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Non fermarsi a frugare nella borsetta e avere sempre le chiavi in mano. Il libro della campionessa trentina di Judo Angelica Tarabelli che insegna alle donne come difendersi

"Metodo globale di autodifesa femminile - M.g.a donna" verrà presentato ufficialmente il 25 novembre al Coni a Roma alla presenza del presidente Malagò. "Una serie di esempi pratici dove in sequenza spiego come uscire da una determinata situazione consapevole del fatto che tutto, comunque, finisce con la fuga. L'obiettivo di queste tecniche è riprendere la distanza che mi è stata tolta, trovare un modo per uscirne"

Pubblicato il - 03 November 2019 - 18:50

TRENTO. Angelica Tarabelli è una donna forte. Lo si capisce, già solo sentendola parlare. Insegnante e campionessa trentina di Judo e Ju-jitsu (l'antenato del Judo), da qualche anno si è presa un (altro) impegno speciale: quello con le donne.

 

A inizio settembre, infatti, è uscito il libro "Metodo globale di autodifesa femminile - M.g.a donna" (edito da Luni Editrice), un testo che offre un semplice ma efficace sistema di difesa basato sui principi classici delle arti marziali orientali: flessibilità e cedevolezza, il miglior utilizzo dell'energia e l'ottenimento del massimo risultato con il minimo sforzo. Un libro per i tecnici del settore, che potranno usarlo come base di pianificazione dei loro corsi. Ma un libro anche per tutte le donne e gli uomini che troveranno, tra queste pagine, spunti per l'indispensabile presa di coscienza "che la donna non deve né può vivere il suo ruolo di compagna, madre, cittadina in modo passivo e da vittima predestinata". 

 

"Pratico arti marziali da quando sono piccola - spiega Tarabelli -. Avevo quattro anni, quando ho iniziato. Mio padre è stato il mio maestro". Una passione, la sua, nata e cresciuta in famiglia. Anche il fratello, Giovanni Tarabelli, è un campione di arti marziali.

 

Angelica Tarabelli si dedica anche al cosiddetto "Metodo globale di autodifesa". Un sistema di difesa personale utilizzabile da chiunque e che prevede anche insegnamenti di tipo giuridico e sostegno psicologico.

 

"La nostra federazione, la Fijlkam (Federazione italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali), riconosce questo metodo dal 1998. Un metodo che era già speciale ma a cui mancava qualcosa in più per le donne. Il nostro presidente, Domenico Falcone, ha avuto la brillante idea di creare qualcosa per le donne. Due anni fa, quindi, con altre sette maestre italiane, ci siamo trovate a Roma, al Centro Olimpico, e abbiamo studiato un programma specifico per le donne".

 

Un progetto abbozzato a grandi linee  che, però, è rimasto campato un po' in aria. "Dopo un anno e mezzo, mi sono detta che bisognava fare di più. Ho quindi chiesto al presidente Falcone se potevo scrivere un libro, un manuale che fosse un punto di partenza. Mi ha detto di sì e ho iniziato a scrivere".

 

Tarabelli è partita da un punto, chiaro e inconfutabile: la fisicità femminile è differente da quella maschile. "Entrare nella psicologia femminile, per un'insegnante donna, è più facile. Nel libro ho lavorato con mio fratello che è stato il mio partner nelle foto che corredano le spiegazioni delle varie mosse. Le foto, tra l'altro, sono state fatte da mio figlio, Enea. È un libro fatto in casa, come le tagliatelle", scherza.

 


(Foto di Enea Tarabelli)

 

"Non è solo un manuale tecnico - continua -. Volevo fosse un libro per tutti. Parlo di cosa sia la violenza di genere, parlo tanto di prevenzione ché è la cosa più importante. Non è mai disonorevole fuggire ed è importante evitare certe situazioni. Banalmente, è importante avere già le chiavi in mano quando ci si avvicina alla macchina, non fermarsi a guardare nella borsa. Parlo, insomma, dell'atteggiamento dell'attitudine che bisognerebbe avere. Parlo di una donna attenta, che riesca a sviluppare un'attenzione particolare".

