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In Trentino 1275 italiani si appoggiano alla Chiesa per sopravvivere. Nel 2018 aiutate 3.446 persone

Caritas diocesana e Fondazione Comunità Solidale restituiscono la fotografia delle povertà sul territorio provinciale, con numeri in leggera crescita rispetto lo scorso anno. “Tanti stranieri utilizzano i servizi di accoglienza come punto di riconoscimento e di appoggio per avere un luogo sicuro dove pernottare in attesa dei documenti”

Di Tiziano Grottolo - 14 novembre 2019 - 05:01

TRENTO. Solo ieri abbiamo riportato la vicenda di Laura e Gianpaolo (QUI articolo) due persone in difficoltà che si sono trovate a vivere sulla strada, oggi, la Cartitas ha presentato i principali dati relativi alle povertà.

 

Secondo i dati forniti sono ben 3.446 le persone in situazione di bisogno incontrate dalla Chiesa trentina attraverso Caritas diocesana e Fondazione Comunità Solidale (Fcs) nel corso dell’anno 2018. Il numero è sostanzialmente in linea con l’anno precedente, anche se in leggera crescita: nel 2017 infatti le persone incontrate furono 3.421.

 

A pochi giorni dalla terza Giornata Mondiale dei poveri, che quest’anno sarà dedicata al tema “La speranza dei Poveri non sarà mai delusa”, le due realtà ecclesiali hanno illustrato la fotografia della povertà alla presenza di una sala gremita di volontari e operatori e sotto lo sguardo attento dell’arcivescovo Lauro Tisi. La conferenza si è tenuta al Polo culturale Vigilianum.

 

 

L’incontro è stato introdotto da don Cristiano Bettega, delegato dell'Area Testimonianza e Impegno Sociale e dal Referente Caritas Alessandro Martinelli.  Ѐ toccato poi a Federica Rubini e Giulio Bertoluzza dettagliare l’attività di Caritas che si esplica attraverso 18 Centri di ascolto (CedAS) e 22 Punti di Ascolto parrocchiali (Pap) e dei servizi di Fcs.

 

Fra i dati che più saltano all’occhio c’è quello della provenienza delle persone in difficoltà, gli italiani rappresentano il 37% del totale, mentre la componente straniera proviene in maggioranza dal continente africano che raggiunge il 56%. In numeri assoluti significa che 1275 sono italiani e 2171 stranieri. Fra le varie etnie la più numerosa è quella marocchina, con quasi 400 soggetti, seguita da quella pachistana che segna 304 presenze.

 

Ogni anno Caritas diocesana e Fondazione Comunità Solidale si concentrano su cinque ambiti d’intervento, in base alla tipologia di richieste di aiuto e ai relativi servizi offerti: ascolto, accoglienza, abitare, migranti, lavoro.

 

Per quanto riguarda l’ambito dell’ascolto sono compresi tutti finalizzati a tessere relazioni per contrastare le cause di povertà e di esclusione sociale, accompagnando le persone nella ricerca di possibili soluzioni ai problemi, aiutandole a riscoprire le proprie potenzialità e le diverse risorse presenti nella comunità. Nel corso del 2018 le 5 diverse tipologie di servizi afferenti a quest’area hanno incontrato 2.713 persone, in maggioranza uomini e persone straniere (rispettivamente il 63% e 58%). Di queste 2181 sono le persone e nuclei familiari incontrati dai 18 Centri di Ascolto e 22 Punti di Ascolto Parrocchiali presenti in Diocesi. Numerosi anche coloro che hanno una famiglia con figli (940) tra i quali 1/3 sono genitori soli con figli a carico.

 

Il Centro diurno di Rovereto ha incontrato 338 persone, fra le altre cose si segnala che l’utenza giovanile è in calo rispetto allo scorso anno, dal 28% al 22%, mentre oltre una persona su 10 ha dai 60 anni in su. Nel frattempo proseguono le attività di Unità di Strada di Trento e Rovereto, che incontrano persone senza dimora presenti sul territorio, e del “Servizio carcere” a favore dei detenuti privi di riferimenti sul territorio.

