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L'annuncio: ''La lapide per i martiri delle foibe tornata a posto''. Ma non è vero. CasaPound critica. Il Comune: ''Sabato ci sarà''

La targa era stata rimossa per il restauro in vista della giornata del ricordo di domenica. Palazzo Thun: ''Tenuta in cantiere per evitare danneggiamenti. Al suo posto entro il 10 febbraio''

Pubblicato il - 07 febbraio 2019 - 16:34

TRENTO. La targa di Largo Pigarelli che ricorda i martiri delle foibe non è al suo posto. Nell'aiuola nei giardinetti di fronte al tribunale solo i sostegni di metallo. CasaPound interviene chiedendo spiegazioniNessun mistero, però, da Palazzo Thun fanno sapere che attualmente "si trova in cantiere", ma tornerà a posto presto.

 

La targa era stata asportata per ordinaria manutenzione, ma c'era chi aveva pensato a un furto o a un nuovo atto vandalico (qui l'articolo). La notizia del suo ricollocamento era stata data oggi dal quotidiano L'Adige, ma in realtà lo spazio che generalmente ospita la lapide è ancora vuoto.

 

"Mancano due giorni alle commemorazioni ufficiali - interviene il responsabile provinciale di CasaPound Filippo Castaldini - e la lapide in ricordo dei martiri delle foibe, nonostante quello che si leggeva questa mattina sul quotidiano L'Adige, ancora non è stata riposizionata. Ormai sono passate più di due settimane e ci chiediamo come sia possibile tutto questo tempo per fare manutenzione a una lapide, ormai da troppo tempo, in plastica". "Non sarà che come l'anno scorso il Comune, per paura di furti e danneggiamenti, abbia deciso di tenerla nascosta anziché preoccuparsi di mettere in sicurezza la zona? Se così fosse sarebbe molto grave perché dimostrerebbe, ancora una volta, la pavidità delle istituzioni di fronte a quattro vandali con l'hobby dell'antifascismo" chiede ancora.

 

Dal Comune assicurano che l'assenza della targa non durerà ancora a lungo. Il 10 febbraio ricorre la giornata di ricordo delle vittime delle foibe. "La targa è attualmente nel cantiere comunale - dicono da Palazzo Thun - sarà ricollocata nella sua postazione sabato, in tempo utile per la giornata del ricordo".

 

La decisione di tenerla nel cantiere sarebbe legata alla necessità di "evitare che sia rovinata" prima della giornata istituita per non dimenticare gli eccidi avvenuti durante e subito dopo la seconda guerra mondiale. L'iniziativa sarebbe stata presa nell'ambito Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.

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