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Mussolini tra stadi e cimiteri. C'è chi lo celebra marciante su Roma e chi preferisce ricordarlo a testa in giù. Filippi: ''Lo ammetto sono Ducefobico''

A cavallo dell'anniversario della marcia su Roma, avvenuto 97 anni fa, a Predappio s'è tenuta la consueta commemorazione con centinaia di nostalgici. Ma nel mondo Mussolini sono molti a ricordarlo in altra maniera, come testimonia la risposta dei tifosi del Celtic alla sfilata fascista dei tifosi della Lazio per le vie di Glasgow che ha scatenato le ire di Alessandra Mussolini

Di Davide Leveghi - 28 October 2019 - 18:29

TRENTO. “Un gesto di 'ducefobia', reato che ancora non esiste ma che propongo di inserire nel nostro ordinamento giudiziario”. Ha commentato così, Alessandra Mussolini, lo striscione esposto dai tifosi del Celtic di Glasgow durante la partita di Europa League contro la Lazio di giovedì, risposta inequivocabile alle braccia tese e ai cori fascisti di cui sono stati protagonisti i tifosi della squadra capitolina nelle vie della città scozzese.

 

Lo striscione incriminato raffigurava infatti il Duce del fascismo nell'epilogo della sua vita da capo della Repubblica di Salò, impiccato per i piedi, accompagnato dalla scritta “Follow your leader”, 'seguite il vostro capo'. Una raffigurazione che la bellicosa nipote di Mussolini non poteva di certo apprezzare, tanto da dichiarare di dover metter mano al codice penale. “Chi espone la foto o il disegno di mio nonno a testa in giù commette un atto di violenza che andrebbe perseguito”, ha dichiarato a AdnKronos.

 

La vicenda pareva chiusa con questa bizzarra proposta dell'ex senatrice, se non fosse che i tifosi del Celtic, notoriamente antirazzisti e antifascisti, hanno voluto prendere per ultimi la parola invitandola ad andarsene a quel paese con un altro striscione altrettanto inequivocabile. Ma d'altronde, la stessa Mussolini, alla domanda di chi le chiedeva cosa pensasse dell'estremismo politico caratterizzante la curva della Lazio – in questo caso notoriamente fascista, razzista e antisemita – avrebbe risposto con un'alzata di spalle. “Il tifo è di per sé estremista: sono ultras, no?! Lo dice il nome stesso...”. Pan per focaccia, insomma, signora Mussolini. E intanto anche in Trentino c'è già chi si dichiara già affetto da questa costituzionale ''fobia'', come Francesco Filippi storico autore del libro di grande successo ''Mussolini ha fatto anche cose buone''.

 


 

Ma tornando al nonno appeso per i piedi, va detto che non è certo la prima volta che finisce al centro di polemiche scatenate dalla reazione stizzita della nipote. Su tutte il botta-risposta con il comico Jim Carrey dopo la pubblicazione sul suo profilo twitter di un post che al disegno di Mussolini e Petacci a testa in giù accompagnava una didascalia ammonitoria: “Se volete sapere a cosa conduce il fascismo, chiedete a Benito Mussolini e alla sua amante Claretta”. Un'uscita non molto apprezzata dall'ex eurodeputata, che in un inglese alquanto stentato aveva tentato di rispondere, dopo aver dato del “bastardo” all'attore canadese, a chi le faceva notare le responsabilità storiche del famigerato avo.

 

Anche in quel caso la disputa si era chiusa in maniera decisamente poco favorevole alla battagliera politica di destra. In un'intervista a Variety, Carrey, interrogato sulla reazione infuriata della Mussolini, la invitava “se proprio voleva vedere la cosa da una diversa prospettiva”, a girare la foto, in modo tale che i due sembrassero “saltellare di gioia”.

 

Nel giorno in cui si commemora il 97º anniversario della marcia su Roma, la proposta della Mussolini oltre che bizzarra appare pure offensiva. E non a caso il rito macabro delle centinaia di nostalgici affluiti a Predappio, vestiti con divise o desolanti magliette (dell'anno scorso quella con la scritta Auschwitzland, a “parodia” del noto parco divertimenti della Disney), sventolanti obbrobriosi memorabilia e rigorosamenti tesi nel saluto romano, si è ripetuto anche quest'anno.

 

Purtroppo costoro continuano ad essere “presenti” e non raccontarlo rappresenta una negazione della realtà. Il fascismo non morì con la fine della guerra – giusto per puntualizzare, la scelta di appendere Mussolini, i gerarchi e Claretta Petacci a testa in giù, fu dettata non tanto dalla volontà di profonarne i cadaveri, cosa difficilmente contenuta dai partigiani, ma dalla necessità di dimostrare al popolo italiano e al mondo che il dittatore era effettivamente morto – ma continuò e continua a rappresentare una degenerazione della vita democratica che si esprime attraverso ideologie e atteggiamenti contrari al vivere democratico.

 

Il grande insegnamento di Piazzale Loreto non si lega in conclusione tanto alla tragica fine del dittatore - piuttosto lugubre - quanto a quella massa di persone che in molti casi sostenne dapprima il regime, con tutto il suo corredo di barbarità e oppressione annesse, per poi sputare su chi lo condusse per quei terribili vent'anni e più. Questo ci insegna che l'antifascismo è una scelta quotidiana, e che ogni concessione a chi lo esalta, lo difende, lo giustifica, è una ferita inferta alla memoria delle vittime al futuro della nostra comunità.

 

P.S. Nelle vie di Glasgow i tifosi laziali intonavano una canzone di Pier Francesco Pingitore (quello del Bagaglino) da titolo Avanti ragazzi di Buda, dedicata alla rivoluzione ungherese stroncata dai carro armati sovietici. Imre Nagy, leader della rivolta poi giustiziato, venne riabilitato dopo la caduta del comunismo dallo Stato ungherese e dichiarato eroe nazionale. Nagy, da comunista, si contrappose ad un regime, quello sovietico di stampo stalinista, che considerava liberticida e oppressivo. La sua idea di socialismo non trovava spazio in quel mondo totalitario ereditato da Stalin, condannato dal nuovo segretario del Pcus Nikita Chruščëv, ma poi mantenuto in piedi dalle truppe del Patto di Varsavia. Ciò che i fascisti, appropriandosi attraverso la canzone, celebrano, fu una rivolta comunista contro un regime comunista. Ciò dimostra come non solo la memoria possa essere piegata ai propri fini politici - vedi la legge che accomuna fascismo e comunismo (qui e qui gli articoli), ma come al tempo stesso siano l'oblio e l'ignoranza a svolgere un ruolo altrettanto importante.

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