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Corso contro i discorsi d'odio a Palazzo Trentini. Tanti i partecipanti, pochi i consiglieri

Si è tenuto oggi a Palazzo Trentini il corso “(S)cambiare Opinioni. Disinnescare l'odio online”, occasione per riflettere e combattere i discorsi d'odio

Di Davide Leveghi - 18 luglio 2019 - 17:16

TRENTO. Si è tenuto ieri nella Sala Aurora di Palazzo Trentini il corso laboratoriale “(S)cambiare Opinioni. Disinnescare l'odio online” promosso dal Forum trentino per la pace e i diritti umani e dedicato ai discorsi d'odio. Un “4 ore full immersion per sconfiggere lo hate speech”, recita il comunicato stilato a laboratorio concluso, che ha visto una soddisfacente partecipazione.

 

Visto l'interesse per la materia di “sociologi, psichiatri, massmediologi, giuristi”, ma anche dei politici, invitati dal Forum a partecipare, ci si sarebbe aspettata un'adesione utile a educare la nostra classe politica ad una maniera di porsi verso oppositori e avversari politici più civile e rispettosa. Poche invece le facce dei consiglieri presenti (Paolo Ghezzi di Futura, Alex Marini dei 5Stelle, Sara Ferrari del Partito Democratico).

 

Dopo il saluto iniziale dato ai partecipanti dal presidente del Forum Massimiliano Pilati e dal presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, il laboratorio ha preso avvio con una parte teorica utile a contestualizzare la questione sotto la guida dei relatori e degli esperti del Centro per la cooperazione internazionale e dell'Osservatorio Balcani e Caucaso, impegnato da decenni a confrontarsi con le esplosioni di odio deflagrate negli anni '90 dalle disgregazioni jugoslava e sovietica.

 

Un primo passo è stato quello di capire come evitare e contrastare i discorsi d'odio intesi come forme aggressive di esprimersi, come forme discriminatorie che attaccano particolarmente i gruppi minoritari (donne, migranti, minoranze religiose, comunità Lgbt) o gli avversari politici. Condotte scorrette e dannose figlie della degenerazione diffusa dei costumi in una società costantemente connessa.

 

Il secondo momento del corso ha previsto invece un parte pratica utile ad acquisire buone consuetudini nella comunicazione e strumenti validi per contrastare l'odio online e la sua conseguente traduzione in violenza reale. “Rimozione di post, commenti che depotenzino i discorsi d'odio, operazioni di fact checking, impegno verso una comunicazione costruttiva, aperta al dialogo e quindi non ostile”, sono queste le buone norme insegnate al pubblico presente.

 

Un buon modo, dunque, per seminare abitudini proficue ed efficaci in una società sempre più traboccante di rancore. Una necessità assunta anche dalla Commissione europea che ha varato assieme a Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft un codice di condotta che ha portato a rimuovere fino al 71,1% dei contenuti segnalati dagli utenti e dalle organizzazioni della società civile come portatori d'odio. Ruolo che dovrebbe responsabilizzare anche i mezzi d'informazione.

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