Ritrovata a Castel Pergine una pala d’altare del XVI secolo (FOTO): è stata restaurata ed esposta nella Cappella di S. Andrea: ''Il maniero è sempre di più bene comune''
Dopo un lungo lavoro di restauro, c'è stata la restituzione ufficiale alla Cappella di S. Andrea del dipinto della Crocifissione con l’ancona lignea. L'opera era stata rinvenuta in un deposito dopo l'acquisizione della Fondazione CastelPergine

PERGINE. "Un progetto di restauro che restituisce a Castel Pergine e alla sua comunità un oggetto artistico e sacro". A dirlo Carmelo Anderle, presidente di Fondazione Castel Pergine, mentre l'assessore Mirko Bisesti aggiunge: "La valorizzazione di questo bene storico-artistico e del contesto che lo ospita avvicina la gente al maniero".
Dopo un lungo lavoro di restauro, oggi (domenica 19 giugno) c'è stata la restituzione ufficiale alla Cappella di S. Andrea del dipinto della Crocifissione con l’ancona lignea. "Il maniero - prosegue Bisesti - diventa così, ancora di più, un bene comune, capace di nutrire il bisogno di bellezza dei cittadini. Questa opera attiverà nuove ricerche storiche e artistiche perché la conoscenza del patrimonio culturale ispiri sentimenti di appartenenza e favorisca inclusione e pluralità. Inoltre questo restauro rappresenta anche uno straordinario esempio di sinergia pubblico-privato, segno tangibile di come la cultura può essere al centro anche della nostra strategia turistica e possa far guardare al futuro con fiducia".

Rinvenuta in un deposito del medievale Castello di Pergine dopo l’acquisizione del bene da parte della Fondazione di partecipazione CastelPergine Onlus alla fine del 2018, la pala è stata restaurata coinvolgendo la comunità nella raccolta dei fondi e nella rendicontazione del restauro per arrivare oggi alla pubblica restituzione della "memoria ritrovata".

"Questo ritrovamento e questa restituzione può stimolare nuovi studi - aggiunge Anderle - incontri e visite ma induce anche riflessioni sulle tecniche oggi impiegate e nuovi percorsi di conoscenza storica, artistica e scientifica. La pala si è rivelata di grande qualità e bellezza: diventa memoria tangibile, testimonianza concreta di piccole storie che fanno la storia".

Realizzata presumibilmente nella seconda metà del XVI secolo, forse in occasione del matrimonio tra il barone Fortunato Madruzzo (1534/1606) capitano dei castelli vescovili del principato trentino, e Margherita von Hohenems (1536/1592), la pala lignea, contenuta in una cornice dorata, raffigura la Crocifissione e il dipinto misura 100x140 centimetri di altezza.
Ai piedi della croce si trovano a sinistra la Madonna affiancata da Sant’Andrea, e a destra (si suppone) San Giovanni e San Bernardino da Siena. Nella parte centrale della predella, che costituisce il piano d’appoggio della pala, è raffigurata la scena del martirio di Sant’Andrea, mentre lateralmente si trovano un San Sebastiano e un San Rocco. Due colonne con rispettivi capitelli, infine, sorreggono un architrave neoclassico sormontato da una cimasa al centro della quale si trova un dipinto ovale raffigurante il Padre Eterno.
Nel complesso si percepisce una buona qualità pittorica sia per l’autore della pala che per quella dell’artista che ha decorato le scene della predella; probabilmente non sono la stessa persona e potranno essere oggetto di studio per individuarli o perlomeno tentare un’attribuzione a un ambito o scuola artistica.
L’inaugurazione è stata resa possibile dal grande sforzo della popolazione della Valsugana a dimostrazione dell’importanza del volontariato di comunità. Un evento impreziosito dal concerto di Nicola Segatta e della Piccola Orchestra Lumière. Un appuntamento accompagnato dalla relazione sui lavori svolti a cura di Roberto Perini, supervisore dell’intervento e di Enrica Vinante, restauratrice incaricata.
L’operazione è stata realizzata con il sostegno di Itas Mutua, di Cassa Rurale Alta Valsugana e della Soprintendenza per i Beni culturali che ha anche supervisionato il progetto con i funzionari dell’Ufficio per i beni storico-artistici Alessandro Pasetti Medin e Chiara Facchin. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Pergine Valsugana, Roberto Oss Emer, e Franco Marzatico, soprintendente per i beni culturali della Provincia di Trento.


















