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| 13 dic 2021 | 19:27

Diocesi, cresce la povertà: “Nel 2021 sono aumentati i trentini che chiedono aiuto”. Ben 544 le persone accolte dalle strutture di Trento e Rovereto

Riapre la chiesa di San Massimiliano Kolbe a Centochiavi, lo spazio adibito già dallo scorso anno come dormitorio per senza dimora, per un totale di circa 25 nuovi posti letto per il periodo invernale. Sono stati 4.635 gli interventi di solidarietà per oltre 1200 persone, tra cui anche trentini

Diocesi, cresce la povertà: “Nel 2021 sono aumentati i trentini che chiedono aiuto”
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. “Dall’anno scorso le cose non sono migliorate: c’è stata una diminuzione di richieste alimentari, che arriva al 40%, ma è cresciuta la povertà dal punto di vista economico, soprattutto la richiesta di aiuto nel quotidiano, come affitti e bollette. Non solo, è cresciuta la povertà anche relazionale, è aumentata la solitudine, così come il numero di suicidi in Trentino-Alto Adige”. È un quadro triste quello dipinto dal referente Caritas Alessandro Martinelli all’indomani della Giornata della Carità (12 dicembre) e in occasione della riapertura della chiesa di San Massimiliano Kolbe a Centochiavi, adibito già dallo scorso anno come dormitorio per senza dimora, per un totale di circa 25 nuovi posti letto per il periodo invernale.

“Solo nel 2021 – dichiara – sono stati 4.635 interventi di solidarietà per oltre 1200 persone e sono in aumento anche i trentini. Spesso si tratta di drammi di solitudine e bisogno di essere ascoltati. Ora a livello di posti abbiamo una buona copertura, benché non tutti vogliono essere accolti”.

 

In risposta alla povertà e le fragilità diffuse, accentuate dalla pandemia, la Diocesi di Trento rilancia l’appello alla solidarietà rivolgendosi soprattutto ai giovani volontari. La Caritas e Fondazione Comunità Solidale, che gestiscono in gran parte le attività solidali, continuano il loro servizio di accoglienza pure nei confronti di chi non ha casa.

“Avevamo numeri molti alti di persone che chiedevano accoglienza – sostiene Martinelli – abbiamo quindi riaperto questa chiesa all’inizio del mese di dicembre. Quest’anno abbiamo cercato di renderla un po’ più accogliente, quindi oltre a branda e cuscino abbiamo allestito anche degli armadietti e la distribuzione della cena. Grazie alla disponibilità della mensa dei Padri Cappuccini, abbiamo la possibilità di offrire pure un pasto nella sala allestita al piano inferiore. Grazie alla disponibilità di tanti volontari abbiamo fatto un intervento importante per creare uno spazio comune”.   

 

Sono 25 i nuovi posti letto allestiti per i senzatetto nel periodo invernale nella chiesa di San Massimiliano Kolbe: “Sui 25 posti totali, una quindicina sono già occupati – prosegue – ci sono ancora dei posti liberi qui e anche nel nuovo container aperto vicino alla residenza Fersina. Sono tutti uomini e persone singole, per le donne c’è un altro tipo di ricezione”.

Se nella realtà quotidiana le case di accoglienza di Trento e di Rovereto, sempre in rete grazie all’apporto del Tavolo inclusione provinciale, continuano la loro azione di ospitalità, ampliando i posti nel periodo invernale, anche quest’anno la Diocesi è intervenuta con le aperture straordinarie a Trento di casa Sant’Angela, in via Rosmini, grazie alla disponibilità della Compagnia di Sant’Orsola, e della Chiesa di San Massimiliano Kolbe, a  Centochiavi, per garantire ospitalità a un totale di 50 persone senza dimora, che sino alla fine di marzo potranno trovare un nuovo spazio di vita. Complessivamente, tra strutture stabili e quelle temporanee nella stagione fredda, sono 125 i posti letto messi a disposizione dalla Diocesi.

 

 

La pandemia ha aggravato le condizioni di povertà. “C’è un grande dolore – nota l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi riferendosi al perdurare dello stato di emergenza – un dolore che spesso non emerge perché è difficile anche solo narrarlo: mi riferisco soprattutto al diffuso disagio relazionale, che va oltre i problemi di natura economica”.

 

L’anno scorso, nella prima domenica d’Avvento, l’arcivescovo lanciava un appello ai giovani per compiere “passi di prossimità” a servizio delle fasce più fragili della comunità. All’appello hanno risposto oltre 100 giovani da tutto il Trentino, offrendosi in tempi e in modi diversi per servizi di ascolto, di aiuto e di accompagnamento. Ora l’appello viene rilanciato nuovamente, prevedendo per i giovani due momenti di conoscenza dei servizi, uno a Trento, il 26 gennaio, e uno a Rovereto, il 28 gennaio.

 

“L'impegno di un servizio a tutto tondo - aggiunge, riferendosi alla tensione sociale legata all’emergenza sanitaria – è quello di passare dal guardarsi le spalle all'andare incontro all'altro: è l'ora di gente che osa l'incontro e non si spaventa per la violenza e la frustrazione”.  Il ringraziamento è diretto ai giovani: “Sono convinto che avremo nuove sorprese e intuizioni creative. Ai giovani ribadisco: conto su di voi”.  

