Contenuto sponsorizzato

La diffida collettiva contro Dolomitisuperski per i rimborsi va avanti: ''Un anno di silenzio o proposte irricevibili. Andiamo in giudizio e chiediamo risarcimento pieno''

La vicenda prende le mosse a marzo 2020 con la chiusura anticipata dell'inverno e il blocco degli impianti per contenere la diffusione di Covid-19, il preludio a quello che sarebbe poi stato il lockdown primaverile. L'avvocato Raffaela Pizzorno: "La condotta del Consorzio appare anti-costituzionale, Dolomitisuperski non ha mai seguito le linee guida e anzi i miei clienti sono stati ulteriormente penalizzati"

Pubblicato il - 11 marzo 2021 - 22:15

TRENTO. L'aria resta ancora tesissima tra Dolomitisuperski e quegli sciatori che hanno presentato una diffida collettiva per i rimborsi degli skipass stagionale 2019/2020 (Qui articolo). A quasi un anno di distanza dall'inizio del braccio di ferro, tutti i tentativi di chiudere un negoziato si sarebbero rivelati vani: "Il comportamento del Consorzio non è stato tra i più concilianti - commenta l'avvocato Raffaella Pizzorno - le proposte arrivate sul tavolo non possono venire prese in considerazione dai ricorrenti. Si va a giudizio".

 

Intanto il Dpcm del premier Mario Draghi ha prolungato la chiusura degli impianti sciistici fino al prossimo 6 aprile. L'ultimo atto di una stagione invernale andata completamente in bianco. Dopo l'Immacolata, Natale, Capodanno e Carnevale, il sipario scende anche su Pasqua. La decisione delle società impianti è stata naturalmente quella di rinunciare a ogni possibilità di aprire le piste, compresa sostanzialmente anche la realtà che coordina le località sciistiche tra Alto AdigeTrentino Veneto

 

"Dolomiti Superski con i suoi comprensori sciistici affiliati, prende atto del Dpcm e comunica - commenta la società attraverso una nota - che nella stagione invernale 2020/21 il sistema Dolomiti Superski resterà chiuso al pubblicoResta aperta la possibilità che singole società consorziate aprano individualmente dopo la data prevista dal Decretose ne sussisteranno i presupposti".

 

Il malumore per alcuni sciatori resta molto alto per non aver trovato un accordo con il Consorzio (Qui articolo). Una vicenda che ormai si trascina da diversi mesi. "Abbiamo inviato una lettera caduta nel vuoto - dice l'avvocato - poi una diffida collettiva. Ci siamo seduti a un tavolo per trovare una mediazione, ma si sono sfilati e non si sono presentati: una mancanza di rispetto pesante per quelle persone che avevano acquistato e pagato in largo anticipo un abbonamento da quasi 900 euro. Abbiamo lasciato circa 3 mesi per provare a trovare una soluzione, tutto è risultato inutile: non ci resta che procedere in giudizio notificando un atto di citazione avanti il tribunale di Bolzano".

 

La vicenda prende le mosse a marzo 2020 con la chiusura anticipata dell'inverno e il blocco degli impianti per contenere la diffusione di Covid-19, il preludio a quello che sarebbe poi stato il lockdown primaverile. E' stato il tempo di pensare a rimborsi e risarcimenti. A fine maggio il Consorzio aveva proposto solo la possibilità di poter usufruire di uno sconto del 10% per la stagione 2020/21un'azione però vincolata al contestuale acquisto di un nuovo abbonamento.

 

Un inverno già allora condizionato da moltissimi dubbi sulle modalità di fruizione a causa di Covid-19, progressivamente il quadro epidemiologico è peggiorato con la seconda ondata partita in autunno e che poi ha nei fatti cancellato la stagione. "Abbiamo sempre evidenziato - aggiunge Pizzorno - che la disponibilità a sciare per motivi vari personali della singola persona o eventuali eventi futuri ancora non pronosticabili rappresentavano un'incertezza troppo alta. Inoltre la condotta del Consorzio appare anti-costituzionaleci sono le leggi che prevedono le disposizioni del caso e già anche il primo decreto rilancio aveva definito come procedere per i rimborsi, ma Dolomitisuperski non ha mai seguito quelle linee guida. Diverso il comportamento di Bardonecchia o Bormio per esempio".

 

Gli skipass giornalieri sono stati rimborsati praticamente subito: dopo le file alle seggiovie, si erano registrate quelle alle casse delle diverse società impianti per far valere il diritto al rimborso (Qui articolo). E' andata, per ora, diversamente con gli abbonamenti stagionali e la partita a colpi di documenti e carte bollate potrebbe essere ancora lunga.

 

"Il Consorzio - evidenzia l'avvocato - è importante e rappresentativo, ci saremmo aspettati una maggior collaborazione e un miglior dialogo. Ci hanno inoltre proposto un calcolo di stagionale/giornaliero che non può reggere economicamente ma anche per ragioni di buon senso. Inoltre i ricorrenti che rappresento sono sono pure stati esclusi nella politica di rimborso in caso di stagione 2020/21 cancellata, tagliate fuori quegli sciatori con domande di mediazione, negoziazione assistita o azione giudiziale".

 

Quasi inevitabile che l'azione giudiziale proceda verso le aule del tribunale. "Nonostante l'elevato numero di sciatori che rappresento, c'è una grande compattezza di intenti. Le poche misure di riequilibrio proposte sono irricevibili. L'intenzione è quella di andare fino in fondo. Adesso non chiediamo solo il rimborso delle giornate non usufruite, ma il ristoro degli interi costi sostenuti tra abbonamenti stagionali e spese legali", conclude Pizzorno. 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 2 dicembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
03 dicembre - 05:01
Sono moltissimi in queste settimane i bambini rimasti a casa dall'asilo con diverse patologie. Non solo virus sinciziale ma anche casi di otite, [...]
Cronaca
03 dicembre - 08:24
Gli acquirenti, dopo aver visionato i veicoli su internet si recavano per dei giri di prova in concessionaria. A quel punto consegnavano agli [...]
Cronaca
03 dicembre - 07:42
E' successo nel tunnel tra Laives e Bronzolo. Sulla dinamica esatta dell'incidente sono in corso le verifiche da parte dei carabinieri di Egna
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato