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Va avanti la diffida degli sciatori contro Dolomitisuperski: ''Non si sono presentati per trovare una mediazione. Siamo delusi e quest'anno non compriamo lo stagionale''

C'è ancora una situazione tesa tra alcuni sciatori e il Consorzio per quanto riguarda i rimborsi della stagione chiusa anzitempo a causa Covid-19. Dolomitisuperski ha intanto pubblicato i nuovi prezzi, mentre Vialattea ha scelto di non vendere gli abbonamenti validi per tutto l'inverno

Di Luca Andreazza - 12 ottobre 2020 - 05:01

TRENTO. E' ancora stallo tra Dolomitisuperski e quegli sciatori che, seguiti e coordinati dall'avvocata Raffaella Pizzorno, hanno presentato una diffida collettiva per i rimborsi degli skipass stagionali del 2019/2020 (Qui articolo). Tutto è partito a seguito della chiusura anticipata dell'inverno e il blocco degli impianti imposti da governo nazionale a metà marzo quale misura per contenere la diffusione di Covid-19

 

"Purtroppo non ci sono ancora novità e questo dispiace davvero tanto - spiega Andrea, un cliente "stagionale", originario di Milano e da poco residente a Treviso - il consorzio è importante e rappresentativo, ci saremmo aspettati una maggior collaborazione e un miglior dialogo. Invece all'ultimo momento si sono sfilati anche da un incontro fissato davanti all'organismo di Mediazione dell'Ordine degli avvocati di Bolzano. Si sono sfilati e non si sono presentati: una mancanza di rispetto pesante per persone che hanno acquistato un abbonamento da quasi 900 euro, stagionali che vengono sempre pagati in largo anticipo. Non resta che procedere con una vera e propria azione giudiziale per l'assenza di qualsivoglia proposta congrua da parte di Dolomitisuperski".

 

Si è chiusa una stagione estiva atipica e particolarmente delicata a causa dell'epidemia, ora è tempo di pensare all'inverno. La situazione epidemiologia è fluida e in peggioramento, il settore è chiamato a trovare le contromisure e affrontare altre incertezze. Se Vialattea (il secondo comprensorio più grande d'Italia dopo Dolomitisuperski; carosello sciistico italo-francesce composto da sette località piemontesi tra Alta val Susa e val Chisone e Monteginvero), ha deciso di non proporre la vendita degli stagionali, il consorzio ha recentemente rilanciato le proprie ambizioni con un investimento da 100 milioni per nuove piste e 9 impianti di risalita rinnovati (Qui articolo).

 

"La presa in giro maggiore - aggiunge Giovanni, "stagionale" che proviene dalla Liguria - è stata venire a conoscenza che Dolomitisuperski propone di procedere nel caso di nuovo lockdown nel 2020/2021 con un rimborso delle giornate non ancora usufruite, praticamente la richiesta fatta dal nostro legale. Ma sono escluse proprio quelle persone che hanno deciso di procedere con domanda di mediazione, negoziazione assistita o azione giudiziale".

Una situazione che innervosisce ulteriormente le decine e decine di sciatori che aspettano ancora di trovare un accordo per chiudere la vertenza sulla passata stagione invernale. "C'è veramente tanta delusione per il trattamento che abbiamo ricevuto. Tutti gli altri skipass - evidenzia Andrea - sono stati praticamente rimborsati, quella clientela invece che aveva sottoscritto gli stagionali aspetta ancora risposte. Dopo 2 anni quest'inverno abbiamo deciso di non acquistare l'abbonamento: troppe incertezze, non è così chiara la politica del Consorzio e dobbiamo ancora risolvere a mesi di distanza la chiusura dell'inverno scorso".

 

Dopo quasi tre mesi dal lockdown, Dolomitisuperki aveva concesso a fine maggio solo la possibilità di poter usufruire di uno sconto del 10% per la stagione 2020/21un'azione però vincolata al contestuale acquisto di un nuovo abbonamento. Un inverno condizionato da moltissimi dubbi sulle modalità di fruizione a causa di Covid-19, inoltre non è certa la disponibilità personale a sciare per motivi vari o eventuali eventi futuri ancora non pronosticabili.

 

"Un importo molto basso - prosegue Marco, "stagionale" in Veneto - rispetto a quanto abbiamo rinunciato, l'agevolazione corrisponderebbe a poco più di una giornata di sci. Un trattamento molto diverso, quando gli abbonati dovrebbero, forse, essere tutelati maggiore a fronte della fedeltà che dimostriamo: oltretutto spendiamo di più in modo continuo tra rifugi e locali nell'arco della stagione nel circuito del comprensorio rispetto ai clienti giornalieri".

 

La maggior parte degli abbonamenti viene poi principalmente staccato ai residenti, non mancano inoltre i turisti stranieri che decidono di acquistare uno stagionale. Risorse molto importanti per una società impianti prima dell'avvio della stagione. Una vertenza che inizia all'indomani del Dpcm che ha disposto disposto la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado in Italia a marzo e quindi quelle immagini di seggiovie piene e una grandissima affluenza nonostante limitazioni e regolamentazioni che avrebbero dovuto garantire distanze e procedure di sicurezza.

 

Le premesse di questa situazione affondano le radici in quel week-end praticamente da sold out. Poi le indecisioni della componente politica e delle società impianti sul da farsi. Un altro fotogramma di quel fine settimana sono le seggiovie ferme in Lombardia e quelle attive in TrentinoAlto Adige e Veneto. Nonostante i numerosissimi appelli per chiedere di intervenire e bloccare le seggiovie, la sofferta decisione è arrivata la sera di lunedì 9 e stop fissato a mercoledì 11 marzo, quindi il ministro Francesco Boccia era intervenuto per decretare la chiusura immediata (Qui articolo).

 

Gli skipass giornalieri sono stati rimborsati praticamente subito: dopo le file alle seggiovie, si sono registrate quelle alle casse delle diverse società impianti per far valere il diritto al rimborso (Qui articolo). E' andata, per ora, diversamente con gli abbonamenti stagionali e la partita a colpi di documenti e carte bollate potrebbe essere ancora lunga. "Tutti gli abbonati sono decisi a portare avanti la battaglia", concludono Andrea, Marco e Giovanni.

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