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Coronavirus, impianti chiusi? L'hotel Montana sul Bondone va controcorrente e riapre: ''Questo week end accolti un'ottantina di clienti''

La storica struttura a quattro stelle a conduzione familiare ha riaperto i battenti in queste ore. Un'offerta che si aggiunge a quegli esercizi che nonostante le difficoltà causate dall'emergenza Covid-19 hanno deciso di restare in qualche modo operativi sull'Alpe di Trento, così come in altre località del Trentino. Alberto Barbieri: "Un segnale, anche per valorizzare il nostro staff rimasto in attesa di lavorare"

Di Luca Andreazza - 17 January 2021 - 19:54

TRENTO. "Abbiamo deciso di prenderci un rischio". Così Alberto Barbieri, titolare dell'hotel Montana sul Bondone. "Il nostro modo per dare un segnale, anche al nostro staff che da mesi ormai è in attesa di poter riprendere a lavorare. Non possiamo più permetterci di restare fermi".

 

La storica struttura a quattro stelle a conduzione familiare ha riaperto i battenti in queste ore. Un'offerta che si aggiunge a quegli esercizi che nonostante le difficoltà causate dall'emergenza Covid-19 hanno deciso di restare in qualche modo operativi sull'Alpe di Trento, così come in altre località del Trentino. L'incertezza è naturalmente enorme, gli impianti giocoforza fermi, la mobilità tra Regioni è bloccata e il mercato può essere solo quello provinciale. Ma l'hotel Montana ci prova.

 

Dopo aver differito l'apertura degli impianti dall'Epifania al 18 gennaio, il governo ha deciso di indicare come data quella del 15 febbraio. Ma non ci sono comunque certezze e tutto dipende dalla situazione epidemiologica tra circa 30 giorni. Un via libera tutt'altro che scontato. E mentre il Trentino resta in "attesa" come la campagna promozionale, la famiglia Barbieri ha deciso che è comunque arrivato il momento di rimettere in moto il motore.

 

Il ghiaccio è stato rotto e ci sono già stati i primi riscontri. "Nonostante l'esperienza che abbiamo maturato in questi anni sempre operativi - dice Barbieri - è stato comunque emozionante poter accogliere nuovamente i clienti. In questi giorni abbiamo ospitato un'ottantina di persone e siamo davvero soddisfatti. Ci sono già prenotazioni anche per il prossimo week end. La settimana è ancora piuttosto libera, però siamo consapevoli che ci vuole un po' di tempo per ritornare a regime dopo un periodo così prolungato di chiusura".

 

E' un inverno senza precedenti, la motivazione principale della vacanza invernale è svanito con la chiusura di tutti gli impianti a ogni latitudine e quota. Ma non è l'unico momento di crisi attraversato dal Bondone: ci sono stati anni nei quali l'innevamento programmato non era ai livelli attuali e in assenza di precipitazioni naturali, l'hotel Montana si è fatto carico dei pulmini per portare i propri ospiti a sciare nelle altre località del Trentino per ritornare alla base la sera. Insomma, ci sono stati periodi difficili da affrontare anche nel passato più o meno recente.

 

In questi mesi dai caroselli sciistici chiusi, però il gradimento della montagna non è calato. Tantissime le persone che si sono portate in quota per escursioni e trekking, ciaspolate, scialpinismo e sci nordico. Le limitazioni e le restrizioni imposte per fronteggiare l'emergenza Covid lascia a fronte di tante criticità anche una voglia di evasione, una ricerca di relax e natura. 

 

"Qui sul Bondone - evidenzia il titolare dell'hotel Montana - siamo sempre stati abituati a battagliare e non volevamo restare semplicemente a guardare. Chiaro che lo sci alpino resta una tradizione e un mercato importante, ma questa emergenza evidenzia la necessità di guardare oltre quello che è un sistema già maturo. Il momento contigente ci spinge a esplorare in modo più profondo quei segmenti che hanno un trend in aumento ben preciso e che possono rappresentare un investimento per il futuro in ottica di un turismo sempre più slow e green".

 

C'è poi la vicinanza al capoluogo. "Siamo forti di un asse potenzialmente unico, che per certi versi può essere ingombrante ma che se si riesce a valorizzare garantisce un valore aggiunto importante. C'è poi un territorio splendido vocato a diverse discipline, un giardino in città. Tanti clienti di questi giorni hanno riscoperto la montagna di Trento, un momento di benessere e di svago senza dover prevedere un'organizzazione particolarmente articolata. Certe volte non serve guidare 500 chilometri per trovare un ambiente incontaminato".

 

I Barbieri hanno dedicato gli ultimi 55 anni all’ospitalità e quindi alla promozione del Monte Bondone. Dopo aver perso il cuore della stagione, Natale Capodanno, anche un altro periodo di alta stagione è prossimo a sfumare sulla parte impianti, quello di Carnevale. "Ci rimettiamo in gioco anche per il nostro staff e per le loro famiglie. Non abbiamo mai puntato sul turn over - prosegue - ma abbiamo sempre cercato di valorizzare la stabilità per trasmettere ai nostri ospiti un certo tipo di stile nel fare ospitalità. Non sempre quando si fa impresa si può guadagnare, cerchiamo di andare in pari e sostenere i nostri collaboratori, alcuni dei quali sono da oltre 20 anni impegnati quotidianamente e dietro le quinte per rispondere a ogni esigenza dei nostri clienti".

 

Non sono mancati gli investimenti per garantire la massima sicurezza di ospiti e lavoratori. "E' stato fatto tutto il dovuto. In quanto hotel non siamo mai stati tenuti a chiudere e attualmente i servizi di spa-wellness e di ristorazione sono ancora autorizzati per i soli ospiti alloggiati. Purtroppo il contesto generale non ci ha finora messo nelle condizioni di poter riaprire tra mancanza di domanda, chiusura degli impianti sciistici, azzeramento della clientela estera, annullamento dei mercatini di Natale e progressivi slittamenti delle restrizioni. Ma dopo un'estate difficile e un lungo periodo di stallo, volevamo dare un segnale", conclude Barbieri.

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