Contenuto sponsorizzato

Dopo la fatica per riaprire i rifugi, ora sulle Pale di San Martino l'inaspettata chiusura di sentieri e ferrate. La Sat: "Necessari alcuni lavori di manutenzione, chiediamo pazienza e rispetto"

La Sat risponde alle proteste: "A causa dell'emergenza sanitaria abbiamo potuto riprendere le attività sui sentieri soltanto a partire dalla fine di maggio, prima non era possibile. Curare la manutenzione di 5.500 chilometri di sentieri, con 70 vie ferrate e 120 sentieri attrezzati non è così semplice come può apparire a chi vede solo i sentieri della propria zona"

Di Lucia Brunello - 04 luglio 2020 - 12:47

TRENTO. Tutto è nato quando, lo scorso 25 giugno, l’Ufficio sentieri della Sat di Trento ha segnalato la presenza di alcuni danni alle attrezzature fisse sul gruppo delle Pale di San Martino, ritenendo quindi necessaria la chiusura di alcuni sentieri per poter dare il via ai lavori di manutenzione. In seguito a questo, il Comune di Primiero San Martino di Castrozza ha emesso un'ordinanza di chiusura di alcune vie ferrate e sentieri, molti dei quali assiduamente frequentati da appassionati e alpinisti.

 

Il primo ad esprimere il proprio dissenso e delusione, è stato Duilio Boninsegna, gestore del Rifugio Pradidali. "Tutti a dire "i nostri rifugisti eroici, tenaci" tanto lavoro e fatica a 2500 metri per adattare i rifugi alle norme covid, plexiglas, separé, igienizzanti, nastri adesivi colorati, poi apriamo e la burocrazia ci chiude sentieri e ferrate!", è quanto si legge infatti sulla pagina facebook del rifugio.

 

"Bella immagine turistica per le montagne trentine. Come se un falegname entrasse in laboratorio la mattina, accendesse le macchine ma non avesse il legno da lavorare! Dopo quasi 30 anni a gestire rifugi alpini mi sento davvero preso in giro! Preciso che non è colpa dell'amministrazione comunale ne tantomeno del Sindaco, che anzi, quando possibile ci hanno sempre dato una mano. Loro sono costretti ad emettere queste ordinanze! Speriamo comunque di risolvere al più presto la situazione".

 

A questo, sono seguiti tantissimi altri commenti di protesta, e ora la Sat ha deciso di prendere la parola: "La stampa locale ha riferito nelle edizioni di giovedì 2 luglio che il gestore del rifugio Pradidali e gli albergatori del Primiero, ritengono la Sat responsabile delle ordinanze emesse dal comune di Primiero San Martino di Castrozza in merito alla chiusura di alcuni tracciati in quota.

 

In sostanza si vorrebbe insinuare che la Società degli Alpinisti Tridentini non ha provveduto per tempo alla manutenzione dei tracciati nell'area delle Pale di San Martino e questo ha indotto il Comune a emettere le ordinanze di chiusura.

Per comprendere quanto le suddette accuse siano inattendibili e pertanto irricevibili, è utile evidenziare la scansione temporale dei fatti.

 

A causa dell'emergenza sanitaria la Sat ha potuto riprendere le attività sui sentieri soltanto a partire dalla fine di maggio, l'adozione del protocollo anti Covid è datato 27 maggio 2020, prima non era possibile per nessuno effettuare nessun genere di intervento in nessun luogo.

 

A partire da quella data è stata data priorità assoluta alla assegnazione degli incarichi alle guide alpine e alle ditte specializzate per i controlli di agibilità di vie ferrate e sentieri attrezzati. Il 3 giugno vengono affidati gli incarichi alle ditte individuate, per quanto riguarda i tracciati nelle Pale di San Martino Primiero l'incarico è stato assegnato alla ditta di proprietà di Tullio Simoni. Ad ostacolare l'avvio dei lavori c'era comunque anche un altro elemento ostativo: la neve. Pertanto a partire dall’8 giugno, mano a mano che la neve liberava i tratti in quota dei tracciati, arrivavano alla SAT i primi report sulle verifiche.

