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L'esperienza in Libia, la sofferenza e le privazioni prima della salvezza, la Giornata del Rifugiato al Rifugio Altissimo per restare umani

Dopo le letture, spazio ai canti sui "giusti della montagna" con Gli armonici cantori solandri diretti da Fausto Ceschi e con Renzo Fraccalossi. Una manifestazione fiaccata dalla pioggia nella parte finale, ma il messaggio, quello autentico del camminare e del ritrovarsi insieme, è passato. Un'iniziativa di Sat, Centro Astalli, Atas onlus, Cinformi e Cnca Trentino Alto Adige che ritorna nel 2020

Pubblicato il - 31 agosto 2019 - 18:15

BRENTONICO. Una trentina tra ragazzi e famiglie con bimbi hanno ascoltato la vita e le esperienze dei richiedenti asilo tra il passaggio in Libia, le violenze e le privazioni, ma anche la salvezza, spesso fortuita. Questo in sintesi la giornata del rifugiato in programma al rifugio Altissimo Damiano Chiesa

 

Una camminata a passo spedito tra storie e convivialità, ma soprattutto tanta umanità. I ragazzi del Centro Astalli, Giorgio Romagnoni e Chiara Benedetti, hanno letto e commentato il diario, "Certi sogni possono non avverarsi mai", di Joy Ehikioya. E da quelle pagine emerge tutta l'inadeguatezza e l'incapacità di superare la globalizzazione dell'indifferenza con annesso un senso di straniamento verso tutto quanto consideriamo fuori di noi e che invece ci riguarda, in qualità di essere umani in primis e di sfruttatori delle risorse del sud del mondo in seconda battuta.

Concetti poi ribaditi da Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli, e Anna Facchini, numero uno della Sat, con un invito a moltiplicare le iniziative che uniscono per concentrarsi anche su alcuni angoli bui dell’esistenza degli altri dove spesso brillano le stelle, come è scritto sulla maglietta distribuita a rappresentanti degli enti coinvolti nell’iniziativa "Dov’è il buio brillano le stellette".

 

"E' necessario raccogliere le sfide, anche le più impegnative. Siamo un popolo che viene dall'emigrazione e sarebbe insensato dimenticarlo", ha commentato Marina Mattarei, presidente di Federcoop, mentre Violetta Plotegher di Atas onlus ha aggiunto: "E' importante puntare l'attenzione sul bisogno di relazioni, l'umanità è realizzato nella reciprocità". 

 

Dopo le letture, spazio ai canti sui "giusti della montagna" con Gli armonici cantori solandri diretti da Fausto Ceschi e con Renzo Fraccalossi. Una manifestazione fiaccata dalla pioggia nella parte finale, ma il messaggio, quello autentico del camminare e del ritrovarsi insieme, è passato. Un'iniziativa di Sat, Centro Astalli, Atas onlus, Cinformi e Cnca Trentino Alto Adige e sostenuto dallo Sprar che ritorna nel 2020

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