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Il Museo degli Alpini riapre i battenti, ampliato e rinnovato. L'Ana di Trento: "Su questo dosso si respira la storia della città"

Dopo che il ritrovamento di una necropoli longobarda aveva bloccato temporaneamente i lavori, il Museo verrà finalmente inaugurato alla presenza di autorità civili e militari. La cerimonia partirà domani mattina, domenica 13 ottobre, a partire dalle 9.30. Il patrimonio museale di Trento si arricchisce, ma forse la storicizzazione di certi luoghi meriterebbe più attenzione

Di Davide Leveghi - 12 ottobre 2019 - 16:17

TRENTO. Il Doss Trento, dopo mesi di lavoro, riaprirà finalmente il Museo Nazionale storico degli Alpini, fermo da tempo per i ritrovamenti di una necropoli longobarda (qui l'articolo). L'attesa, dunque, è finita e vedrà i vertici dell'Associazione Nazionale Alpini e dell'amministrazione comunale e provinciale partecipare al taglio del nastro previsto domattina a partire dalle 9.30.

 

Il museo, riqualificato ed ampliato fino ad arrivare a 2400 metri quadrati, è costato complessivamente 2 milioni di euro. I lavori, cominciati con la posa della prima pietra in occasione dell'Adunata degli alpini, tenuta dall'11 al 13 maggio 2018, sono ripresi dopo la scoperta dei resti longobardi solamente ad inizio anno, portati avanti con sacrificio e volontà anche dalla collaborazione dei volontari di svariate sezioni della penisola.

 

A riguardo, i coordinatori dei lavori Renzo Merler, vicepresidente dell'Ana di Trento, Dino Cagol e Bruno Franceschini, hanno ringraziato gli alpini accorsi a dare il proprio contributo per la sistemazione del Museo, in particolare negli aspetti non strutturali: “Sono arrivati a darci una mano dalle Sezioni dell'Aquila, Acqui Terme, Bergamo, Brescia, Monte Suello, Bassano, Como, Pavia, Vallecamonica, Verona, oltre ai nostri alpini trentini. A tutti loro va il nostro ringraziamento per averci aiutato a rendere il Museo più bello e più grande: è anche grazie a loro che siamo riusciti a realizzare la struttura in tempi eccezionali”.

 

La data scelta per la cerimonia non è casuale. Il 12 ottobre 1872 le truppe alpini vennero fondate. “Il museo – spiega il presidente della Sezione Ana di Trento Maurizio Pinamonti - aprirà ufficialmente al pubblico in primavera, per dare tempo alle ultime rifiniture e a tutti gli allestimenti, ma per noi era importante inaugurarlo in questa giornata: il 12 ottobre del 1872 vennero fondate le truppe alpine. Noi aspetteremo il giorno dopo visto che è una domenica: un tassello importante non solo per la nostra associazione ma per tutta la città. Qui tutto parla di storia”.

 

Dopo essere stato temporaneamente posto in Torre Vanga, il Museo sul Doss – frutto di un ambizioso progetto di Associazione Nazionale Alpini, Difesa, Comune, Provincia di Trento e Associazione amici del museo – mantenuto nelle sue linee antiche ma quadruplicato in ampiezza, ospiterà un itinerario dove sarà possibile vedere i reperti e i cimeli più rilevanti della collezione, con installazioni anche interattive e multimediali per raccontare la storia delle truppe alpine. Non solo, parte dell'ala nord sarà riservata anche ai recenti ritrovamenti archeologici.

 

La storia della città inizia su questo dosso, non dimentichiamocelo – ha affermato Paolo Frizzi, vicepresidente vicario della sezione di Trento - Ci auguriamo, quindi, che la sua piena valorizzazione possa ripartire proprio dal nuovo Museo nazionale degli Alpini, che va inserito all'interno della rete provinciale dei musei”. Il Museo, ci tengono a ribadire gli organizzatori, a impatto 0, sia in campo energetico che nelle scelte di materiali e ditte locali.

 

Inaugurato nel 1958 in occasione della 31ª edizione dell'Adunata degli alpini, svoltasi a Trento, il Museo punta a mantenere viva e a tramandare le tradizioni e le gesta del corpo degli alpini, rappresentando un riferimento di valore storico-culturale della storia di Trento italiana e degli alpini in generale. All'inaugurazione parteciperanno i vertici provinciali dell'Ana, del governo locale, il nuovo direttore del Museo il tenente colonnello Giulio Lepore, il presidente nazionale Sebastiano Favero, il comandante delle truppe alpine generale Claudio Berto, il direttore della direzione dei lavori del demanio della Difesa generale Massimo Scala, e, forse, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, invitato per l'occasione.

 

Il programma prevede l'ammassamento davanti al Mausoleo di Battisti alle 9.30, l'alzabandiera e l'inizio della cerimonia alle 10, e poi a seguire l'onore ai caduti con la deposizione di una corona, lo sfilamento in direzione del Museo, i discorsi ufficiali, la benedizione con il taglio del nastro, una visita guidata per gruppi ed un buffet nelle sale della struttura.

 

La riapertura, prevista come detto in primavera per il pubblico, segue di pochi mesi la denominazione della piazza di Piedicastello con il nome dell'eroe tirolese Andreas Hofer. Questa compresenza di due anime della storia trentina, così lontane cronologicamente come così conflittuali per la costruzioni di identità differenti e in aperto contrasto, meriterebbe forse una conoscenza più problematica e approfondita da parte della popolazione, affinché non si scada, per un'altra volta, in una infruttuosa quanto stolida contrapposizione nazionalistica.

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