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Coronavirus, l'attesa dell'hotel San Giacomo: ''Tantissimi clienti ci scrivono che gli manchiamo. Se non si sblocca la mobilità però apriamo direttamente in primavera''

La struttura tre stelle sull'Altipiano di Brentonico è parzialmente operativa. Praticamente azzerati gli spostamenti, se non quelli interni alla provincia, e troppo alto il rischio di aprire l'hotel per accogliere eventuali ospiti, la famiglia Girardelli si è concentrata sulla parte bar e ristorante, un modo anche per fornire un servizio alla località e agli escursionisti diretti sull'Altissimo alla scoperta del Monte Baldo

Di Luca Andreazza - 29 gennaio 2021 - 19:56

BRENTONICO. "C'è una grandissima voglia di ripartire". Queste le parole di Alberto Girardelli, titolare dell'hotel San Giacomo a Brentonico. "Riceviamo tantissimi messaggi di affetto dai nostri clienti. C'è fiducia e ottimismo per la ripresa del turismo però dobbiamo ancora tenere duro. A pesare sono ancora le tante incertezze di questa fase dell'emergenza Covid-19: siamo pronti a restare chiusi fino a aprile e maggio se gli impianti sciistici non aprono, ma soprattutto se la mobilità tra regioni non si sblocca per il 15 febbraio".

 

La struttura tre stelle sull'Altipiano di Brentonico, sede per numerosi ritiri calcistici in estate, è parzialmente operativa. Praticamente azzerati gli spostamenti, se non quelli interni alla provincia, e troppo alto il rischio di aprire l'hotel per accogliere eventuali ospiti, la famiglia Girardelli si è concentrata sulla parte bar e ristorante, un modo anche per fornire un servizio alla località e agli escursionisti diretti sull'Altissimo alla scoperta del Monte Baldo

 

"La nostra realtà aziendale - dice Girardelli - è tipicamente familiare. In questo modo riusciamo a far lavorare qualche nostro collaboratore. Noi viviamo qui e le aree comuni vengono comunque riscaldate: se c'è un week end di bel tempo allora il movimento non manca; altrimenti conosciamo perfettamente i costi e quanto perdiamo, il rischio è molto calibrato".

 

Naturalmente qualche accorgimento è stato preso per minimizzare eventuali perdita o giornate fiacche dal punto di vista dell'affluenza. "La posizione è strategica rispetto alle possibilità escursionistiche e alla pratica degli sport invernali. In questo periodo - aggiunge il titolare dell'hotel San Giacomo - per limitare i costi abbiamo intrapreso alcuni cambiamenti: siamo passati dalle proposte gourmet a quelle bistrot per gestire meglio il menù ma conservare la qualità della proposta. Ci teniamo a restare fedeli alla nostra filosofia e alla nostra tradizione imprenditoriale".

 

Una tradizione di famiglia che viene portata avanti da oltre 50 anni e un testimone passato di mano in mano a ormai tre generazioni. L'attività alberghiera è partita nel 1958 per intuizione di Augusto Girardelli, il quale acquistò il Rifugio, senza luce elettrica e acqua, per trasformalo in albergo. E' anche ricordato perché nel 1969 scoprì che 250 ettari della montagna erano in vendita e li prese per rimboschire il monte Altissimo e per proteggerlo dalle valanghe. Si calcola che abbia piantato mezzo milione di alberi e così è diventato "l'uomo dei cirmoli".

 

Intanto però l'hotel è ai box. Così come il centro benessere da 1.500 metri quadri. Altre strutture hanno aperto come l'hotel Montana sul Bondone (Qui articolo) e l'hotel Rovereto (Qui articolo), che si affidano in particolare agli escursionisti trentini e ai segmenti business e affari. "In questi mesi - prosegue Girardelli - abbiamo ovviamente portato avanti diversi investimenti per la prevenzione e la sicurezza ma non ci sono le condizioni per aprire. Ammiro e stimo quei colleghi che hanno ritenuto di avviare comunque la stagione, però per quel che ci riguarda non c'è il giusto contesto. Va bene non guadagnare per un periodo, però non possiamo permetterci di andare troppo in perdita per essere operativi: le persone giustamente si aspettano servizi e qualità che rischiamo di non poter rispettare".

 

L'ultima chiamata è quella del 15 febbraio, poi si passa direttamente alla primavera. "Non c'è solo la partita degli impianti - continua il titolare dell'hotel brentegano - ma anche quella della mobilità, forse quest'ultima per noi ancora più importante. Altrimenti andiamo serenamente, se così si può dire, verso aprile e maggio. Il nostro hotel si trova in montagna, però siamo un po' atipici e svincolati dalle dinamiche strette della stagione. Certo, l'inverno e in particolare dicembre sono importanti, ma il nostro bacino guarda anche verso il lago di Garda e Rovereto. Lavoriamo mediamente sui 10 mesi, quindi siamo strutturati in modo diverso rispetto a qualche altro albergo".

 

Formalmente gli hotel non sono mai stati tenuti a chiudere nell'ambito delle limitazioni per fronteggiare Covid-19 ma la chiusura è avvenuta spesso nei fatti per il contesto generale: difficile destreggiarsi tra mercatini di Natale annullati, nessun evento, impianti sciistici fermi e azzeramento della clientela estera. A questo si aggiunge che i servizi di ristorazione alla sera sono autorizzati per i soli ospiti alloggiati

 

Nonostante il momento difficile, l'hotel San Giacomo non rinuncia comunque a restare ottimista. "Avvertiamo un grande desiderio di vacanza. C'è una ricerca di spazi e territori già conosciuti - evidenzia - siamo in contatto continuo con i nostri clienti: 'ci mancate'; 'non vediamo l'ora di rivedervi'; 'appena possibile veniamo in vacanza da voi', sono solo alcuni dei messaggi che riceviamo. Abbiamo anche diverse prenotazione e i turisti tengono il passo delle varie disposizioni, spostano senza problemi. Il nostro compito è quello poi di prevedere azioni mirate per proporre pacchetti benessere, relax e natura per un beneficio anche psicologico in questo anno così duro e che prova tutti. Le vacanze sono sempre più a misura, confezionate in modo sartoriale".

 

A impianti chiusi, l'emergenza Covid-19 ha inevitabilmente accelerato una tendenza in corso: quello del ricorso a esperienze diverse tra scialpinismo, sci nordico e ciaspolate. "La politica dovrebbe saper investire sulle alternative per cercare di governare i processi invece di subirli passivamente. Si rischia di farsi trovare impreparati. Confermiamo la voglia di vacanza all'aria aperta che avvertiamo dai nostri clienti che magari si trovano a guardare un panorama ostacolo e chiuso tra 4 condomini. C'è fiducia e ottimismo, aspettiamo che passi questa epidemia", conclude Girardelli.

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