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Curdo fermato per terrorismo, disposti gli arresti domiciliari. E lui lancia lo sciopero della fame

Arrestato qualche giorno fa in un albergo di Castelrotto, l'uomo, un curdo di 45 anni cittadino tedesco, è accusato in Turchia di terrorismo e omicidio. La misura cautelare è stata oggi convertita negli arresti domiciliari, dopo il riconoscimento del suo status di rifugiato da parte della Corte d'appello. Ma lui non ci sta, e lancia lo sciopero della fame

Di Davide Leveghi - 27 September 2019 - 16:31

BOLZANO. E' stato messo agli arresi domiciliari, questa mattina, il quarantacinquenne curdo fermato dalle forze dell'ordine nei giorni scorsi mentre stava in vacanza in un albergo di Castelrotto, in Alto Adige (qui l'articolo). L'uomo è accusato in Turchia di terrorismo e omicidio per un attentato ad Ankara in cui sono morte sei persone.

 

La dichiarazione della Corte d'appello di Bolzano di stamane ha stabilito difatti gli arresti domiciliari, mettendo a disposizione dell'uomo un appartamento nella provincia atesina. Questi, rifugiato politico in Germania – assieme ai 5 fratelli -, cittadino tedesco e dipendente pubblico del Comune di Hannover, ha proclamato di voler cominciare uno sciopero della fame per protestare contro l'atteggiamento dell'Italia.

 

Lo Stato italiano, a suo giudizio, si sarebbe infatti fatta dettare la linea dalla Turchia, mettendo in pratica un mandato di cattura illegittimo. Illegittimo in virtù del carattere illiberale e dittatoriale del governo di Ankara, da più di quarant'anni impegnato a condurre una guerra contro gli insorti curdi.

 

L'arresto è avvenuto in virtù dell'utilizzo da parte della forze dell'ordine, in collegamento al sistema dati alberghiero, della banca dati dell'Interpol, in cui ogni Paese può inserire liberamente i nomi. Di qua il fermo, nonostante lo status riconosciuto di rifugiato politico, con la conseguente traslazione al carcere di Bolzano.

 

L'uomo, che da 20 anni ha abbandonato la militanza, ha dichiarato di voler riprendere a far politica. L'avvocato Nicola Canestrini, legale dell'uomo, ha segnalato d'altro canto come gli arresti domiciliari siano un passo in avanti, visto il riconoscimento della condizione di rifugiato politico.

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