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Il Punto d'incontro compie 40 anni ma della giunta non c'è nessuno. Dal 1979 accolte 16.500 persone originarie di 60 Paesi del mondo

La presidente Masserdoni: ''Continueremo a metterci in gioco''. Il sindaco Andreatta: ''Senza questa realtà Trento sarebbe più povera''. E Ghezzi sottolinea l'assenza dell'esecutivo provinciale

Pubblicato il - 17 febbraio 2019 - 19:30

TRENTO. Dal 1979 al 1919: il Punto d'incontro compie 40 anni. Un traguardo che ha festeggiato domenica mattina con la città in cui ha accolto nel tempo oltre 16.500 persone provenienti da 60 Paesi diversi.

 

Per l'occasione dei "40 anni di strada" è stato proposto un focus animato dalla presidente della cooperativa di accoglienza Punto d'incontro Graziella Masserdoni, durante il quale è stato presentato anche il nuovo logo della realtà. La presidente ricorda le "difficoltà di integrazione" e sempre più "legate alle dipendenze" delle persone incontrate e descrive quello odierno come un traguardo, ma anche come "un punto di partenza per metterci ancora in gioco".

 

Un pasto caldo, una doccia, qualche abito con cui coprirsi e una parola di vicinanza: questi e altri (ad esempio il laboratorio di falegnameria di Trento nord) i servizi offerti dal Punto d'incontro.

 

Impossibile, nel giorno di festa, dimenticare il fondatore della realtà di via Travai, don Dante Clauser, che con la sua iniziativa ha arricchito il capoluogo trentino. Questo anche per il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, secondo cui "senza il Punto d'incontro la città sarebbe meno accogliente e più povera", soprattutto in un'epoca in cui si vive "una cultura dell'usa e getta, anche delle persone".

 

Alla festa, oltre al primo cittadino, si sono potuti notare anche diversi volti noti del panorama sociale e politico trentino. Tra questi quello di Violetta Plotegher e di Paolo Ghezzi. Secondo cui, però, un'assenza c'è stata: "Non ho visto rappresentanti della Provincia, ma il sindaco di Trento per fortuna sì. A dire parole importanti per l'accoglienza. Parole in controtendenza".

 

"Abbiamo compreso bene che cosa significa un punto d'approdo accogliente e inclusivo - commenta sempre Ghezzi (Futura 2018) parlando dell'iniziativa di domenica mattina - Sulla scia profetica di don Dante Clauser e poi di Piergiorgio Bortolotti il Punto d'incontro continua la sua compagnia con i senza compagnia, "nell'utopia che un giorno non ci siano più i senza dimora", dice la direttrice Milena Berlanda".

 

"Anche lunedì pomeriggio - fa sapere il consigliere provinciale - al direttivo di Futura 2018 convocato per discutere le prospettive politiche, ribadirò che è davvero essenziale allargare un fronte democratico e inclusivo che provi a trasformare l'autunno leghista del 21 ottobre 2018 in una primavera solidale: alle europee e suppletive del 26 maggio prossimo, alle elezioni comunali del 2020".

 

Ancora Ghezzi: "Anche se la risposta degli autonomisti è incerta e tiepida, anche se la sinistra dura e pura ha sempre la tentazione di perdere da sola, le associazioni i gruppi i movimenti della società civile (quelli dell'Italia che resiste che ha riempito via Belenzani) ci chiedono di rinunciare alle etichette e alle logiche partitiche (anche i simboli nuovi, come quello di Futura, sono dei mezzi e non dei fini) per costruire una larga alleanza democratica popolare civica e civile, presente e proiettata sul futuro, larga e inclusiva. Non lasciamo che la città del Punto d'Incontro finisca in mano ai nazionalisti dello scontro".

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