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La prima pista ciclabile solare d'Italia ''parte'' da Rovereto e atterra in Sardegna: via libera all'opera a Villasimius

A realizzarla sarà una società di scopo nata nell'acceleratore roveretano InfinityHub che si chiama Bicy Solar Street Sardegna (abbreviato B(Y)S Sardegna). L'ad Massimiliano Braghin: ''Abbiamo puntato sulla esclusiva ciclabilità/pedonalità, attenti ai costi di realizzazione e ai rendimenti energetici e finanziari''

Pubblicato il - 02 marzo 2019 - 13:40

VILLASIMIUS. Sarà la prima pista ciclabile solare d'Italia in grado di produrre energia elettrica e garantendo, anche, una mobilità green e a realizzarla sarà una società di scopo nata nell'acceleratore roveretano InfinityHub che si chiama Bicy Solar Street Sardegna (abbreviato B(Y)S Sardegna). Nascerà tra pochi mesi nel comune di Villasimius visto che il Comune ha dato l'autorizzazione per la sua esecuzione e sarà in grado di produrre energia elettrica dai pannelli fotovoltaici incorporati lungo il suo percorso. Il tratto di ciclabile sarà lungo 400 metri e largo 4 e sorgerà nei pressi del resort di lusso Pullman TimiAma, con il quale InfinityHub ha stretto una partnership, per garantire la fornitura di energia solare che sarà in grado di soddisfare un terzo dei consumi annuali della struttura

 

Per il Comune di Villasimius, dopo la recente nomina tra le 100 destinazioni più sostenibili del pianeta, tale iniziativa contribuirà così a rafforzare l’immagine di località particolarmente attenta all’innovazione e alla sostenibilità, anche delle sue strutture ricettive. L’idea di portare in Italia un progetto innovativo simile è sorta nel 2016, quando cominciavano a comparire i Europa i primi percorsi solari, carrabili, di questo tipo: ''Quando nel 2016 iniziammo a leggere delle prime solar road europee pensammo di realizzare un chilometro di pista solare in ognuno degli 8000 comuni italiani'', ricorda Massimiliano Braghin, amministratore delegato di InfinityHub e B(Y)S.

 

Un obiettivo certo ambizioso, che con questo primo step mette a segno un bel traguardo: ''Dal 2016 - prosegue l'ad - InfinityHub è partita con un’attività efficace, per trasformare progetti di ricerca e sviluppo non sostenibili economicamente, in un progetto immediatamente realizzabile e win-win. Abbiamo puntato sulla esclusiva ciclabilità/pedonalità, attenti ai costi di realizzazione e ai rendimenti energetici e finanziari''. Rispetto ad altri progetti europei, dai costi piuttosto elevati, si è cercato infatti di procedere con un’attenta verifica tecnica ed economica, dei materiali, della struttura, escludendo la carrabilità della pista e concentrandosi solamente sul transito di pedoni e ciclisti. Riuscendo a ridurre le spese di investimento e di gestione, il costo dell’impianto è risultato infine vicino a quello di un fotovoltaico tradizionale.

 

La nascita di B(Y)S Sardegna rappresenta un passo importante, poiché costituisce per InfinityHub una nuova occasione per ribadire e diffondere il proprio modello accelerato educativo verso la sostenibilità energetica con-divisa, fondato sulla creazione di opportunità professionali in ambito green. Per ogni milione di euro, spiegano dall'azienda, investito nel progetto si stimano infatti 27 nuovi occupati corrispondenti. Basandosi su uno strumento finanziario innovativo come l’equity crowdfunding inoltre, che consente di sostenere i diversi progetti grazie alla partecipazione di numerose realtà – da singoli privati ad aziende ed enti - , si crea un meccanismo virtuoso dove vincono tutti: chi ospita i progetti, chi vi lavora, e chi sceglie di investirvi le proprie risorse economiche.

 

Ad aprile, partirà infatti una nuova campagna di raccolta di investimenti anche per la Bicy Solar Street di Villasimius, che per l’acceleratore roveretano arriverà dopo quattro campagne precedentemente lanciate e concluse con successo. Con l’applicazione B(Y)S (https://www.infinityhub.it/project/bys-bicysolarstreet/), InfinityHub mira a moltiplicare e a mettere a disposizione il modello anche in altre regioni d’Italia: il Cda ha deliberato infatti la nascita, a giorni, di Bys Lombardia, Bys Veneto, Bys Emilia Romagna.

 

''Il progetto è stato presentato lo scorso settembre alla Commissione Europea per il Programma Life Climate - aggiunge il Ceo Massimiliano - e prevede la realizzazione di tre piste ciclo-pedonali fotovoltaiche, con illuminazione smart e galleria di sottoservizi, in Italia e Grecia: nel comune di Villasimius nel cagliaritano appunto, in Valle di Cembra in Trentino, e anche nel Comune di Pentelli, ad Atene. Abbiamo partecipato inoltre al progetto comunitario coordinato da Roma Capitale “Horizon 2020 – SMARTMED” presentato il 5 febbraio 2019, in cui InfinityHub propone l’implementazione di tratti di BYS a Roma e in altre capitali europee aderenti, come Siviglia, Marsiglia, Atene, Tirana, Zagabria, Limassol. Il progetto SMARTMED è partecipato da alcuni dei principali centri di ricerca, tra cui ENEA, CIRPS, CITERA e DIMA dell’Università Sapienza, DIE dell’Università di Tor Vergata e Link Campus University''.

 

Intanto, però, fervono i preparativi per la costruzione di questa prima B(Y)S tutta italiana. Un’opera che è particolarmente significativa anche perché riporta indietro alle origini della stessa InfinityHub, nel 2014, ricorda il suo fondatore. L’idea di fondare un hub acceleratore di progetti innovativi, che potessero essere uniti in una rete, come aree di servizio su una pista ciclabile, era infatti sorta proprio passeggiando lungo una ciclabile. Da allora, quell’immagine è andata via via ingrandendosi e moltiplicandosi negli anni, aggiungendo nuove “tappe” e raggiungendo importanti vittorie durante il suo percorso. Non ha mai smesso di seguire in volata lo scatto di quel primo impulso entusiasta, continuando a crescere, senza mai rallentare o fermarsi.

 

Conclude Massimiliano: «la pista ciclopedonale solare rappresenta innovazione tecnologica e un importante strumento di educazione ambientale. L’utilizzo dell’Equity Crowdfunding rappresenta un’innovazione sociale-finanziaria di importanza non meno rilevante. Buona B(Y)S a tutti!».

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