E' il primo maniero d'Italia di proprietà collettiva: Castel Pergine riapre con nuovi ambienti ristrutturati, nuova cucina e lo ''chef table'' per mangiare tra i fornelli
A fine 2018, dopo quasi due anni di duro lavoro e 62 anni di gestione della famiglia svizzera Verena Schneider e Theo Neff, il maniero medievale che domina la Valsugana dalla sommità di Colle Tegazzo è ritornato patrimonio di un'intera comunità sotto la regia della Fondazione Castel Pergine

PERGINE. Riaperto ufficialmente giovedì 11 aprile, ora è countdown per l'attesa inaugurazione di castel Pergine tra i più significativi esempi di architettura gotica in uno straordinario contesto naturale e paesaggistico. A fine 2018, dopo quasi due anni di duro lavoro e 62 anni di gestione della famiglia svizzera Verena Schneider e Theo Neff, il maniero medievale che domina la Valsugana dalla sommità di Colle Tegazzo è ritornato patrimonio di un'intera comunità sotto la regia della Fondazione Castel Pergine.
Ora parte un nuovo capitolo per castel Pergine. E sono tante le novità per rilanciare un pezzo di storia del Trentino. "E' il primo castello italiano - commenta Massimo Oss, vice-presidente della Onlus - di una Fondazione di azionariato popolare che può vantare oltre 800 sottoscrittori: la proprietà è collettiva".
La mission della Fondazione è quella di mantenere e preservare il maniero, rilanciare il castello dal punto di vista storico e culturale, ma anche di valorizzare questo luogo. Tanti gli interventi per il grand opening. "La sala del trono è stata riallestita, un ritorno al passato. Ma non solo - prosegue il vice-presidente - abbiamo anche recuperato Torre Massimiliano: il primo piano ospita una stube che può contenere una ventina di persone per occasioni e ricorrenze speciali, mentre il secondo piano è stato completamente pulito per essere finalmente visitabile. Inoltre prevediamo dei tour per raccontare e rivivere la storia del castello".
Dopo l'addio di Elisa Bertoldi e Daniele Tomasi per cercare nuove sfide (Qui articolo), novità anche in cucina. "La parte enogastronomia e quella alberghiera hanno una nuova guida. La cucina di Alfonso Aquino è circolare - aggiunge Oss - le materie vengono riutilizzate se avanzano, non si spreca nulla e gli stessi ingredienti vengono usati in modi diversi e avere il massimo vantaggio in termini di benefici e risparmio. E' il primo caso in Trentino, una maniera per differenziarsi".
La cucina raddoppia per ovviare ai problemi logistici, mentre quella in sala è a vista. Nuovi anche i menù. "La proposta è quella di una selezione di prodotti di altissima qualità e prestiamo attenzione ovviamente a quelli del territorio. Ma è una proposta italiana, una contaminazione tra tradizione trentina, profumi e sapori mediterranei. Si può prenotare anche lo chef table per mangiare in cucina e magari scoprire qualche segreto nelle ricette degli chef".
E poi fitto anche il cartellone degli appuntamenti. In questo caso la new entry è un'arena che può ospitare circa 800 persone. L'inaugurazione degli eventi è affidata alla grande mostra di arte ambientale "E-vento" di Giuliano Orsingher, un'iniziativa ospitata all'interno del parco che può essere visitata da sabato 4 maggio fino a fine stagione, fissato per lunedì 4 novembre.
"Ogni settimana - conclude Oss - proponiamo poi qualcosa di diverso tra cultura, storia e spettacoli a base di musica e teatro. Un programma davvero lungo e variegato per accontentare tutte le esigenze. Non mancano poi le serate gastronomiche e per scoprire i migliori vini. L'idea è quella di tutela e di gestione del bene come una 'casa' aperta a cultura, accoglienza e incontro, ma anche luogo e occasione di lavoro secondo un modello di turismo sostenibile".














