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Diecimila chilometri attraverso il Sud America per promuovere un nuovo modello di scuola attento all'ambiente. La sfida di Lorenzo Franceschini e Istituto Artigianelli

Partirà venerdì per l'Ecuador Lorenzo Franceschini, architetto trentino. Arriverà fino a Ushuaia, la città più a sud del mondo. Obiettivo: raccogliere fondi e esportare il modello Artigianelli, un modello di scuola che coniuga formazione e lavoro con un occhio di riguardo alle questioni ambientali. Franceschini: "Volevo che il mio viaggio avesse un senso. Volevo collegarlo a un progetto di beneficenza e, in particolare, a un progetto di beneficenza che tenesse conto dei problemi climatici"

Di Arianna Viesi - 01 ottobre 2019 - 21:43

TRENTO. Lorenzo Franceschini partirà venerdì per il Sud America. Percorrerà 10.000 chilometri in sei mesi per proporre e sostenere un nuovo modello di scuola. EartHigianelli, questo il nome del progetto, è supportato dall'Istituto Pavoniano Artigianelli di Trento.  

 

"Qualche mese fa sono entrato in contatto con il dirigente dell'Istituto", racconta Franceschini. "Mi ha detto che, circa dieci anni fa - grazie anche alla collaborazione con Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler e Provincia - hanno iniziato a mettere in piedi un sistema scolastico innovativo in cui gli studenti lavorano e collaborano con aziende reali per progetti reali. Un'introduzione al mondo del lavoro interessante, insomma. È nata così, quindi, l'idea di dare visibilità a questo progetto durante il mio viaggio ma, soprattutto, quella di inserire i problemi ambientali nel loro programma formativo che, speriamo, possa diventare un modello per tante realtà".

 

Lorenzo Franceschini, originario di Martignano, nella vita fa l'architetto. Dopo una laurea triennale al Politecnico di Milano, ha girato letteralmente il mondo. Dieci mesi in Kuwait, poi un master a Londra, e un lavoro in Germania. Nel gennaio 2017 inizia a lavorare ad Hong Kong - con alcune incursioni in Giappone - dove è rimasto, fino a poco tempo fa. Ora è rientrato in regione e ha dedicato gli ultimi mesi alla preparazione del suo viaggio.

 

In mezzo a tutti quest'impegni, già tre anni fa, Lorenzo Franceschini era stato in Nuova Zelanda per un progetto analogo (QUI VIDEO). Aveva camminato, in solitaria, per raccogliere fondi  a favore di Rainforest Foundation Uk (Ong britannica che si batte per i diritti delle popolazioni indigene delle foreste e per la salvaguardia del loro ambiente). In Nuova Zelanda era rimasto tre mesi. "Era stata una raccolta fondi limitata, partita da me e lanciata sui social - spiega Franceschini. Chiaramente, però, un'esperienza di questo genere, in un posto totalmente aperto alla natura e così spartano, mi ha regalato tanto. Così è nato il desiderio di ripetere un'esperienza di questo genere".

 

Lorenzo Franceschini ha subito pensato al Sud America. "Volevo che il mio viaggio, come quello fatto in Nuova Zelanda, avesse un senso. Volevo collegarlo a un progetto di beneficenza e, in particolare, a un progetto di beneficenza che tenesse conto dei problemi climatici e ambientali con cui, quotidianamente, dobbiamo fare i conti".

 

"Parlando con alcuni amici, ho pensato che sarebbe stato bello coinvolgere una scuola. Avrei così potuto dare un senso in più al mio viaggio. I ragazzi, in fondo, saranno le generazioni del futuro, le generazioni che, con i temi ambientali, dovranno davvero fare i conti".

 

Lorenzo Franceschini, in collaborazione con l'Istituto trentino, vorrebbe quindi provare a diffondere il metodo artigianelli e creare una rete di istituzioni universitarie e scolastiche, sia italiane che estere, e una rete di aziende che prendano a cuore la questione ambientale e la leghino ai propri progetti formativi.

 

Il sogno, insomma, è questo: far sì che i ragazzi si formino in un contesto in cui i temi ambientali siano trattati nel giusto modo e, soprattutto, possano garantire loro un lavoro. "Io stesso - continua Franceschini - ho già preso appuntamenti in Sud America con ambasciate, istituti di cultura, istituzioni. Racconterò loro quello che facciamo, ascolterò cosa hanno da dire. È sempre interessante ascoltare".

 

Giovedì, alle 11, ci sarà la conferenza stampa ufficiale di presentazione del progetto all'Istituto Artigianelli. Il giorno seguente, Franceschini partirà per l'Ecuador dove rimarrà per un po' per abituarsi all'altitudine: Quito, la capitale, si trova infatti quasi a 3000 metri. Inizierà poi a pedalare verso sud: Perù, Bolivia, e Argentina. Percorrerà tutta la Ruta 40 sulle Ande argentine. Entrerà poi in Cile dove concluderà gli ultimi 1.500 chilometri del suo viaggio sulla Carretera Austral fino a Ushuaia, la città più a sud del mondo. Il suo viaggio durerà circa 6 mesi per un totale di oltre 10.000 chilometri e un dislivello di 125.000 metri circa.

 

"In Trentino siamo molto fortunati ad avere quello che abbiamo. Per lavoro sono stato spesso all'estero e ho visto tantissime realtà che fanno letteralmente venire da piangere. Nel nostro piccolo tutti possono fare qualcosa per il clima e per l'ambiente. Provare a fare qualcosa che sia realmente utile non è facile perché i fattori in campo sono moltissimi, ma qualsiasi cosa possa aiutare questo percorso va fatta".

 

La scuola seguirà Lorenzo Franceschini settimanalmente e gli studenti lavoreranno per la promozione del materiale che invierà dal continente sudamericano. Tutti i materiali audio, video e fotografici saranno caricati sui canali social dove, anche voi, potrete seguire (e supportare) il viaggio e la raccolta fondi di Lorenzo (QUI SITO).  

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