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Le recensioni del Nereo, Trattoria al Mercato: ''Locale d'antan dove vince la cucina casalinga''

Il grande giornalista Nereo Pederzolli ha recensito due ristoranti uno gourmet (i ''Tre Garofani'') e uno più casalingo (il ''Mercato''). In attesa delle nuove uscite sul magazine speciale del nostro quotidiano previsto per questo week-end, ecco intanto le recensioni uscite sul numero natalizio

Pubblicato il - 10 aprile 2019 - 20:17

TRENTO. Il Dolomiti.it si siede a tavola e si trasforma in Dolomiti.eat, grazie al grande giornalista Nereo Pederzolli e alle sua grandi competenze in materia. Due le recensioni per due ristoranti differenti uno gourmet e uno più casalingo. Si comincia con il secondo e si parte con ''il Mercato'' storica trattoria di Trento che si trova in Piazza Garzetti. Domani sarà tempo di gourmet e ogni ''doppietta'' la poterete trovare sui magazine speciale del nostro quotidiano. Nel prossimo week-end, ci sarà il numero primaverile. Ecco intanto le recensioni uscite sul numero natalizio (Qui speciale Natale).

 

Buona lettura e buon appetito. 

 

Scendi lo scalino e la sosta subito concilia le prime aspettative. Quelle che t’aspetti scegliendo una trattoria d’antan, casalinga per antonomasia. Lo s’intuisce sbirciando due splendide foto in bianconero, immagini da pellicola 6x6 (scattate da Carmelo Ossana, attento documentarista della Trento d’altri tempi ): la piazza con la ressa del mercato contadino, tra carretti, qualche moto, i cavalli a riposo e le insegne che troneggiano sulle case ai lati. Quel ‘Ristoratore popolare’ da un lato e l’insegna dell’ Ente comunale consumo, ante litteram di un minimarket di quartiere.

 

Ecco, la Trattoria al Mercato ha questa subitanea identità. Aperta dal 1931 e dal 1957 ininterrottamente gestita dalla famiglia Baldessari. Osti per consuetudine. In tutto. Lo conferma Dino, il figlio che lascia riposare i suoi genitori, Bruno e Valeria, comunque quasi sempre presenti e tuttora custodi della cucina. Sui pochi tavoli, tovaglie stile tirolese, il rosso che stacca e certe travature in legno che segnano lo spazio, dividono dal bancone stile osteria dalla vera e propria "sala da pranzo".

 

La lista delle pietanze è spartana, presentata in fotocopia, senza nessuna forzatura. Con la tradizione che campeggia. Una sequenza che mette in fila una cinquina di proposte tra primi piatti e seconde portate. Gnocchetti panna e speck, canederli o tagliatelle al ragù di cinghiale, tanto per citarne qualcuno. Poi Costine di maiale, Brasato al Teroldego, Stinco di maiale al forno con funghi, pure Carne salada con scaglie di Trentingrana. In chiusura, Tiramisù della casa o frutta fresca, con la proposta dello Strudel di mele.

 

Dunque "T" pienamente in sintonia con la nostra nuova rubrica. Quel "tanton" che non disdegna l’aggiunta alla parola di una "T" per marcare il condimento ( appunto: tantonT) ma in pieno equilibrio con il "pop" della proposta. Cibo decisamente "popolare", con piatti indiscutibilmente di trentinità.

 

Dalla zuppa di trippe – ben equilibrata nel sapore, certamente corroborante e servita senza badare alla quantità, anzi: una porzione da tris. Più consono il coniglio arrosto – ben cotto, croccante nella sua semplice morbidezza – abbinato (come abbiamo espressamente richiesto) non a polenta, ma a patate al forno, gustose, che prima di essere impiattate sono state probabilmente saltate in padella, per accentuarne la schietta bontà. Strudel casalingo, per il dessert.

 

Il tutto ad un prezzo assolutamente "pop", neppure 25 euro. Il vino. Nessuna estremizzazione, calici nostrani, a parte l’immancabile proposta, in apertura, di un prosecchino.

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