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Persone emarginate e in grave difficoltà, Segnana: “emergenze abitative in continua crescita”. Tutti i numeri del sistema trentino di accoglienza

Sono 1204 i soggetti, 773 uomini e 251 donne, che nell’ultimo periodo hanno trovato riparo nelle strutture di prima accoglienza della Pat. Segnana: “Sarà avviato un momento di riflessione sui temi dell’abitare”, previste modifiche anche all’impianto normativo

Pubblicato il - 21 gennaio 2020 - 17:15

TRENTO. Nel 2018 dallo “sportello unico per l’accoglienza delle persone senza dimora” della Provincia sono passati 1.220 soggetti, 922 uomini e 298 donne, mentre nello stesso periodo le strutture di prima accoglienza ne hanno ricevuti 1.024, di cui 773 uomini e 251 donne. Questi i dati diramati dalla Pat in merito alle richieste d’aiuto pervenute attraverso i canali ufficiali. Le cifre parlano di una situazione di difficoltà che tocca molte persone, soprattutto in questa stagione quando il freddo si fa sentire eccome.

 

Ci sono poi i così detti “interventi non emergenziali” che implicano un progetto sociale finalizzato all’uscita dalla condizione di emarginazione, le 7 strutture residenziali offerte dal sistema trentino di accoglienza hanno messo complessivamente a disposizione 104 posti per uomini e donne, che nel 2018 hanno permesso di ospitare 256 persone. Infine, i 40 alloggi gestiti dagli enti del Terzo Settore che partecipano al Tavolo per l’inclusione sociale in favore delle persone in situazione di emarginazione (Villa S. Ignazio, Apas, Atas, Fondazione Comunità Solidale e Punto d’Approdo) hanno ospitato complessivamente 165 persone.

 

Le cifre vengono rese note nella risposta dell’assessora al welfare Stefania Segnana a un’interrogazione di Giorgio Leonardi, consigliere provinciale di Forza Italia, che chiedeva informazioni sulla messa a disposizione di alloggi a favore di persone in condizioni di fragilità ed emarginazione.

 

A questi dati l’assessora aggiunge che l’offerta annuale per l’accoglienza di persone in stato di grave emarginazione, ammonta a 105 posti letto ai quali se ne aggiungono altri 62 nel periodo invernale (da novembre ad aprile) portando il totale a 191 posti letto in strutture di pronta accoglienza. Segnana informa poi che è in fase di avvio un confronto con le strutture provinciali competenti per la realizzazione di una mappatura dell’intero territorio del Trentino finalizzata a individuare possibili immobili da destinare a finalità socio-assistenziali ad integrazione dell’attuale offerta di servizi per contrastare il fenomeno dell’emarginazione adulta “grave”.

 

“Per quanto riguarda l’edilizia pubblica – sottolinea Segnana – al fine di ridurre e contrastare alcune condizioni di fragilità ed emarginazione generatasi in seguito a situazioni impreviste quali separazioni, perdita di lavoro o malattia la Provincia autonoma di Trento si è dotata di alcuni strumenti destinati ad operare in tale ambito”. Tra questi l’assessora segnala come di particolare rilevo la locazione di alloggi a canone sostenibile per i casi di urgente necessità, l’utilizzo di alloggi ed immobili da parte di enti, associazioni senza scopo di lucro e le istituzioni, con finalità statutarie di carattere sociale, e la locazione di alloggi collettivi. Ad oggi, precisa l’assessora, sono stati locati 217 alloggi. Chissà però se fra le altre misure “per contrastare alcune condizioni di fragilità ed emarginazione” si annoverano anche la famigerata norma sulle case Itea (QUI articolo) o la patente a punti che punisce perfino i bambini che giocano in cortile (QUI articolo). 

 

“È tuttavia intenzione di questa amministrazione avviare un momento di riflessione sui temi dell’abitare e sull’attuale impianto normativo anche al fine di dare risposte alle emergenze abitative in continua crescita”, ha concluso Segnana. In quest’ottica si vogliono valorizzare le esperienze e l’apporto dei soggetti pubblici e privati che operano nel sociale per poter individuare e condividere soluzioni comuni.

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