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Trento, rinnovato il fondo comune per aiutare le persone a rischio marginalità. Franzoia: “Promuovendo una rete centuplichiamo l’aiuto che può essere dato”

Sono 14 le realtà che hanno voluto rinnovare l'adesione al protocollo per contrastare i fenomeni di emarginazione sociale. Grazie al fondo comune di solidarietà, nel corso degli anni raccolti, quasi 200mila euro ed effettuati 701 interventi, ma le richieste d'aiuto sono in aumento

Di Tiziano Grottolo - 15 gennaio 2020 - 17:14

TRENTO. “L’euro dato così tanto per dare ha il fiato corto mentre se consegnato a una rete di professionisti e volontari possiamo centuplichiamo l’aiuto che può essere dato”, così Mariachiara Franzoia vicesindaca e assessora con delega per le politiche sociali, familiari ed abitative e per i giovani alla conferenza stampa per il rinnovo del Tavolo per la solidarietà responsabile, promosso dal comune di Trento.

 

Questo ente ha visto la sua nascita ormai 13 anni fa, nel 2007, su iniziativa dell'Assessorato alle politiche sociali con l’intenzione di riunire i principali soggetti che nel contesto cittadino si occupano di persone in difficoltà, e puntando ad attivare una rete per la rilevazione del bisogno e il coordinamento delle attività di volontariato sul tema dell'elemosina e dell’aiuto. “Il problema dell’emarginazione – sottolinea Franzoia – è sempre molto complesso da affrontare per questo come rappresentate delle istituzioni mi sento in dovere di ringraziare volontari e professionisti che si impegnano ogni giorno per aiutare le tante persone che si trovano a vivere un momento di difficoltà”.

 

Le sfide sono molteplici e in evoluzione ma fortunatamente ci sono altrettante realtà che mettono a disposizione il loro tempo e che, a quanto pare, stanno pure aumentando. Ed è proprio da questo fatto che è emersa l'esigenza di rivedere e rinnovare il protocollo, anche per favorire l’adesione ad altri enti pubblici e privati che si riconoscono nei suoi obiettivi. Il tavolo infatti, venne fondato nel 2009 quando gli aderenti sottoscrissero il protocollo di intesa per formalizzarne la costituzione, stabilendo finalità, principi generali, modalità operative di lavoro ed impegni da parte dei soggetti firmatari. Finalità che a distanza di dieci anni sono in parte cambiate e che per questo hanno bisogno di essere rinnovate.

 

Il nuovo protocollo firmato oggi fissa tre punti cardine, in particolare adoperandosi per approfondire il tema dell’emarginazione utilizzando il confronto, l’esperienza e le conoscenze dei soggetti aderenti, ma anche programmare azioni per sostenere persone in particolari situazioni di difficoltà economica e in condizioni di emarginazione sociale, bisognose di interventi di sostegno rapidi per far fronte a spese urgenti e inderogabili e non sostenute da servizi. Senza trascurare infine, l’aspetto dell’informazione e della sensibilizzazione dei cittadini sul tema dell'elemosina e dell’aiuto alle persone in difficoltà.

 

Tra i firmatari si sono Comune di Trento, Provincia autonoma di Trento, Banco Alimentare del Trentino Alto Adige, Arcidiocesi di Trento - Caritas diocesana, Acisjf Casa Tridentina della Giovane, Croce Rossa Italiana, Fondazione Comunità solidale, Frati Cappuccini, Cooperativa Punto d’incontro Società cooperativa sociale, Villa S. Ignazio cooperativa di solidarietà sociale, Gr.I.S. Trentino o.d.v., Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Trento – Commissione Albo degli Odontoiatri. “La provincia è al fianco del Comune – ha ricordato Daniela Borra del Servizio Politiche Sociali della Pat (l’assessora Segnana era assente per altri impegni) – questo è uno dei molti strumenti che le istituzioni pubbliche e private mettono in campo per rispondere ai bisogni delle persone in stato di emarginazione”.

 

Un impegno che si esplicita anche attraverso la conferma e il rafforzamento del Fondo comune di solidarietà alternativo all’elemosina, da utilizzare per rispondere a quei bisogni la cui soddisfazione non è assicurata dai servizi e dagli strumenti esistenti sul territorio, come ad esempio: spese per il rinnovo dei documenti, per il rimpatrio o legate ad esigenze di mobilità, spese dentarie e mediche, acquisto di occhiali e farmaci, vestiti, scarpe e prodotti per l’igiene e la pulizia personali, spese propedeutiche all’autonomia abitativa, per sistemazioni alloggiative urgenti e straordinarie. Tale fondo è destinato a persone in condizione di emarginazione sociale e precarietà abitativa stabilmente dimoranti sul territorio cittadino da almeno sei mesi, fatta eccezione per situazioni urgenti e indifferibili, ed è alimentato dalle libere donazioni dei cittadini, di enti pubblici o privati, di associazioni e di quanti si riconoscono nel principio della solidarietà responsabile.

 

Grazie alla vicinanza al territorio, vengono fornite utili indicazioni per programmare in maniera più efficace e tempestiva le future linee di intervento dei servizi sociali, mentre il lavoro in rete permette di confrontare le esperienze e di mettere meglio a fuoco fenomeni quale quello dell’elemosina, dando utili indicazioni sulla sua consistenza numerica e sulla provenienza geografica dei soggetti coinvolti, chiarendo le esperienze che hanno o che possono aver determinato la condizione di emarginazione, i bisogni materiali, le aspettative. C'è però un dato, fatto rilevare proprio dalle tante realtà attive nel settore, le richieste d'aiuto (anche di cittadini italiani) sono in aumento. 

 

Dal 2010 al 31 dicembre 2018 le donazioni effettuate sul conto corrente del fondo di solidarietà responsabile sono state pari a 196.327,04 euro. Il Comune ha contribuito direttamente nel 2010 con i primi 2mila euro, nel 2011 versando al fondo un lascito di 10mila euro, nel 2012 con 19mila euro di cui 4.028.88 derivanti dalla scelta dei cittadini effettuata con il 5 per mille, e infine nel 2016 e nel 2017 sempre destinando al fondo le entrate dal 5 per mille, (rispettivamente 52.186 e 40.000 euro). “Negli ultimi anni – ricorda il Comune – stanno aumentando in modo significativo le donazioni di privati cittadini”. Mentre in totale sono stati spesi 92.776,64 euro per un totale di 701 interventi, per la maggior parte legati a necessità burocratiche (243 rinnovo documenti, 126 rimpatri), a spese sanitarie (116) o di viaggio (50).

 

Per chi volesse partecipare all'iniziativa, oltre a segnalare eventuali situazioni di bisogno agli enti che la promuovono, ecco le coordinate per effettuare le donazioni: conto corrente bancario: IBAN IT 16L08304 01845 000045356565 intestato alla Cooperativa sociale Villa Sant'Ignazio con causale: Progetto fondo di solidarietà Città di Trento.

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