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Gioielli di legno e resina con le montagne nel cuore. "Ecco come realizzo i miei ciondoli che custodiscono anche le Tre Cime di Lavaredo o le Pale di San Martino"

Stefano Basso è un artigiano torinese che crea gioielli partendo da legno e resina che scolpisce con cura e perizia. Nonostante l'attività sia partita da poco, sta riscuotendo molto successo. "A volte i clienti mi mandano la foto della montagna a cui sono affezionati. Faccio di tutto affinché, chi lo riceve, a colpo d'occhio, possa capire che è la sua montagna"

Di Arianna Viesi - 28 ottobre 2019 - 20:15

TRENTO. Stefano Basso è un artigiano torinese, vive tra le montagne delle Valli di Lanzo e, quelle montagne, ha deciso di custodirle, a modo suo.

 

Realizza, infatti, gioielli speciali: anelli, ciondoli e orecchini utilizzando legni pregiati, resine ed elementi naturali. Materiali molto leggeri. E vi scolpisce le montagne a mano in un unico pezzo di legno, al quale dedica molte ore di lavoro e passione. Sono tutte creazioni uniche e irripetibili, le sue. "Tempora", questo il nome della piccola attività che Stefano Basso porta avanti insieme alla moglie Tatiana Pandolfo. 

 

 

 

"Qualche tempo fa sono stato contattato da un ragazzo trentino che mi ha ordinato cinque ciondoli per le donne della sua famiglia. Voleva dei ciondoli con le Tre Cime di Lavaredo. Per un altro ho scolpito le Pale di San Martino".

 

L'attività è iniziata, come spesso accade in questi casi, come un semplice hobby. "Ho cominciato a fare cose molto semplici, limitandomi ad usare legno spaccato e resina. Adesso, invece, scolpisco proprio i paesaggi. Dagli anelli ai ciondoli".

 

A guidare la sua creatività è sempre e solo la natura. "Faccio anche dei ciondoli a forma di ghianda. Uso i cappellini delle ghiande vere. Per questo i ciondoli sono tutti diversi. Ho realizzato anche degli orecchini con le ghiande ma, gli orecchini, hanno bisogno di un diametro più piccolo. Un amico che abita alla Maddalena mi ha mandato quindi delle ghiande da sughero che hanno un cappellino più piccolo che meglio si adatta agli orecchini". 

 

 

Dalla ghianda alla castagna il passo è breve. "Dopo la ghianda mi sono detto: provo a fare anche la castagna. Lavoro quindi il legno e la resina per ottenere una vera e propria castagna".

 

 

"Solitamente parto da un pezzo di legno. Uso soprattutto legno di noce delle Valli di Lanzo. Scelto il pezzo, lo scolpisco, creo le montagne, aggiungo - con colore a olio - l'effetto della neve o dell'erba. Colo poi la resina e aggiungo l'effetto del cielo, delle nuvole, dell'aurora. Qualche rifinitura e voilà".

 

"Nelle Valli di Lanzo non abbiamo montagne come le vostre: non c'è paragone in tutto il mondo".

 

"A volte i clienti mi mandano la foto della montagna a cui sono affezionati. Certo, non si può riprodurre come fosse una fotografia - i ciondoli più grossi hanno un diametro di due centimetri, si ragiona su misure molto piccole. Nonostante questo, faccio in modo che chi lo riceve, a colpo d'occhio, possa capire che è la sua montagna".

 

L'ispirazione, a Stefano, arriva soprattutto dal tipo di legno che si trova davanti. "Grazie al legno riesco a capire in che direzione devo andare: è il legno che mi parla".

 

"Ogni tanto qualche cliente mi chiede anche il mare. Ma io ho nel cuore le montagne e il 99% delle mie creazioni hanno loro come protagoniste".

 

Anche i cofanetti che contengono le creazioni di Stefano sono pezzi unici. "Prendo dei tronchi di piccolo diametro - solitamente di faggio, acacia, betulla o frassino - e poi creo una scatolina con un coperchio. Aggiungo poi il mio logo scavato nel legno a fuoco".

 

 

Chi volesse acquistare una delle creazioni di Stefano, può farlo contattandolo sulla sua pagina Facebook (QUI PAGINA).  

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