A Trento sempre più persone cercano aiuto. Il Punto d'Incontro: "In un anno le richieste sono aumentate del 40%"
La Cooperativa ha chiuso l’anno con un utile di 20mila euro, un esito non scontato viste le difficoltà e gli sconvolgimenti riscontrati nel 2022 fra aumento dei costi dell’energia, l’aumento dei prezzi delle materie prime e l’impennata di richieste di aiuto: “Mai, tuttavia, si è pensato di porre limite agli ingressi: sarebbe come venire meno a un patto”

TRENTO. Il 2022 è stato un anno che ha messo a dura prova l’intera struttura organizzativa del Punto d’Incontro di Trento, che ha recentemente riconfermato Osvaldo Filosi come presidente: “La cooperativa deve mantenere viva e presente la spinta fondamentale, collocare al centro coloro che vivono la periferia (che non è geografica, ma esistenziale), dare voce e spazio ai bisogni, alle fatiche ma anche ai talenti delle persone che incontriamo”, ha dichiarato.
La Cooperativa ha chiuso l’anno con un utile di 20mila euro, un esito non scontato viste le difficoltà e gli sconvolgimenti riscontrati nel 2022 fra aumento dei costi dell’energia, l’aumento dei prezzi delle materie prime e l’impennata di richieste di aiuto che hanno posto la realtà trentina dinanzi a un bivio: “Mai, tuttavia, si è pensato di porre limite agli ingressi: sarebbe come venire meno a un patto”, viene sottolineato dal Punto d’Incontro.
Sono sempre più, infatti, le persone che si rivolgono alla realtà: se nel 2021 la cucina aveva distribuito 33mila pasti, nel 2022 i pasti serviti sono saliti a 46mila, un incremento del 40%. Per riuscire a rispondere a tutte le richieste, è stata lanciata la campagna di fundraising “Un Pasto alla Volta”, che ha avuto una risposta fortissima.
Tra il 9 novembre 2022 e il 14 febbraio 2023 la Cooperativa ha raccolto 109.024 euro, “una vera valanga di calore e di affetto per tutti gli operatori, i volontari, per tutti gli ospiti”. Donazioni che hanno fortunatamente permesso alla cooperativa di tenere la porta aperta. È stato possibile anche confermare i servizi di segretariato sociale ed i percorsi personalizzati per chi prova ad uscire dalla marginalità.
"Le sfide per il prossimo triennio sono molteplici - ha commentato il direttore Mattia Civico - a cominciare dalla sostenibilità gestionale e sociale della Cooperativa, chiamata ad affrontare carichi sempre più onerosi per il sostegno economico dei servizi”.
“Non possiamo né tantomeno vogliamo trasformarci in semplice soggetto erogatore di servizi, che dimensiona la propria risposta sulle risorse erogate e sui compiti assegnati. Ci riconosciamo parte di un sistema, di una filiera di azioni di supporto ai senza dimora, ma siamo certi che il nostro ruolo non si possa esaurire in questa cornice”, ha concluso.














