E' il Marocco la destinazione del Trento Film Festival numero 67. La kermesse riparte dai record degli ultimi due anni
Il manifesto è firmato dallo spagnolo Javier Jaén e tra i temi c'è quello della riflessione sull’effetto dei cambiamenti climatici su boschi e foreste, ma anche la contaminazione tra culture diverse

TRENTO. Tutto pronto per l'edizione numero 67 del Trento Film Festival che prende il via dal prossimo 27 aprile al 5 maggio. Il Paese ospite della sezione "Destinazione..." è il Marocco, mentre l'autore del nuovo manifesto della rassegna è l'artista spagnolo Javier Jaén.
"La montagna rappresenta un luogo fisico e interiore - spiega Mauro Leveghi, numero uno del Trento Film Festival - dove l’uomo può vivere in una dimensione reale le proprie scoperte e avventure e in un ambito più spirituale i sogni e i propri limiti. Dentro ognuno di noi c’è, infatti, una montagna che va esplorata e scalata che s’impersonifica con quella reale mentre la percorriamo a piedi, con i ramponi, gli sci o cercando sulla roccia gli appigli e gli appoggi che ci consentono di progredire verso l’alto, per raggiungere quel confine che ci separa del cielo, da quel qualcosa più grande di noi che rappresenta la fonte dei nostri dubbi, delle curiosità, dello stupore".
Il Trento Film Festival non dimentica però quell'ondata di maltempo di fine ottobre. "Calamità - aggiunge il presidente - sempre più ricorrenti in tutto il mondo e che ci riportano con drammaticità al problema dell’impatto dell’attività umane sull’ambiente, con la conseguente accelerazione dei cambiamenti climatici in atto. In questo senso il manifesto di Javier Jaén, rappresentando la montagna con il profilo di un uomo, vuole richiamare l’attenzione sui limiti che l’umanità deve porsi affinché le terre alte, come ambiente di vita per noi, continuino ad esistere. L’uomo nel corso della storia ha cambiato la montagna, l’ha plasmata, le ha attribuito delle identità, le ha inferto ferite, identificandosi con essa e oggi, forse più di ieri, è arrivato il momento di fermarsi per riflettere sul futuro che vogliamo costruire con lei, per abbandonare quella visione antropocentrica che non permette di guardare verso gli orizzonti del futuro".
La kermesse riparte da due edizioni consecutive da record. "Il manifesto di quest’anno – aggiunge Luana Bisesti, direttrice del festival – vuole esprimere anche l’immagine della montagna tra i luoghi privilegiati della Terra per la contaminazione a trecentosessanta gradi tra culture diverse, spazio d’incontro senza confini caratterizzato da un linguaggio comune, appunto quello della montagna, che avvicina e rende possibile, quasi istintivamente, la conoscenza e il rispetto tra popoli diversi. In quest’ottica s’inseriscono le straordinarie montagne del Marocco, Paese ospite della sezione “Destinazione…”, emblemi di un patrimonio culturale ricchissimo, frutto di millenni d’incontri e relazioni tra culture e civiltà diverse: berberi, arabi, francesi e persino comunità ebraiche hanno, infatti, sedimentato le proprie tracce in un paese che sta tracciando la sua strada verso la modernizzazione".
Durante il festival, in collaborazione con l’Ambasciata in Italia del Regno del Marocco e la Fondazione Caritro, è previsto un ricco programma di eventi per raccontare il fascino di questo Paese dell’Africa settentrionale, caratterizzato dalla presenza di spettacolari catene montuose. Film e documentari, poesia e letteratura, i gusti saporiti di una cucina frutto delle influenze berbere, arabe e mediterranee, intendono colorare e profumare questa edizione del Trento Film Festival.
Nel corso della conferenza stampa il presidente del festival ha anche annunciato alcune rilevanti modifiche allo Statuto associativo. "Il nostro statuto – conclude Leveghi – recentemente è stato oggetto di un importante aggiornamento per prevedere nuove attività per le quali il festival è ormai considerato un punto di riferimento in Italia e all’estero. Inoltre è prevista, anche per i soci ordinari, la nomina di un rappresentate in seno al Consiglio direttivo dell’associazione".
Attualmente i soci del festival sono il Comune di Trento e il Cai (soci fondatori), il Comune di Bolzano (socio storico) e le Camere di commercio di Trento e di Bolzano (soci ordinari) che, in considerazione della nuova previsione statutaria, avranno pertanto in Consiglio direttivo i loro rispettivi rappresentanti, che entreranno in carica prossimamente. Tra le altre novità di rilievo la possibilità di svolgere un’opera di valorizzazione e di formazione di figure professionali da inserire negli ambiti cinematografici e di promozione letteraria legati ai temi d’interesse del festival.