 

Per il settore dell’accoglienza ci si riferisce a quei servizi che vengono richiesti da chi cerca ospitalità per passare la notte, in questi casi si cerca di rispondere in maniera adeguata ai bisogni primari delle persone prive di dimora che si fanno avanti. Nei comuni di Trento e Rovereto sono presenti cinque strutture così dette a bassa soglia, ovvero che servono per l’ospitalità serale e notturna di persone senza tetto. Quest’anno hanno trovato ricovero in questi spazi 723 persone, di queste la maggior parte ha la cittadinanza pachistana, 168 ingressi, in aumento del 55% rispetto all’anno precedente quando furono “soltanto” 108. Anche se, quando si parla di questi dati, le realtà ecclesiali e non solo si adoperano affinché la cifra scenda a zero e non ci sia più bisogno di questi servizi.

 

“La significativa presenza di pachistani – fanno sapere le due realtà ecclesiali – è imputabile prevalentemente a quanti, in attesa di inoltrare la richiesta di protezione internazionale alla questura di Trento, utilizzano i servizi di accoglienza come punto di riconoscimento e di appoggio per avere un luogo sicuro dove pernottare nelle fasi di avvio del procedimento”. Sulla lentezza della valutazione delle domande di accoglienza e le lungaggini burocratiche per ottenere dei documenti ci sarebbe da aprire un capitolo a sé ma per questo ci sarà tempo e modo.

 

Strettamente legato al tema dell’accoglienza c’è quello dell’abitare, all’interno del quale ricadono le varie tipologie di servizi e di progetti residenziali rivolti a persone o nuclei familiari in situazioni di vulnerabilità o difficoltà sociale o economica, che necessitano pertanto di un sostegno su tempi medio-lunghi. Caritas diocesana e Fondazione Comunità Solidale presentano 12 progettualità, che insistono soprattutto sulle città di Trento e Rovereto, ma vi è una presenza di strutture anche in Val di Non, Valsugana e Vallagarina. In totale si contano 50 alloggi dove, nel 2018, trovano casa 143 persone, qui si segnala la presenza di bambini e ragazzi minorenni (28 in totale) accolti insieme al proprio nucleo familiare di riferimento.

 

Il quarto ramo dei servizi offerti riguarda i migranti ed è finalizzato all’accoglienza dei rifugiati richiedenti protezione internazionale presenti sul territorio provinciale. I servizi hanno l’obiettivo di offrire un supporto all’integrazione, all’apprendimento della lingua e cultura italiana, di accompagnamento per l’assistenza legale, di ricerca lavoro, di sostegno psicologico e conoscenza dei servizi territoriali.

 

Nel 2018 le persone incontrate nei programmi di accoglienza per Richiedenti protezione internazionale, Corridoi Umanitari e TerzAccoglienza sono state 199. Per esse è stata proposta un’accoglienza in alcuni alloggi diffusi sul territorio provinciale che ospitano da due a sei persone. La maggior parte delle persone accolte sono africane con prevalenza di nigeriani, seguiti da maliani, gambiani, ghanesi, e ivoriani. Tra i nuclei familiari accolti per lo più di origine siriana vi è la presenza di bambini o ragazzi minorenni (25% sul totale).

 

Ultimo, ma non meno importante, ci si muove anche sul fronte del lavoro per cercare di fornire un accompagnamento strutturato e qualificato alla ricerca e all’orientamento lavorativo, ma anche su progettualità finalizzate ad offrire occasioni lavorative all’interno dei servizi delle stesse realtà ecclesiali, oppure tramite l’attivazione di tirocini e borse lavoro con soggetti partner. Le persone coinvolte in questi progetti sono 66 “molte di queste – sottolineano gli operatori – hanno trovato un’occupazione sul libero mercato, o sono state inserite nei diversi progetti lavorativi in essere all’interno dei nostri servizi”.

 

Segnaliamo infine che per questa domenica, 17 novembre, si terrà la Giornata mondiale dei poveri dove, oltre alla sensibilizzazione in tutte le parrocchie, si terrà una piccola esposizione all’interno della chiesa di san Pietro a Trento. Qui si terranno alcuni momenti di incontro che si apriranno con la messa, celebrata alle 10.30 e che si concluderanno alle 17 con musica e testimonianze. La giornata è aperta non solo gli operatori e i volontari, ma anche agli ospiti delle strutture di accoglienza e al resto della cittadinanza.

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