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Venticinque maglioni per raccontare il Trentino, dal vento di Torbole al ladino della Val di Fassa: il progetto di Fies art work space

"Trentino brand new" è il progetto promosso da Centrale Fies art work space di Dro. Quest'anno i giovani partecipanti si sono cimentati nella realizzazione di maglioni unici per ripensare il territorio. Virginia Sommadossi: "Un laboratorio per legare territorio, arte, comunicazione turistica. In altre parole un laboratorio di design territoriale, un modo insomma per ridisegnare reti"

Di Arianna Viesi - 07 febbraio 2020 - 17:37

TRENTO. Venticinque maglioni, raccolti in cinque mini-collezioni dedicate ad altrettante località trentine. Un modo, diverso originale geniale, per parlare al e del Trentino (QUI PAGINA). Dal vento del Garda alle piste di Madonna di Campiglio, dal ladino a "Trento città di montagna", è questa una delle cifre del progetto Trentino brand new promosso da Centrale Fies art work space di Dro (QUI ARTICOLO).

 

"Credo si possa parlare di design territoriale - spiega Virginia Sommadossi, ideatrice del progetto - travestito da comunicazione turistica. Fies, da sempre, lavora facendosi questa domanda: a cosa servono l'arte e la cultura al di là del contesto culturale? Da questi presupporti e su suggestione delle politiche giovanili, quattro anni fa è nato un progetto rivolto a giovani under 35, Trentino brand new appunto. Un laboratorio per legare territorio, arte, comunicazione turistica. In altre parole un laboratorio di design territoriale, un modo insomma per ridisegnare reti".

 

Negli anni Fies è dunque riuscita ad accogliere, nei suoi spazi, decine di giovani cui sono stati messi a disposizione professionisti dal settore: non solo artisti e performers, ma anche sociologi, filosofi, antropologi, esperti del turismo. 

 

"Durante le precedenti edizioni - continua Sommadossi - ci siamo attenuti ad una comunicazione più 'classica' del territorio. Abbiamo provato a raccontare, a locali e turisti, anche le cose 'scomode' e che spesso vengono dimenticate nella narrazione turistica. Mi riferisco, ad esempio, alla carenza di neve sulle nostre montagne".

 

 

 

 

Quest'anno la rete di Trentino brand new si è allargata. "Abbiamo preso contatti con cinque negozi dislocati sul territorio: Nove Alfieri a Trento, Coast to Coast a Torbole, Sport Eccher a Moena, Cantiere 18 a Madonna di Campiglio e il bookshop del Museo Ladin de Fascia. In una settimana tutti i maglioni sono stati venduti. Un successo. Ci siamo rivolti a negozi di ricerca e attenti ai giovani. Sono per la maggior parte posti turistici. Abbiamo fatto un lavoro diverso in Val di Fassa: lì i maglioni sono stati venduti nel bookshop del museo perché abbiamo fatto anche un lavoro di ricerca sulle minoranze linguistiche". 

 

Per arrivare ai maglioni che, ora, venticinque fortunati possono indossare, i ragazzi hanno lavorato in team seguiti da un gruppo di esperti del settore. "Quest'anno, tra l'altro - continua Sommadossi - abbiamo avuto solo docenti donne".

 

I partecipanti al progetto provengono dagli ambiti più disparati. "Ogni anno è diverso. Abbiamo avuto studenti della Laba (Accademia di Belle Arti, ndr), ma anche stagisti di agenzie di comunicazione, giovani lavoratori del Mart e delle Pro Loco, imprenditori e anche un paio di boscaioli (ride, ndr). Il primo anno hanno partecipato anche creativi già affermati, come Felix Lalù. Lavoriamo, insomma, in un ambiente eterogeneo e ogni anno ci cimentiamo in un progetto diverso".

 

Quest'anno, appunto, i ragazzi di Trentino brand new, grazie alla collaborazione con il brand Almeno Nevicasse di Francesca Sarteanesi, hanno provato a (ri)pensare il territorio e a tradurlo (letteralmente) in ago e filo.  Dal lavoro di curatela di progetti legati al territorio per Centrale Fies di Virginia Sommadossi e Elisa Di Liberato, è nata così l'idea di una capsule collection di 25 maglioni dedicati al Trentino. 

 

Durante il progetto, sono state create delle mappe concettuali sintetizzate poi in alcune frasi: stereotipi, fatti, necessità. Nella nuova collezione di Almeno Nevicasse non manca nulla. Torbole battuta dai venti sul Lago di Garda, Moena e i suoi boschi colpiti dalla tempesta Vaia nel 2018, Trento come città di montagna, Madonna di Campiglio come icona degli immaginari turistici invernali dagli anni 90 ad oggi, San Giovanni di Fassa con la lingua ladina (QUI PROGETTO).

 

I maglioni sono stati selezionati da Francesca Sarteanesi che ha poi guidato i ragazzi anche nella fase pratica: sono stati loro stessi a cimentarsi con ago e filo. "Sono laboratori anche politici, in qualche modo - conclude Sommadossi - momenti che pongono una serie di domande. Anche il momento in cui i ragazzi si sono trovati per ricamare è servito loro per capire anche la fatica 'fisica' che sta dietro la realizzazione di un progetto artistico. I maglioni, pezzi unici, sono andati a ruba. Ci piacerebbe lanciare una cosa simile anche in primavera, con il cotone. E credo che questa sia la miglior risposta alla domanda che ci siamo posti in apertura: possono avere l'arte e la cultura ricadute dirette sul territorio? Bè, credo proprio di sì".

 

Sèn Jean de Fascia

 

Per i maglioni dedicati alla Val di Fassa i ragazzi hanno fatto un lavoro di ricerca sul ladino. Hanno selezionato delle parole o delle frasi particolarmente incisive e le hanno ricamate sui maglioni.

 

 

Trento

 

"Città di montagna. Suona come un ossimoro eppure Trento è a tutti gli effetti una città in territorio montano". Maglioni che giocano sugli stereotipi di chi ci vive e di chi la guarda da fuori. 

 

 

Torbole

 

Gli abitanti di Torbole erano chiamati "figli del vento". Ed è proprio sul e con il vento che hanno giocato i ragazzi. "Dall’immaginario californiano alle romantiche malinconie della superficie specchiata di dicembre".

 

 

Moena

 

Moena è una delle località più colpite dalla tempesta Vaia del 2018. Da qui parte il progetto dei ragazzi di Fies: (ri)pensare quella ferita e, da lì, ripartire. 

 

 

Madonna di Campiglio

 

Nell'immaginario collettivo, Madonna di Campiglio equivale a neve e vacanze invernali. Soprattutto anni '80, soprattutto milanesi. Ecco quindi i maglioni a lei dedicati. 

 

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