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Giovani progettisti e architetti da tutto il mondo hanno ripensato gli arredi urbani del quartiere San Martino

Il laboratorio, dedicato a progettazione e autocostruzione, si concluderà domani: “È stato un modo di confrontarsi con i temi dell’architettura e della rigenerazione urbana progettando e realizzando un nuovo sistema di arredo urbano per la riattivazione di via San Martino a Trento”

Pubblicato il - 21 settembre 2019 - 20:05

TRENTO. Il quartiere San Martino, a Trento, è uno dei più antichi della città e si sviluppa tra il castello del Buonconsiglio e le cave della Cervara, fino ad arrivare al fiume Adige, che un tempo scorreva in mezzo al quartiere.

 

Nel corso dell’800 gli austriaci decisero di deviare il corso del fiume, già allora il quartiere dovette ripesare la sua economia basata sul corso d’acqua, con zatterieri e barcaioli a farla da padroni, virando sull’attività estrattiva.

 

Recentemente una parte del quartiere è stata interessata da un altro cambiamento, certo meno emblematica e radicale ma pur sempre un cambiamento, infatti una parte dell’abitato è stata pedonalizzata togliendo parte del traffico che la attraversava.

È in questo contesto che nei giorni scorsi si è svolta la terza edizione del workshop Chiasma, organizzata dall’associazione Acropoli, che ha portato a Trento alcuni giovani progettisti selezionati attraverso una call internazionale.

 

L'associazione studentesca in questione nasce nell’autunno del 2016 su iniziativa di alcuni studenti di Ingegneria Edile-Architettura di Trento, con l’intento di promuovere le discipline che gravitano attorno all’architettura e all’ingegneria.

 

Il percorso di rigenerazione invece, è iniziato alcuni mesi fa ed ha coinvolto oltre all’Associazione, l’ufficio Beni Comuni e l’ufficio Strade e Parchi del Comune di Trento e il Comitato di quartiere San Martino Dentro, con i quali è stato sottoscritto un patto di collaborazione, funzionale allo svolgimento del workshop e alla gestione dei manufatti.

Acropoli ha curato il processo partecipato per sensibilizzare gli abitanti rispetto al processo di trasformazione in atto e per ragionare insieme a loro in merito alle esigenze della via, per poterle poi tradurre nel concreto attraverso il progetto durante la settimana di workshop.

 

“È stato un modo – spiegano i membri dell’associazione – di confrontarsi con i temi dell’architettura e della rigenerazione urbana progettando e realizzando un nuovo sistema di arredo urbano per la riattivazione di via San Martino a Trento”.

 

I partecipanti, affiancati e supportati da tutor di rilievo internazionale quali lo studio Campomarzio, il collettivo americano Sports e l’architetto irlandese Brett Mahon, hanno progettato e realizzato un nuovo sistema di arredo urbano per la via, fulcro dell’omonimo quartiere.

“Il progetto – sottolineano gli organizzatori – porta con sé una forte carica di cambiamento che interpreta lo spirito dinamico di un quartiere vivo e culturalmente attivo, migliorando le condizioni di utilizzo e percezione della via fulcro del quartiere di San Martino”.

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