Ufficialmente al via l'attività del Gruppo Fai Feltre, si inizia con una conferenza sulla storia, i documenti e le prospettive del castello
Ufficialmente al via le iniziative del neo costituito Gruppo Fai di Feltre. Sono state indicate le attività e le prospettive del sodalizio guidato da Isabella Pilo

FELTRE. E' ufficialmente iniziata l'attività del Gruppo Fai Feltre formato da volontari attivi, e dipendente dal Fai Delegazione di Belluno, che opererà d’ora in poi nel Feltrino. A Isabella Pilo, capogruppo del nuovo sodalizio, il compito di indicare come lo stesso sia formato da una pluralità di soggetti, di conoscenze e di competenze, ma tutti accomunati dall’amore per il proprio territorio e dalla voglia di farlo conoscere e valorizzarlo.
Tra coloro che hanno contribuito alla nascita di questa realtà, e ai quali Adriano Barcelloni Corte, capo delegazione di Belluno, ha voluto porre dei particolari ringraziamenti, vi sono Maria Rosa Zanotto, referente del Fai Bassano, Elisa Senai, giovane geometra, che ha gran voglia di promuovere il suo territorio, la stessa Pilo che ha messo in campo le sue competenze acquisite anche allo Iulm, quando aveva sede anche a Feltre, e come guida turistica e Stefano Calabro che da anni collabora con organizzazioni impegnate nel territorio feltrino, anche nel mondo culturale, e con la sua rete di contatti ha favorito la creazione del gruppo. “Dopo anni di lavoro e vari tentativi finalmente siamo riusciti a raggiungere un importante traguardo”, ha commentato Barcelloni Corte.
Uno sguardo sulla città è stato dato anche dalla presidente regionale del Fai Veneto Giovanna Vigili de Kreutzenberg Rossi di Schio che si è detta molto contenta di questo traguardo, augurandosi che sempre più persone possano mettersi a disposizione per la tutela e valorizzazione del patrimonio italiano, ha ringraziato per l’ospitalità ricevuta dalla città, che ha trovato molto più bella di come se la ricordava, e ha invitato tutti a guardare la propria città col cuore e non semplicemente vedendo distrattamente quello che ci circonda.
Questo spirito di osservazione e volontà di approfondimento è stato usato anche da Federico Pigozzo, esperto di fortificazioni e manieri del Veneto, che ha curato nella stessa mattinata una conferenza dal titolo “Il Castello di Feltre. Storia, documenti, prospettive” andando a definire una nuova versione dei fatti: "Il maniero è un affascinante libro di pietre e pitture che racconta gli strati della storia Feltrina e il suo passato glorioso” ha dichiarato.
Attraverso gli affreschi di San Vittore, documenti notarili del ‘400 e le storie di Sant'Orsola di Vittore Carpaccio che oggi si trovano alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, Pigozzo ha ricostruito le varie fasi e modifiche che il castello, partito dalla turricola, ha avuto nel corso dei secoli: attorno a questa torre è possibile che inizialmente sorgesse il castello del vescovo-conte tra l’XI e il XIII secolo, nella seconda metà del Duecento si impone in città la dominazione della famiglia da Camino e il castello si arricchisce di un comodo palazzo di residenza e di rappresentanza dei nuovi signori, in contrapposizione al palazzo del vescovo che sorge a poca distanza.
Agli inizi del Trecento fa irruzione a Feltre il nuovo protagonista della politica veneta, Cangrande della Scala, che la conquista e fa costruire una nuova fortificazione per proteggere l’ingresso sud del castello ed infine, dal XV al XVIII secolo, la Repubblica di San Marco scrive nuove pagine nella storia del fortilizio: viene costruito l’orologio, si modifica il palazzo, si aggiungono nuovi fabbricati. A metà dell’Ottocento diventa una caserma, motivo per cui ancora oggi e di proprietà demaniale, in tempi più recenti una parte era diventata un ostello ma da diversi anni il complesso è in rovina.
Sono poi seguiti tre turni di visite guidate alle torri e di sopralluoghi al castello, a cura di Isabella Pilo, Federico Pigozzo e Andrea Bona assessore, architetto e storico, mostrando nella pratica quanto detto in conferenza ed anche lo stato attuale in cui versa il bene di proprietà dello stato; la volontà del comune di Feltre, oggi proprietario della torre dell’orologio e della torre del Campanon, è quella di rendere anche il castello di sua proprietà, proprio perché simbolo della città e da anni chiuso, al fine di valorizzarlo e renderlo di nuovo bene della comunità.












