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''Sono già arrivate molte prenotazioni ma ancora non sappiamo se e come apriremo'', il mondo dei Rifugi guarda all'estate con troppe incognite

Il presidente della Commissione rifugi della Sat, Sandro Magnoni, spiega che i gestori delle strutture sono pronti a riaprire con le regole dello scorso anno: "Per ora non sono arrivate altre indicazioni da Pat e Apss''. Ma accanto al rispetto delle misure deve esserci una maggiore educazione dei visitatori nei confronti della montagna

Foto tratta da Fb - Associazione Rifugi Trentino
Foto tratta da Fb - Associazione Rifugi Trentino
Di Giuseppe Fin - 11 aprile 2021 - 06:01

TRENTO. “Non sappiamo ancora nulla, tra qualche settimana forse qualcuno ci dirà quando e soprattutto se potremo riaprire”. Vivono sospesi nell'attesa che qualcuno si ricordi di loro. Non ci sono date e l'incertezza è l'unica cosa sicura al momento. Stiamo parlando del mondo dei rifugisti trentini, 144 che tengono viva la nostra montagna, l'accudiscono, la proteggono, delle sentinelle importanti.

 

Non è la prima volta che il settore si trova, come tutti gli altri, a riflettere sulle ripercussioni dettate dal coronavirus. Già lo scorso anno (Qui l'articolo) i principali protagonisti di questo mondo avevano spiegato che: “Lasciare la montagna senza presidio può generare solo caos e pericoli, anche d’inverno lasciamo agibili gli spazi invernali delle strutture".

 

E' passato un anno ma la situazione non sembra molto cambiata. I rifugi sono chiusi e intere famiglie sono in attesa di capire quale sarà il loro destino. C'è chi d'inverno svolgeva il lavoro di maestro di sci ma che quest'anno non ha potuto farlo. Chi era impegnato in strutture alberghiere che non sono però partite nella stagione invernale appena finita. 

 

Non sappiamo ancora nulla. Noi ci siamo trovati anche l'altro giorno a discutere ma per il momento è meglio attendere di prendere qualsiasi tipo di decisione” ci spiega Ezio Alimonta, presidente dell'associazione Rifugi del Trentino.

 

All'associazione fanno riferimento la maggior parte delle strutture presenti sul nostro territorio. Se da un lato nessuno sembra al momento avere date certe sulle riaperture e soprattutto su come dovranno essere fatte , dall'altro non sembrano mancare le prenotazioni. “In diverse zone del nostro territorio abbiamo già abbastanza prenotazioni” ci dice Alimonta. Da fine luglio, agosto e settembre sono diversi i turisti, soprattutto tedeschi, che cercano di accaparrarsi i migliori posti. Nessuno vuole pensare ora all'ipotesi di non poter riaprire. “Lasciamo stare, sarebbe un disastro. Meglio non pensarci” chiude il discorso il presidente dell'associazione Rifugi del Trentino.

 

Una parte dei rifugi, 33 su 144, presenti in Trentino, fanno riferimento alla Sat. La situazione ovviamente non cambia. La Società Alpinisti Tridentini si occupa anche della manutenzione dei sentieri. Lavoro questo che la pandemia, fortunatamente, non ha mai bloccato. Se dopo Vaia erano 1700 i chilometri di sentiti chiusi a causa di smottamenti e alberi abbattuti che bloccavano i passaggi, alla fine dello scorso anno ne erano rimasti sono 150 chilometri e in questi mesi quasi tutti i sentieri sono stati oggetto di manutenzione.

 

“Al momento è difficile avere qualche informazione sicura sulla nuova stagione estiva dei rifugi” ci dice anche Sandro Magnoni, presidente della Commissione rifugi della Sat. “Speriamo che per il 20 giugno si possa aprire in maniera normale”. La speranza è che siano adottate le stesse misure della precedente stagione. “I gestori dei rifugi sono già pronti – spiega Magnoni – hanno già l'esperienza importante dello scorso anno e per ora non abbiamo comunicazioni diverse da Provincia o Azienda sanitaria”.

 

Quello che deve cambiare è, forse, l'approccio che molti cittadini hanno nei confronti della montagna e dei rifugi. In Veneto il Cai si è appellato ai sindaci bellunesi proponendo posti limitati e a pagamento nei parcheggi che si trovano ai piedi dei sentieri per evitare l'affollamento della scorsa estate.

 

“Sui parcheggi noi non abbiamo problemi – ha chiarito la Sat – forse è vero che servirebbe un po' più di educazione per chi viene in montagna. Questo è uno degli elementi che più ha stressato la scorsa stagione i gestori. Le persone arrivano con richieste assurde, pensano di trovare ristoranti stellati, chiedono attrezzature ridicole. I rifugi devono riaprire, rispettare le misure anti-contagio ma anche le persone devono avere più rispetto”.

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