anni è cambiato.

Si, forse però è diventato troppo tecnico. Mancava quell'aspetto popolare che si vedeva nelle prime edizioni. Ora vengono usate sempre paroloni. E' come ascoltare un telegiornale. Non tutti nascono ''imparati'' di economia e forse i contenuti dovrebbero essere più fruibili.

 

E come te la immagini l'edizione del prossimo anno del festival?

Io credo che il festival dell'Economia sia un bel quadro colorato ma senza cornice. Quindi si può aprire anche ad altre cose. L'economia può vivere nelle piazze e può essere unita anche con altri eventi culturali e che rispecchiano il nostro Trentino. Magari eventi enogastronomici di livello oppure altri eventi che riescono a coinvolgere i giovani e le famiglie. Così si sostiene il festival dell'Economia e soprattutto dimostriamo di essere una grande famiglia che lavora insieme. Come fanno gli scoiattoli simbolo di questo festival.

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