Don Cristiano Bettega riprende il concetto di Tisi per cui la “carità, il sentirsi prossimi, non è appannaggio di un gruppo, fosse pure la stessa Caritas, a cui spetta il compito di ‘rompere le scatole’, ma il modo più autentico, per ogni credente, di attuare il Vangelo. L’impegno, per tutti, è quello di essere parte della realtà in cui si vive”.

 

Le persone incontrate dai Cedas, il centro di ascolto e di solidarietà Caritas di Trento e Rovereto nel corso del 2021 (da gennaio a fine ottobre) sono state 1.131, per un totale di 4.635 interventi, tra accoglienza, ascolto, servizio viveri e vestiario. Per il 40% si tratta di aiuti alimentari e di buoni spesa, in gran parte donati da enti, associazioni e privati, mentre è aumentata la richiesta di sostegno per gli affitti, le utenze domestiche, le spese vive di accompagnamento sociale.

 

Sull’intero territorio sono presenti 19 centri di ascolto e solidarietà zonali e 25 punti di ascolto parrocchiali, per un totale di 44 luoghi Caritas, che quest’anno hanno sostenuto più di un migliaio di persone, fornendo, soprattutto grazie ai volontari, ascolto, accompagnamento e beni di prima necessità. La realtà Caritas di Riva del Garda, in particolare, quest’anno è stata scelta da Caritas italiana per stilare l’annuale rapporto nazionale come esempio di sinergie di solidarietà e per l’alto numero di persone coinvolte.     

 

Sono invece complessivamente 346 le persone aiutate in questi mesi di pandemia dal fondo straordinario “InFondo speranza”, avviato nel luglio 2020 per sostenere singoli e famiglie alle prese con le conseguenze socio-economiche dell’emergenza in atto, distribuendo 190.289 euro a fondo perduto. Una solidarietà rivolta in particolare a disoccupati, lavoratori precari e autonomi che hanno subito l’interruzione delle attività.

 

Nell’anno 2020 sono state 544 le persone accolte da strutture di accoglienza (Casa Bonomelli, Comunità Il Sentiero, Casa Giuseppe a Trento, Casa Il Portico a Rovereto). Solo nel Centro diurno Il Portico a Rovereto sono 280 le persone accolte e 3.252 pranzi distribuiti, mentre a Trento sono 305 persone accompagnate dalle Unità di strada. Per l’accoglienza invernale sono state registrate 170 persone, tra Casa s. Maria, Casa s. Angela, Coena Domini, San Massimiliano a Trento. Sono 44 Centri di ascolto e solidarietà e punti di ascolto parrocchiali, con 2.204 persone incontrate, 11.462 aiuti alimentari e 19.336 sostegni economici. Per il fondo InFondo Speranza sono 228 le domande accolte con 422.000 euro distribuiti a fondo perduto in sostegno a 712 persone; 44 prestiti erogati per oltre 89.000 euro. Per il progetto accoglienza Richiedenti Uci (Una comunità intera) sono 14 alloggi disponibili per 84 persone accolte. Sono 8 gli alloggi per 33 persone accolte. Per quanto riguarda il servizio carcere sono 346 le persone sostenute. Sono invece 47 alloggi per 128 persone accolte a Casa Chilometro 354 a Rovereto, Casa Chizzola a Mori, appartamenti SemiProtetti a Trento, progetto A.p.p. a Rovereto, progetto “una canonica da vivere” in Val di Non e il progetto Fareassieme con 8 hope. Per l’area progetti sono 42 le persone affiancate nell’orientamento lavorativo.

 

Per i dati riguardo l’anno 2021 (da gennaio a novembre), sono 23 posti fino al 19.04.22 a Casa Sant’Angela e 25 posti fino al 31.3.22 nella Chiesa di San Massimiliano a Trento. Per i Centri di ascolto e di solidarietà Caritas (Trento, Rovereto, Riva del Garda, Mori) sono 1.131 persone incontrate (solo a Trento e Rovereto – in attesa dei dati territorio) e 4.635 interventi di solidarietà. Il fondo InFondo Speranza ha dato sostegno a 346 persone per 190.289 euro a fondo perduto. Per gli alloggi famiglie a Trento prosegue l’accoglienza familiari degenti in Protonterapia. La Diocesi continua nella promozione di percorsi di volontariato per giovani. Per il progetto accoglienza richiedenti Uci sono 15 gli alloggi disponibili per 73 persone accolte; “una casa per tutti” a Rovereto è invece il progetto di accompagnamento e di facilitazione al mercato privato per stranieri.  Per quanto riguarda lo Sportello lavorare insieme sono 36 persone ascoltate e 236 interventi di orientamento lavorativo; nel negozio Altr’uso a Trento sono 20.162 i prodotti venduti e 7.285 gli scontrini effettuati; nel magazzino raccolta e distribuzione vestiario a Trento sono 1.048 le presenze di consegna vestiario con destinazioni, borse indumenti a persone segnalate dai servizi Ospedale s. Chiara, Unità di Strada, Appartamenti Protetti Casa della Giovane, strutture di accoglienza. Per il servizio carcere sono 347 le persone sostenute.

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