 

Ma il punto è un altro. "Il punto è questo: questo libro non dovrebbe esserci. Nessuna donna dovrebbe pensare a come comportarsi. Nessuna donna dovrebbe pensare a difendersi, a come (non) vestirsi, a cosa (non) fare. Io vorrei che questo libro non esistesse. Se questo libro c'è, è perché la violenza è un problema reale. Non a caso il libro è dedicato a mio figlio, Enea. Voglio crescerlo insegnandogli che le donne, tutte e sempre, vanno rispettate".

 

Tante le voci autorevoli intervenute nel libro. "Alla prefazione ha contribuito anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Il 25 novembre mi ha invitata a presentare ufficialmente il mio libro, proprio nel Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Anche il Coni ha colto l'importanza di questo libro e del suo messaggio. Nella prefazione si trova anche il contributo del presidente del Coni trentino, Paola Mora".

 

Il manuale è un susseguirsi di esempi pratici e immediati che, ciascuno, può replicare e provare anche a casa. Un primo passo per avvicinarsi al mondo dell'autodifesa prima di intraprendere un corso vero e proprio. "C'è, ad esempio, la presa al polso, la presa al collo o il tentativo di scippo. Insomma, una serie di esempi pratici dove in sequenza spiego come uscire da una determinata situazione consapevole del fatto che tutto, comunque, finisce con la fuga. L'obiettivo di queste tecniche è riprendere la distanza che mi è stata tolta, trovare un modo per uscirne".

 

Diciamocelo, però. In astratto tutto è molto semplice, meccanico, chiaro. Un altro paio di maniche è trovarsi lì, in trappola, e dover reagire. "Nei miei corsi cerco di insegnare a reagire, provo ad abituare le mie corsiste alla reazione. Ci sono dei giochi specifici per far sì che la persona acquisisca degli automatismi alla reazione".

 

Da quasi vent'anni Angelica Tarabelli insegna M.g.a e corsi, in tutto questo tempo, ne ha tenuti parecchi.

 

"Io faccio i corsi perché spero questo: che le donne sappiano difendersi ma che non si trovino mai a doverlo fare. Io stessa non ho mai avuto occasione di usare metodi di difesa nella mia vita personale. Vero è che forse anche il mio atteggiamento, il mio modo di essere aiutano. È brutto da dire ma è la verità: se il lupo deve scegliere una pecora, sceglie la più debole".

 

"Al mio corso - racconta Angelica Tarabelli - si iscrivono anche donne che hanno subito violenza. Magari non lo palesano subito ma, durante le lezioni, inevitabilmente, il dolore torna a galla. Ad esempio quando si trattano le tecniche di soffocamento o di bloccaggio a terra, alcune di queste donne urlano o si agitano perché l'esercizio le riporta alla violenza subita".

 

Anche per questo i corsi di autodifesa hanno, inevitabilmente, anche risvolti psicologici. "Durante i corsi aumenta tantissimo l'autostima. La mie corsiste rifioriscono come donne. All'inizio, magari, riemergono nodi e dolore ma poi, lezione dopo lezione, diventano più forti e sicure. Mi appoggio anche a Sara Bellone, psicologa che viene a tenere degli incontri specifici. Spesso, durante i miei corsi, interviene anche un legale che tiene una lezione giuridica specifica in materia di diritto alla difesa".

 

"Questo libro nasce dal cuore. Volevo regalare questo messaggio a più gente possibile. Il libro è uscito agli inizi di settembre, mentre ero in Corea del Sud per i mondiali. Prenderlo in mano, per la prima volta, è stata una forte emozione. Come stringere un figlio. Sogno che ogni donna possa vivere piena dell’amore e del rispetto che si merita, che sia libera di decidere per sé e di sé quello che vuole, che possa percorrere il suo sentiero della vita a piedi nudi come sul tatami”.

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