 

I primi danni significativi emersi erano quelli al sentiero 713 di accesso al rifugio Velo della Madonna, soltanto tra il 23 e il 25 giugno abbiamo avuto il quadro quasi completo della situazione nell'area delle Pale di S. Martino (facciamo notare che la via ferrata Nico Gusella 714 è ancora parzialmente innevata). I report segnalavano non agibili, per danni alle attrezzature fisse, le ferrate del Porton, il Velo e il sentiero attrezzato del Passo di Ball.  Lo stesso 25 giugno la giunta della Sat deliberava la possibilità di attingere a risorse proprie per gli interventi di somma urgenza ed il 30 giugno la Commissione Sentieri ha esaminato la situazione complessiva dei danni e stabilite le priorità di intervento.

 

Fino a quel momento, su meno della metà dei percorsi ispezionati, risultavano danni per una spesa di circa 36.000 euro, dei quali oltre 13.000 euro nel territorio delle Pale. Il 2 luglio sono stati assegnati con incarico diretto alla “Primiero Disgaggi”, i lavori di ripristino più urgenti dei tracciati sulle Pale, che verranno effettuati, ammesso che le condizioni meteo lo consentano, fra il 7 e il 10 luglio. E’ evidente pertanto che imputare alla Sat i danni provocati da frane, o dai carichi da neve e ghiaccio, per il maltempo dei primi venti giorni di giugno, è pretestuoso.

 

Inoltre non va dimenticato che l’inverno 2019-2020 è stato uno dei più dannosi degli ultimi decenni per i sentieri in quota a causa delle abbondanti nevicate di novembre quando la neve è caduta su terreno ancora caldo e si è trasformata presto in ghiaccio aumentando a dismisura la massa che preme sulle attrezzature.

 

La Sat sta facendo tutto il possibile per risolvere prima possibile queste situazioni, nonostante le circostanze di difficoltà del momento. Si può sempre migliorare, ma nemmeno i volontari della Sat fanno miracoli, chiediamo pertanto un po' pazienza e di rispetto. Curare la manutenzione di 5.500 chilometri di sentieri, con 70 vie ferrate e 120 sentieri attrezzati non è così semplice come può apparire a chi vede solo i sentieri della propria zona", conclude il comunicato.

 

Ecco qui la lista dei sentieri e vie ferrate che sono state chiuse in seguito all'ordinanza: Sat E739, via ferrata del Velo, tutta, dal Rifugio Velo della Madonna (q. 2331, bivio E713 – E742) alla Forcella del Porton (q. 2420, bivio E714 – E739A); Sat n. E739B, via Ferrata della Vecia, tutta, dalla località Cadin Sora Ronz (q. 2000, b. E721) alla quota 2400 (b. E739); Sat n. E715 sentiero attrezzato del Passo di Ball, nel tratto Passo di Ball (quota 2451) e Col delle Fede (q. 2277, bivio E702); Sat n. E739A, via ferrata del Porton, tutta, da Rifugio Pradidali (Q. 2280 bivio E715) alla Forcella del Porton (q. 2420 E714 – E739); Sat n. E714 via Ferrata “Nico Gusella”, tutta, da Passo di Ball (q. 2443, b E715 alla Forcella del Porton (q. 2420, bivio E739 - E739A).

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 07 agosto 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

07 agosto - 16:27

Una delle conseguenze del lockdown è stato l'inevitabile allungamento dei tempi delle liste di attesa, in particolare per quelle prestazioni per le quali non è stato possibile ricorrere alla telemedicina. Oggi la Giunta provinciale ha dato mandato all'Apss di coinvolgere e responsabilizzare le strutture private accreditate e convenzionate con il servizio sanitario provinciale per contenere i tempi massimi di attesa delle visite

07 agosto - 17:43

Il Trentino sale a 5.614 casi e resta a 470 decessi da inizio epidemia. Sono 5 i pazienti con Covid-19 nel reparto di malattie infettive. Sono stati analizzati nelle ultime 24 ore 1.252 tamponi

07 agosto - 18:21

L'allerta è scattata in val di Fassa. La 14enne stava percorrendo la pista ciclabile a Moena, ma ha perso il controllo della bici nel tratto in discesa all'altezza della caserma della polizia. In azione la macchina dei soccorsi

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato