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Belluno
14 settembre | 16:41

Da Messner a Zöggeler, il Museo dell'Occhiale mette in mostra quelli "Olimpici": "Un'iniziativa che apre a una nuova era"

Al Museo dell'Occhiale una raccolta di ben quaranta pezzi, frutto di tante donazioni fatte al museo in questi anni dagli atleti italiani e internazionali, che accompagnerà i visitatori fino alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e andrà a creare un focus sulla protezione della vista nello sport

PIEVE DI CADORE. E’ stata inaugurata nella serata di giovedì 12 settembre, al Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore, la mostra Occhiali Olimpici”, una raccolta di ben quaranta pezzi, frutto di tante donazioni fatte al museo in questi anni dagli atleti italiani e internazionali, che accompagnerà i visitatori fino alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e andrà a creare un focus sulla protezione della vista nello sport.

 

Tra i beni esposti si può trovare la maschera da alpinismo di Reinhold Messner, la visiera della leggenda dello slittino azzurro Armin Zöggeler, la maschera da sci della campionessa olimpica e mondiale Lindsey Vonn, gli occhiali usati in pista dalle leggende del fondo azzurro Maurilio De Zold, Silvio Fauner e Pietro Piller Cottrer e quelli dell’ultima vincitrice della coppa del mondo generale di biathlon Lisa Vittozzi, le maschere delle leggende dello sci azzurro come Federica Brignone, Marta Bassino e Isolde Kostner.


Ad aprire la serata il presidente della Fondazione del Museo dell’Occhiale Onlus, Vittorio Tabacchi, che ha esposto nella mostra anche due suoi caschi da bob in legno utilizzati in pista a fine anni Cinquanta, che ha così commentato: “Questa mostra apre una nuova era per il Museo dell’Occhiale che non parla più solo della storia, che è una storia cadorina, bellunese e italiana, ma nasce così il Museo della Vista”.

 

Inoltre la mostra sarà in continua evoluzione e crescita perché, come ha spiegato la direttrice del Museo dell’Occhiale Daniela Zambelli, oltre alla raccolta fatta in questi anni delle donazioni da parte di atleti di diversi sport, alle quali in questa esposizione si aggiungono i pezzi arrivati dall’archivio Sàfilo di Calalzo di Cadore, la mostra si andrà ad arricchire con le donazioni che continuano ad arrivare e che consentiranno di modificare periodicamente l’allestimento iniziale, così che ogni visita possa essere una novità. Il lavoro che ha portato alla nascita della mostra ha permesso anche di effettuare, grazie alla collaborazione con Certottica, uno studio sull’evoluzione delle lenti sportive e delle protezioni della vista negli ultimi 70 anni.


La mostra “Occhiali Olimpici” è uno dei tasselli del più ampio progetto Olimpiadi dei Borghi 2026, finanziato dalla Regione Veneto, che vede Umana Forma come capofila: “Abbiamo avuto la fortuna di poter lavorare con una cordata di realtà delle Dolomiti, unendo due grandi opportunità nello specifico i fondi Pnrr e l’appuntamento olimpico del 2026. Questa rete di operatori, tra i quali il Museo dell’Occhiale, ha collaborato per dare vita a iniziative di promozione del territorio sul lungo periodo, per uno sviluppo che vada oltre i grandi eventi”, ha spiegato Giovanna Brunelli, referente dell’Area formazione e sostenibilità di Umana Forma.

 

Per arricchire l’esperienza di “Occhiali Olimpici”, sono già state programmate per il 12 e il 19 ottobre, con inizio alle 18, due visite guidate alla mostra, seguite da un aperitivo, che permetteranno di ammirare l’esposizione e conoscere il progetto Olimpiadi dei Borghi 2026 mentre altre visite guidate particolari, che il museo sta studiando, puntano a coinvolgere alcuni degli sportivi che hanno donato la propria attrezzatura in visite e serate di incontro con il pubblico. Per informazioni: Fondazione Museo dell’Occhiale onlus, tel. 0435.500213 e-mail: info@museodellocchiale.it

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