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| 25 lug 2019 | 09:37

Ha 11 anni e la famiglia non lo vuole perché è autistico

La chiamata è arrivata la scorsa settimana da parte di un'assistente sociale di un'altra regione  a Casa Sebastiano. Gli operatori: "O sono disgraziati o sono disperati. In ogni caso abbiamo fallito. Le Istituzioni hanno fallito, la società ha fallito”

TRENTO. La resa. La dimostrazione che nella nostra società in questo momento storico qualcosa non sta andando e che, assieme alle istituzioni, ha fallito.

 

Non si possono trovare parole per descrivere tutta l'irruenza e la drammaticità di quello è successo a "Casa Sebastiano” dove un giorno normalissimo è stato scosso da un fulmine a ciel sereno, un lampo che manda in corto circuito le nostre credenze comuni. Senza preavviso, senza cautele.

 

A farlo arrivare è stato uno squillo del telefono. Dall'altro capo un'assistente sociale di un'altra regione che dice: "Dobbiamo trovare una sistemazione per un bambino di 11 anni con diagnosi di autismo". Un situazione che per il centro inaugurato circa due anni fa e che conosciuto ormai in tutta Italia e non solo può dirsi quasi normale ma è quello che è stato detto dopo che ha mandato in tilt ogni cosa. Ed eccole, l'inaspettate, le parole che come uno schiaffo tolgono il fiato: “La famiglia non lo vuole più”.

 

Una famiglia non vuole più il loro figlio perché gli è stata fatta una diagnosi di autismo. Il ragazzo di 11 anni e la famiglia non lo vuole più. Parole che non sembrano vere tanto che gli stessi operatori del centro se le fanno ripetere. Una frase che sembra una deflagrazione che distrugge tutto quello che sta attorno. “La famiglia non vuole più tenerlo -riprende la voce- è affidato al Tribunale dei minori".

 

Le parole rotolano fuori dal telefono e la speranza che porta in avanti l'umanità da milioni di anni vacilla. Quel rassicurante sentire profondo, che permea il nostro quotidiano di ripetitiva tranquillità, si crepa. Viene fuori il pensare emotivo, che sgorga dalla pancia: “O sono disgraziati o sono disperati. In ogni caso abbiamo fallito. Le Istituzioni hanno fallito, la società ha fallito” spiegano “Cada Sebastiano”.
 

E' mancato il supporto delle Istituzioni, i servizi, l'aiuto necessari a che un bambino e i suoi genitori possano affrontare insieme la drammaticità di una disabilità dura, a volte durissima.

“E' venuto meno il patto di aiuto ai deboli, il mandato etico, ancor prima che costituzionale -fondamento di ogni società che voglia dirsi civile-, di sostegno ai componenti più fragili delle nostre comunità. Se una famiglia si arrende, le Istituzioni hanno fallito” concludono gli operatori.

 

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