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Bolzano
15 giugno | 10:21

Condannato per terrorismo e maltrattamenti aveva trovato rifugio in città: quarantenne sarà espulso

L'uomo faceva parte dell'associazione a delinquere con finalità di terrorismo Jweb che preparava estremisti disposti ad effettuare attentati in Europa e nel mondo

Condannato per terrorismo e maltrattamenti aveva trovato rifugio in città: quarantenne sarà espulso
di Redazione

BOLZANO. Era stato condannato a quasi nove anni di carcere, nel complesso,  per terrorismo e maltrattamenti famiglia e, dopo aver scontato la pena, aveva trovato rifugio a Bolzano: alla luce della sua pericolosità sociale è stato però disposto nei suoi confronti un decreto di espulsione, in seguito al quale è stato condotto al centro per i rimpatri di Gradisca d'Isonzo in attesa di essere rimpatriato.

 

Si tratta di un quarantenne proveniente dal Medio Oriente che faceva parte dell'associazione a delinquere con finalità di terrorismo Jweb basata a Merano - che si occupava di preparare estremisti islamici disposti ad effettuare attentati in tutta Europa e nel mondo - e che, dopo aver da poco ottenuto la libertà viveva da un affittacamere in città assieme ad un connazionale senza svolgere alcuna attività lavorativa continuativa.

 

Nel 2008, prima della condanna, gli era stato riconosciuto lo status di rifugiato politico che era stato poi revocato e l'uomo, nel 2021, aveva presentato una seconda richiesta che però non è stata accettata.

 

Il tribunale di Venezia, in seguito, aveva respinto anche la successiva impugnazione alla luce della gravità delle accuse emerse e comprovate in sede di condanna e ritenendo che l'uomo non corresse alcun rischio in caso di rimpatrio.

 

In considerazione della situazione e, come detto, della sua pericolosità sociale riscontrata in sede processuale, il questore di Bolzano Paolo Sartori ha emesso ieri nei confronti del quarantenne un decreto di espulsione.

 

L'uomo è stato poi condotto, con una scorta rafforzata da agenti della Digos e dell'ufficio immigrazione della Questura, al Cpr friulano dove rimarrà il più breve tempo possibile in attesa di essere imbarcato su un volo diretto nel Paese d'origine.

 

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