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| 06 giu 2023 | 17:35

''Un battesimo di fuoco ma un'esperienza piena di tenere sorprese", Gavillucci racconta la scelta di diventare volontaria del Centro di recupero animali selvatici

Le pratiche burocratiche e amministrative per la costruzione della nuova struttura procedono regolarmente ma il giorno dell’apertura sarà necessario avere un team già formato e pronto. La bolzanina Lorena Gavillucci racconta la sua scelta di essere volontaria del Centro di Recupero Animali Selvatici

Un battesimo di fuoco ma un'esperienza piena di tenere sorprese
di Redazione

BOLZANO. "Amo gli animali e qui c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire". Così Lorena Gavillucci racconta la sua scelta di essere volontaria del Centro di recupero animali selvatici: "Una possibilità che apre nuovi orizzonti”. E nel suo primo giorno si è presa cura di tre tortore, due merli, un parrocchetto e un passerotto. 

 

Le pratiche burocratiche e amministrative per la costruzione della nuova struttura procedono regolarmente ma il giorno dell’apertura sarà necessario avere un team già formato e pronto. Gli animali che hanno bisogno di cure non aspettano. Ecco, quindi, che il dottor Vincenzo Mulè ha avviato i colloqui e i percorsi di formazione alla clinica Südtirol Exotic Vets di via dei Vanga.

 

“Siamo contentissimi - spiega Mulè - della risposta a questa prospettiva. C’è interesse e amore per i nostri animali selvatici. Non solo, tante persone credono in quello che stiamo facendo. Ne siamo contenti e stiamo già lavorando senza risparmiarci”.

 

Ecco, dunque, che Gavillucci e gli altri volontari passeranno alcune ore in clinica a stretto contatto con i veterinari per capire come svolgere i compiti di supporto e assistenza. "In struttura abbiamo avuto in degenza un parrocchetto, un passerotto, due merli, una tortora e sono arrivati anche due piccoli di tortora”.

 

Un battesimo di fuoco. “Ma sono molto contenta perché mi sono sempre occupata di animali ma mai di volatili. Ho molti gatti e conosco le loro esigenze ma potersi prendere cura di altre specie apre gli orizzonti. In questo modo capisci come l’approccio possa variare in base al paziente e anche come ogni animale abbia le sue specificità. E’ pure un’esperienza piena di tenere sorprese”.

 

Dal punto di vista clinica il nutrito drappello di volatili sta abbastanza bene. “La tortora è stata medicata ad una zampa mentre il piccolo passerotto è stato attaccato da un gatto”, spiega la dottoressa Giulia Gottardi. “Per lui abbiamo previsto una doppia copertura antibiotica perché il rischio di decesso per setticemia è molto alto in questi casi. Sta reagendo bene. I merli e il parrocchetto stanno bene e saranno presto liberati”.  

 

Per Gavillucci, quindi, momenti intensi ma anche di soddisfazione. “Sono in pensione e cerco sempre di tenermi impegnata in progetti che siano significativi. C’è sempre la volontà di fare tutto al meglio e tanta voglia di imparare. Un’occasione per comprendere sempre meglio anche la fauna dell’ambiente in cui viviamo. Un aspetto che non è banale e che non possiamo dimenticare. L’armonia con la nostra natura è un concetto importante per noi e per gli altri”.

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