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Trento
24 luglio | 06:01

Stagione "No" per gli agriturismi e c'è chi in val di Sole pensa a un'azione di protesta: "C'è rabbia". Effetto orso? "Dopo ogni avvistamento le richieste si bloccano"

L'estate degli agriturismi fatica a decollare tra crisi in Germania e maltempo. Anche il ritiro del Napoli non sembra aver pagato come gli anni scorsi. La presidente dell'associazione di categoria, Nicoletta Andreis: "I turisti non usufruiscono dei servizi e, per questa ragione, alcuni imprenditori pensano a una protesta: non versare la tassa di soggiorno"

TRENTO. Un'estate difficile per gli agriturismi trentini, sembrano reggere meglio le strutture nella zona del Garda, così come in val di Fiemme e in val di Fassa. Molto più complicata la situazione in val di Sole e in val di Non: qui ci sarebbe anche un effetto orso e i rumors parlano di operatori pronti a bloccare il versamento della tassa di soggiorno per "stimolare" le autorità a prendere in mano la partita.

 

Una rabbia, forse, dovuta anche a una stagione fino a oggi decisamente sottotono per questa offerta turistica. Anche il ritiro del Napoli non avrebbe reso come gli anni scorsi e i dati preliminari riporterebbero di circa 55 mila presenze a fronte delle 90 mila dell'anno scorso. A incidere diversi fattori sull'andamento tra la crisi economica in Germania, il maltempo primaverile e di inizio estate e un potere d'acquisito delle famiglie che si è assottigliato negli ultimi anni.

 

"E' una stagione fino a questo momento difficile - le parole a il Dolomiti di Nicoletta Andreis, presidente dell’associazione agriturismo del Trentino - c'è una perdita importante di arrivi e presenze in modo generalizzato. Un avvio molto sottotono e anche luglio per il momento non ha corrisposto le aspettative". A mancare soprattutto il turista tedesco. "Gli operatori segnalno un calo forte tra Rovereto e la Lessinia e in val di Sole e in val di Non. Rare le prenotazioni lunghe una settimana".

 

Anche in val di Fiemme e in val di Fassa c'è una flessione del mercato tedesco "ma queste destinazioni sembrano andare un po' meglio. Appare abbastanza in equilibrio l'andamento nel Primiero".

 

In val di Sole potrebbero incidere anche le vicende legate alla presenza degli orsi. Se l'Azienda per il turismo ha rassicurato e, soprattutto, il settore alberghiero sembra aver tenuto sui livelli più o meno dell'anno scorso (Qui articolo), la musica sembra purtroppo diversa per gli agriturismi.

 

"C'è stata qualche disdetta - prosegue la presidente degli agriturismi - anche se è poi difficile avere un riscontro diretto tra causa e effetto. Sicuramente però dopo ogni avvistamento c'è un blocco totale delle richieste. Un contraccolpo che incide molto sulla fiducia e sull'ottimismo del settore. Ogni volta che circolano immagini sui social c'è questo problema e probabilmente dobbiamo diventare anche noi residenti più bravi nella comunicazione: pubblicare immagini con troppo leggerezza può essere controproducente".

 

Insomma, in qualche modo la presenza dei plantigradi causano qualche apprensione. "Gli operatori del lago di Garda ci segnalano un calo della frequentazione nella zona di Tenno dopo il caso di Dro. Comunque, rispetto all'anno scorso, le richieste di informazioni, soprattutto dei clienti italiani, sono maggiori. C'è maggior consapevolezza rispetto ai grandi carnivori nei nostri boschi".

 

La stagione fatica a decollare, anche per quelle strutture che propongono solo la ristorazione. Qualche polemica tra gli operatori è legata al posizionamento della nuova certellonistica. "Ma non c'è una visione unitaria in questo senso: alcuni sostengono che i nuovi supporti spaventino le persone, altre invece che sono utili e importanti per informare il turista". Moltissimi, invece, lamentano pochissimi escursionisti lungo i sentieri del fondovalle e di media montagna. Per questo il settore si muoverebbe verso un'azione forte.

 

"I turisti non usufruiscono dei servizi e, per questa ragione, alcuni imprenditori pensano di promuovere una protesta: non versare la tassa di soggiorno". Umori e preoccupazioni che potrebbero trovare soluzione nella ripresa delle prenotazioni. Le stagioni si allungano e si guarda all'autunno per sistemare bilanci e redditività delle aziende. "C'è rabbia e tensione per una stagione deludente con un giugno inesistente ma le settimane di agosto sono praticamente sold out. Se i mesi di settembre e ottobre si dovessero rivelare particolarmente positivi le difficoltà potrebbero rientrare, però è chiaro che si vive nell'incertezza", conclude Andreis.

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