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"I cuccioli rapiti per venderli agli zoo e gli adulti uccisi per la carne", con Federica in Guinea al fianco degli scimpanzé

Federica Daldon racconta la sua esperienza di tre mesi vissuta in Guinea nel "Chimpanzé Conservation Centre", dove si è dedicata al recupero e reinserimento in natura degli scimpanzé, specie selvatica a grave rischio di estinzione

Tutte le immagini presenti ritraggono scimpanzé selvatici sopravvissuti al bracconaggio e al commercio illegale.
Di Lucia Brunello - 25 dicembre 2019 - 11:18

TRENTO. Tre mesi in Guinea per prendersi cura degli scimpanzé vittime di bracconaggio: è questa l’esperienza che Federica Daldon, giovane naturalista trentina, ha voluto vivere durante la primavera di quest'anno, spinta dal grande fascino provato per questa fragile specie a rischio di estinzione. "Durante il mio viaggio - racconta Federica - ho avuto la fortuna di conoscere molte persone con un grande cuore che hanno rinunciato a tutto per questa causa. Io lavoro con questi animali da molti anni e non finiranno mai di stupirmi per la loro intelligenza e sensibilità. Guardare uno scimpanzé negli occhi è un po' come vedersi allo specchio. Una sensazione davvero incredibile".

 

La voglia e il desiderio di attivarsi in prima persona hanno portato la naturalista trentina a raggiungere il Chimpanzé Conservation Centre (CCC), un vero e proprio santuario dedicato al recupero e reintroduzione in natura degli scimpanzé, sito all’interno dell’Haut Niger National Park, che copre un’area di 6.000 km quadrati di savana e foresta tropicale. Prima ancora c'è stata la laurea alla Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (Unipd), legata al Museo Tridentino di Scienze Naturali, poco prima della sua "trasformazione" in Muse. 

 

La vita nella foresta non è facile, lontanissima da quello a cui siamo abituati qui - continua Federica -. Non c'è elettricità, acqua corrente o strutture sanitarie. Inoltre le temperature sono estreme, e insetti, zanzare e il rischio di malattie tropicali sono all'ordine del giorno. Ma esperienze in paesi così diversi dal nostro ti fanno rivalutare molte priorità e moltissime cose che qui diamo spesso ed erroneamente per scontate”.

Esattamente come i bambini, i cuccioli di scimpanzé hanno un gran bisogno di cure e attenzioni continue. In natura, infatti, trascorrono i primi 4 anni della loro vita a stretto contatto con la madre e imparando da lei tutto il necessario per la sopravvivenza. Per questa ragione, al CCC ad ogni orfano viene affiancato un membro dello staff locale o un volontario nelle vesti di "mamma adottiva".

 

"Al loro arrivo i cuccioli sono a dir poco traumatizzati. Non solo sono stati bruscamente strappati dalla foresta, il loro habitat naturale, ma hanno anche assistito alla morte di molti membri del loro gruppo. Soltanto i più forti riescono a sopravvivere a questo trauma ed è per questo che ai cuccioli vengono date tutte le attenzioni e l'amore di cui hanno bisogno, non lasciandoli mai soli durante la prima e più delicata fase del loro recupero".

 

Successivamente i giovani scimpanzé vengono accompagnati in quella che si potrebbe definire una quotidiana scuola nella foresta. "Vengono organizzate delle uscite studiate per aiutarli nella conquista della loro indipendenza. Imparano infatti ad arrampicarsi sugli alberi, a cercare il cibo in autonomia e a interagire correttamente fra di loro. Essendo gli scimpanzé molto simili all'uomo, hanno uno sviluppo molto lento e possono essere considerati adulti soltanto attorno al tredicesimo anno d'età, è per questa ragione che il processo di riabilitazione può superare i 10 anni".

Dal 2009 al 2012 più di 130 cuccioli sono stati esportati verso la Cina, svelando così uno strutturato sistema di corruzione che comprende veterinari locali, ufficiali doganali e personale aeroportuale. Ad oggi gli scimpanzé rientrano nella Lista Rossa dell’International Union for Conservation of Nature (IUCN) come specie gravemente a rischio d'estinzione. Secondo la legge guineana, la caccia, la vendita, l'acquisto ed il trasporto di scimpanzé, come anche il consumo della loro carne, è vietato dalla legge, ma una recente inchiesta del reporter svizzero Karl Amman ha identificato la Guinea-Conakry come un paese chiave nell'esportazione illegale di questi animali. 

 

In molti paesi africani gli individui adulti di scimpanzé vengono uccisi per la loro carne mentre i cuccioli, esportati attraverso falsi certificati, vengono venduti a zoo, circhi o come animali da compagnia. C’è anche da considerare come la deforestazione abbia contribuito all'espandersi della pratica del bracconaggio. L'Africa, infatti, tra il 1990 e il 2015, ha perso 81,6 milioni di ettari di foresta, permettendo così la formazione di vie d’accesso in luoghi un tempo irraggiungibili per via della vegetazione fittissima.

Attualmente il centro ospita più di 60 individui e segue quotidianamente un gruppo di 17 scimpanzé rilasciati all'interno della zona a riserva integrale del parco. Altri importanti campi d'azione di cui si occupa il CCC sono l'educazione della popolazione locale, soprattutto attraverso delle campagne di sensibilizzazione nelle scuole, e la collaborazione con le autorità locali affinché le leggi vengano rispettate.

 

Se qualcuno fosse interessato ad aiutare o a conoscere meglio il progetto, il sito internet di riferimento è www.projetprimates.com

 

 

 

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