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Chiusura Sella, dopo il passo indietro la Provincia valuta la ''vignetta''. Il Comitato: ''Non è costituzionale e il pedaggio ci isola''

Dopo due estati di accese battaglie tra "Green days" e accesso a numero chiuso, il Comitato per la salvaguardia dei passi dolomiti incassa il successo. Finazzer: "Una buona notizia, ma non abbassiamo la guardia". Per la vignetta potrebbe servire il via libera anche del Veneto

Di Luca Andreazza - 20 febbraio 2019 - 05:01

TRENTO. "Non è possibile applicare la vignetta, un pedaggio per accedere ai passi non è costituzionale, oltre a discriminare e isolare la montagna", queste le parole di Osvaldo Finazzerpresidente del Comitato salvaguardia dei passi dolomitici, una realtà che rappresenta circa 80 operatori e 650 lavoratori, che incassa favorevolmente la conclusione della sperimentazione sulla chiusura estiva prima, regolamentata a traffico limitato poi, a passo Sella (Qui articolo).

 

"Dopo dodici anni una vittoria, ma non abbassiamo la guardia. I passi non sono la causa del traffico - aggiunge il numero uno del Comitato - non siamo in presenza di smog e inquinamento come denunciato dalle amministrazioni provinciali di Trento e Bolzano negli anni scorsi. Accogliamo in modo favorevole la conclusione di questo progetto che ci ha arrecato tantissimi danni economici, ma anche a livello di immagine".

 

Dopo i "Green days" del 2017, cioè i mercoledì senza auto, un calo economico generale, evidenziato anche dall'emissione degli scontrini, per un calo tra il 15 e il 40% degli incassi. Numeri registrati anche dalla società Pierac di Vigo di Fassa per conto del Comitato (Qui articolo), quindi il piano è stato contingentato e allargato al resto dei giorni feriali attraverso l'accesso a numero chiuso a passo Sella nell'estate 2018 con l’obiettivo di ridurre il traffico individuale del 20%, così come sensibilizzare i visitatori a una mobilità sostenibile per contribuire alla valorizzazione e tutela del territorio delle Dolomiti Patrimonio Unesco (Qui articolo).

 

"Un piano fallimentare di Dolomitesvives che non rappresenta cittadini, operatori e turisti - prosegue Finazzer - mentre la ricerca di Eurac evidenzia che il problema è nel fondovalle: il turista stanziale deve essere regolamentato. In Val di Fassa si registra anche un problema legato alla presenza di tanti mezzi pesanti, ma questo significa anche che la valle lavora. Si deve intervenire per limitare i disagi di code e rallentamenti, anche per il trasporto pubblico e il turista, ma sempre in valle e sicuramente non sui passi. Trovare queste contromisure spetta alle amministrazioni comunali".

 

Oltre al drastico calo di passaggi, il Comitato si è sempre lamentato per una mancanza di informazione e una comunicazione non corretta. "Una pubblicità negativa - dice il presidente - tanti turisti si sono trovati spiazzati tra divieti, stanga e forze dell'ordine: sembrava di trovarsi al confine di stato, una dogana. Inoltre tanti clienti scrivevano per chiedere rassicurazioni sull'inquinamento. A questo si aggiunge che gli operatori si sono trovati a costretti a licenziare il personale per limitare i danni".

 

In passato anche le amministrazioni si sono divise. Tra i contrari alla chiusura del passo Sella anche il Comune di Canazei. L'amministrazione aveva votato all'unanimità in modo negativo contro questo piano. Una decisione che segue quella dell'amministrazione di Corvara. Una linea condivisa anche in quel di Arabba e Ortisei, così come tante realtà che gravitano intorno ai passi (Qui articolo).

 

"Siamo i primi a voler salvaguardare il territorio - evidenzia il presidente - la vivibilità e un flusso turistico accettabile, ma si deve smettere di promuovere la dicotomia tra valle e passi. Le nostre strade garantiscono inoltre il collegamento tra i diversi luoghi e il turismo itinerante deve essere valorizzato: non si può puntare esclusivamente su quelli stanziali perché prenotano nelle strutture ricettive del fondovalle".

 

Tra le soluzioni emerse, per gli anni a venire, quella di proporre ai turisti una sorta di "vignetta", cioè un pedaggio per l'accesso ai passi, i cui proventi possano poi essere utilizzati per migliorare la viabilità e potenziare il trasporto pubblico. "Applicare questa misura è sbagliato. Nell'epoca delle frontiere aperte - conclude Finazzer - si isola il passo in modo diverso. Oltretutto non è costituzionale".

 

L'eventuale vignetta non è normata, meglio ci vorrebbe il via libera anche del Veneto, spesso però vicino al Comitato. "La legge di riferimento provinciale - commenta Roberto Andreatta, dirigente del Servizio trasporti pubblici della Provincia - è la numero 46 del 2016 che introduce alcuni provvedimenti per limitare il traffico, ma non specifica le misure. La Corte costituzionale, rifacendosi al caso della Valle d'Aosta, legittima eventuali orari e numeri chiusi, ma anche i pedaggi in aree ristrette. Questa norma si limita, infatti, a regolare i passaggi tra le Province di Trento e Bolzano. Se la 'vignetta' dovesse scattare al bivio di Canazei, per esempio, interessa anche il Pordoi e quindi serve un accordo con il Veneto". 

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