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E' il sistema sanitario trentino quello dove i cittadini hanno maggiori opportunità di tutela della propria salute: ecco lo studio di Crea Sanità

Presentato oggi a Roma il report è basato sui ''portatori d'interesse'' e sul giudizio che danno ai diversi sistemi sanitari regionali. Tre sono i sistemi sanitari di altissima fascia, poi c'è quella d'eccellenza, quella intermedia e quella critica

Di L.P. - 11 luglio 2019 - 16:26

TRENTO. E' il sistema sanitario della Provincia di Trento quello dove i cittadini hanno maggiori opportunità di tutela della propria salute. Lo ha certificato lo studio nazionale sui Servizi sanitari regionali (Ssr) presentato oggi a Roma alla presenza del ministra alla salute Giulia Grillo, l'ex ministra Lorenzin, l'assessora alla salute Segnana e l'ex assessore Zeni (oltre a tutti i rappresentanti delle diverse regioni). La VII edizione della misura di Performance degli Ssr curato da Crea Sanità spiega, infatti che ''tre realtà (P.A. di Trento, Toscana e P.A. di Bolzano) sembrano offrire un livello di opportunità ai propri residenti significativamente superiore alle altre (Performance tra il 63% ed il 70%)''.

 

''Altre 6 (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Veneto e Piemonte) sono sempre parte dell’area dell’“eccellenza” - prosegue lo studio -: con una Performance compresa tra il 57% ed il 61%; 6 Regioni, Liguria, Valle d’Aosta, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise, rimangono in una posizione “intermedia” con livelli di Performance abbastanza omogenei, compresi nel range 44-52%. In area “critica” si trovano 6 Regioni, Puglia, Sicilia, Basilicata, Calabria, Campania e Sardegna, con valori di Performance che scendono progressivamente fino ad arrivare al 31%''.

 
Il ranking è frutto di un team di ricerca, quello del C.R.E.A. Sanità (Consorzio per la Ricerca Economica Applicata in Sanità promosso dall’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”) ed è elaborato secondo ''un metodo originale - si legge nel documento - di valutazione della Performance, sviluppato con la collaborazione di un Panel di esperti (attualmente circa 100) afferenti a cinque categorie di stakeholder (Utenti, Istituzioni, Professioni sanitarie, Management aziendale, Industria medicale). L’esercizio, quindi, guarda alla Performance dal lato della domanda, non dell’offerta (pubblica) di servizi''.

 

La voce più ''critica'' è risultata essere quella ''Utenti'' nella quale spicca la Provincia di Trento: ''Per la Categoria Utenti - si elegge nel report - la P.A. di Trento, con il 72%, continua a mantenere la prima posizione, registrando un livello di Performance ancora superiore a quello registrato nella “classifica generale”. Seguono Toscana e P.A. di Bolzano con una Performance rispettivamente pari al 63% e 62%; Puglia, Campania e Sardegna occupano le ultime tre posizioni con un indice di Performance inferiore al 40%''.

 

 

Altra voce ''difficile'' quella dei rappresentanti delle Istituzioni: ''Per i rappresentanti delle Istituzioni, la misura di Performance varia dal 68% della P.A. di Trento al 19% del SSR sardo: si allarga quindi la forbice fra gli estremi; P.A. di Bolzano, Toscana e Lombardia seguono la P.A. di Trento con un livello di Performance pressoché simile (62% tutte e tre). Nelle ultime posizioni troviamo Sicilia, Basilicata, Campania, Calabria e Sardegna che presentano un livello di Performance compreso tra il 25% e il 19%''.

 

 

''Per le Professioni sanitarie - prosegue lo studio - si riducono le “distanze”: la Performance complessiva varia fra il 67% della Toscana ed il 29% della Campania; Toscana, P.A. di Trento, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Emilia Romagna, P.A. di Bolzano e Lombardia, con un livello di Performance compreso tra 0,67 e 0,58 occupano le prime sei posizioni; Sardegna, Calabria, Basilicata e Campania occupano, invece, le ultime quattro con un indice di Performance compreso tra il 36% e il 29%''.

 

 

Alla voce Categoria Management aziendale ''il gap tra il SSR più performante e quello meno performante è maggiore rispetto a quello complessivo: si passa - spiega il Crea - da un valore massimo del 75% della Toscana ad uno minimo del 33% della Calabria. Toscana, P.A. di Trento, Umbria, P.A. di Bolzano, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte e Marche occupano le prime dieci posizioni con una Performance superiore al 60% (tra il 75% e il 62%); all’estremo opposto troviamo Sardegna, Campania e Calabria che occupano le ultime tre posizioni con un valore di Performance inferiore al 40% (tra il 39% e il 33%)''.

 

 

 

La Provincia di Trento torna in testa per i rappresentanti dell’Industria medicale: ''La misura di Performance varia dal 70% della P.A. di Trento al 23% della Sardegna. La P.A. di Bolzano segue quella di Trento con un livello di Performance pressoché simile (68%). Nelle ultime posizioni troviamo Calabria, Campania e Sardegna che presentano un livello di Performance compreso tra il 28% e il 23%''.

 

 

La peculiarità del progetto è il coinvolgimento dei tanti attori che compongono a vario titolo la sanità, con una dimensione multidisciplinare. Grazie alle loro valutazioni sono stati “selezionati e pesati” i tanti indicatori presenti in sanità, nelle diverse dimensioni: esiti, sociale, appropriatezza, innovazione e economico-finanziaria.
 

''La valutazione che ne deriva è duplice: viene confermata la correttezza della strada avviata negli ultimi decenni dalla sanità trentina - spiega da Roma l'ex assessore Luca Zeni - e al contempo emerge che non si può rimanere fermi, essendoci ulteriori margini di miglioramento, in particolare dal punto di vista dell’appropriatezza, della rete ospedaliera, delle cronicità. In un settore caratterizzato da cambiamenti costanti, complessità e necessità di essere attrattivi per i professionisti (e negli ultimi mesi sono emersi segnali non positivi sotto questo profilo), incidenza degli andamenti demografici, non è più sufficiente limitarsi a portare avanti inerzialmente l’ordinario, altrimenti nei prossimi anni questi risultati potrebbero riscontrare un peggioramento''.

''Le basi per poter lavorare bene in Trentino ci sono - conclude Zeni - ma occorre una costante propensione a pensare nuovi modelli e a compiere scelte anche coraggiose e non legate soltanto al consenso di breve periodo, in particolare puntando sull’innovazione, dalla ricerca  all’organizzazione, dalla tecnologia alla telemedicina''. 

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