E' nato il Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi "Gianni" Secco, 150 persone all'inaugurazione
La prima domenica di apertura sarà il 22 ottobre. La collezione comprende 14 manichini ad altezza naturale, 14 opere di Franco Fiabane, 8 di Claudio Nevyjel, una di Olga Riva Piller e 4 di Vico Calabro oltre ad una trentina di volti lignei; tutto materiale creato e raccolto da Gianni Secco (dei Belumat) ed esposto da fine anni '80 in varie citta Europa e d'Italia per poi tornare nel luogo dove tutto ha preso forma, a Borgo Piave

BELLUNO. L'associazione Borgo Piave Etc aps, dopo diversi mesi di lavoro, può finalmente aprire le porte del Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi "Gianni" Secco al palazzo Secco di Borgo Piave a Belluno. Si tratta di un patrimonio storico-culturale legato ai riti arcaici e alle tradizioni dei carnevali dolomitici che è nato come mostra itinerante, a partire dal 1988. Negli ultimi anni non era più stato possibile ammirarlo e ora trova una nuova casa nell'ex porto fluviale della Citta di Belluno dove ha preso forma parte del materiale come i manichini e le tavole di Nevyjel.
La collezione comprende appunto 14 manichini ad altezza naturale, 14 opere di Franco Fiabane, 8 di Claudio Nevyjel, una di Olga Riva Piller e 4 di Vico Calabro oltre ad una trentina di volti lignei; tutto materiale creato e raccolto da Gianni Secco (dei Belumat) ed esposto da fine anni '80 in varie citta Europa e d'Italia per poi tornare nel luogo dove tutto ha preso forma, a Borgo Piave. L'intento dell'associazione, che ha preso in carico il patrimonio, è di creare degli spazi espositivi che non siano una sorta di archivio o magazzino polveroso ma qualcosa di dinamico, vivo, attuale che aiuti le persone a comprendere i valori culturali, le tradizioni, le pratiche e i modi di vivere delle popolazioni dolomitiche tramandando la conoscenza, ereditata dalle generazioni passate, alle generazioni che verranno per comprendere ii presente e per modellare il futuro.
Tutto ciò grazie ad un lavoro di salvaguardia, restauro e valorizzazione del patrimonio materiale e culturale del carnevale di Gianni Secco svolto negli ultimi 5 mesi da un team di signore, appartenenti all'associazione del borgo, iniziato a meta gennaio con la prima mostra "I Mata di Gianni" creata dalle stesse a palazzo Doglioni di Borgo Piave durante lo scorso carnevale.
Venerdì 13 ottobre alle 18 c'è stato ufficialmente il taglio del nastro compiuto da Antonio Gheno, presidente da poco riconfermato dell'associazione Borgo Piave Etc aps, che ha prima introdotto ai presenti ii progetto e poi passato la parola a Laura Secco, figlia di Gianni, che a dato voce ad uno scritto dello stesso Secco fatto appunto nel 1988 come presentazione del progetto. Tra le curiosità interessanti dell'allestimento vi è il fatto che supporti dei quadri e illuminazione sono pensati in modo da non forare travi o pareti dello storico edificio per i fissaggio e che l'intera illuminazione delle sale consuma meno di una lampadina tradizionale oltre ad utilizzare energia elettrica rinnovabile 100% certificata.

Alla serata di inaugurazione erano presenti circa 150 persone tra cui Laura Secco figlia di Gianluigi e amministratrice del suo patrimonio, l'assessore Franco Roccon in rappresentanza del Comune di Belluno, ii sindaco di Zoppe di Cadore Paolo Simonetti, il presidente nazionale di Giovani e Futuro Luca Frescura (che ha portato anche i saluti del sindaco di Lozzo di Cadore Alessio Zanella), ii proprietario di palazzo Secco giunto per l'occasione da Castelfranco Veneto, una rappresentanza dell'Agordino formata da i "Carnevai de le vai" che hanno fatto un presente all'associazione di Borgo Piave con un quadro sulla Zinghenesta e alcuni componenti del Folk del Poi, Beppino Lorenzet, Gianluca De Nard e Sergio Boso componenti dell'associazione Arca dei Volti tra i cui fondatori compariva proprio Gianni Secco.
II presidente dell'associazione Borgo Piave Etc aps Antonio Gheno ha concluso dicendo che Olga Riva Piller gli ha mandato un articolo del gazzettino fatto a febbraio 2003 in occasione di una sua mostra fatta a palazzo Piloni dove, durante la presentazione, si diceva che la mostra itinerante di Gianni sarebbe dovuta diventare un museo fisso e che la cosa era difficile ma non impossibile. Oggi si può dire che ci siamo riusciti a Borgo Piave. Andando verso l'inverno si comincerà intanto a tenere aperto ii museo le domeniche dalle 11 alle 12 e dalle 14.30 alle 16, di modo da sfruttare le ore centrali della giornata, e col nuovo anno si andranno a creare degli eventi collaterali. La prima domenica di apertura sarà quindi il 22 ottobre.












