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In bici contro il tumore al seno. Martina Facchin gira l'Italia e raccoglie fondi: i soldi raccolti diventeranno mammografie gratuite per chi ne avrà bisogno

Ha lanciato la sua campagna sulla piattaforma GoFundMe. Partita venerdì 13 settembre da Dobbiaco, in otto tappe è arrivata il sabato successivo a Forlì. Obiettivo: ribadire l'importanza della prevenzione del tumore al seno. Il ricavato verrà devoluto ad Ados - Associazione donne operate al seno - Cadore. Con la precedente raccolta, Martina Facchin era riuscita a regalare 15 mammografie ad altrettante donne. Il tumore al seno rappresenta il 29% dei carcinomi femminili. Circa una donna su otto, nel corso della vita, deve fare i conti con questa neoplasia

Di Arianna Viesi - 27 settembre 2019 - 22:41

CADORE. Martina Facchin ha 34 anni e, da un paio, gira l'Italia per ribadire l'importanza della prevenzione del tumore al seno. Martina Facchin macina chilometri, a piedi e in bici, e raccoglie fondi. I soldi raccolti diventeranno (in parte lo sono già diventati) mammografie gratuite per chi ne avrà bisogno.

 

Partita venerdì 13 settembre da Dobbiaco, è arrivata il sabato successivo a Forlì. Otto tappe in bici e in solitaria. La raccolta fondi è stata lanciata sulla piattaforma GoFundMe ed è ancora possibile contribuirvi (QUI SITO).  

 

"Ho cominciato a percorre la via Romea Germanica - l'antica via di pellegrinaggio che dal Brennero giunge a Roma - a settembre 2017. L'ho percorsa a piedi da Forlì ad Arezzo poi, ad aprile, l'ho completata raggiungendo Roma", racconta Martina Facchin.

 

La ragazza, originaria di Treviso ma residente nel Cadore da qualche anno, ama viaggiare, camminare, riempirsi gli occhi di meraviglia. E lo ama fare (anche) da sola. "È comunque un modo per prendersi cura di sé", dice.

 

"Mentre camminavo verso Roma, mi sono fermata e mi sono detta: perché non do un senso ai miei passi? E così mi è venuta in mente la prevenzione".

 

Si stima che, nel 2018, circa 52 mila donne, in Italia, siano state colpite da questa neoplasia, che rappresenta il 29% dei tumori femminili. Circa una donna su otto, nel corso della propria vita, deve fare i conti con questo carcinoma. Anche nella mia famiglia di Martina Facchin, una persona a lei molto cara ha dovuto lottare contro la malattia. "Fortunatamente - continua - il tumore è stato preso presto, è stata operata e adesso, continuando le cure, sta bene". La prevenzione è importante: è la medicina più efficace che abbiamo.

 

Nello stesso periodo Martina Facchin ha iniziato a far parte di una squadra di Dragonboat - una sorta di lunga canoa di origine orientale - ad Auronzo di Cadore. È qui che ha conosciuto molte donne che, contro  il tumore al seno, hanno dovuto combattere.  "La Dragonboat - spiega - spesso viene consigliata alle donne che hanno subito un'operazione al seno. Non so spiegartelo tecnicamente ma pare che il movimento delle braccia aiuti a drenare i vasi linfatici (non a caso tra gli sport consigliati in questi casi, c'è anche il nordic walking)". Martina Facchin conosce quindi le sue compagne di pagaia. Tra loro anche Benvenuta Celotta, presidentessa di Ados - Associazione donne operate al seno - Cadore (QUI SITO).

 

"La prima volta avevo lanciato la mia campagna di raccolta fondi su facebook e avevo raccolto circa 500 euro. Non sapevo, però, come donarli e in che termini. Il mio obiettivo era arrivare ad un'associazione che si occupasse di tumore al seno".

 

Caso ha voluto che le strade di Martina Facchin e Benvenuta Celotta si incontrassero. "Mi ha scritto la presidentessa. Uno dei grandi problemi del Cadore è la decentralizzazione dei servizi medici, tra cui anche quelli legati alle mammografie".

 

Martina Facchin ha quindi deciso di donare i ricavati della sua raccolta fondi ad Ados che li ha usati per organizzare delle giornate informative sull'importanza della prevenzione. "Mi hanno detto che quei soldi sono diventate 15 mammografie".

 

"Questa cosa mi è piaciuta tanto e mi sono detta: voglio che diventino altre mammografie. E, quindi, sono partita di nuovo". Le persone, che ha incontrato lungo la via e a cui ha raccontato il suo progetto, sono rimaste colpite e commosse dalla sua scelta. Ma la cosa incredibile è che quasi tutte avevano dovuto, più o meno direttamente, fare i conti con il tumore al seno: in prima persona o stando vicino ad un familiare, un'amica.  

 

La prevenzione è fondamentale. Lo è sempre, e lo è sempre più. "Io non mi fermo qui - conclude Martina Facchin. Mi piacerebbe fare qualche altro cammino e portare avanti la mia battaglia, il mio progetto, coinvolgere sempre più persone possibili e far capire quanto la prevenzione sia vitale. In tutti i sensi".   

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