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Odiare ti costa, la battaglia legale per colpire gli odiatori seriali: “Da oggi chi incita alla violenza dovrà pagare”

L’iniziativa è partita dall’avvocata Cathy La Torre, dello studio legale Wildside e dalla filosofa Maura Gancitano di Tlon, l’obiettivo è duplice: da un lato offrire assistenza legale alle persone vittime di offese via social, dall’altro colpire direttamente chi incita all’odio online

Di Tiziano Grottolo - 29 luglio 2019 - 16:50

TRENTO. Troll, razzisti, misogini e omofobi sono avvisati: da oggi infatti potrebbero imbattersi nella campagna Odiare ti costa, che in una settimana ha già raggiunto 13 mila sostenitori. L’iniziativa è partita dall’avvocata Cathy La Torre, dello studio legale Wildside Human First Legali Associate e Maura Gancitano, filosofa e fondatrice del movimento Tlon.

 

“Da oggi non vi consentiremo più di danneggiare impunemente gli altri col vostro odio – si legge nel comunicato diffuso su Facebook – da oggi i danni arrecati alle vittime di odio su Facebook, Messenger, Instagram, Youtube, vi costeranno, e non ve la caverete con una condanna penale di pochi mesi che vi appunterete al petto come una medaglia, ma vi costeranno denaro perché agiremo in sede civile”.

 

Lo scopo di questa campagna è duplice: da un lato offrire assistenza legale alle persone vittime di offese via social, dall’altro colpire direttamente chi incita all’odio online fornendo alle vittime anche gli strumenti per denunciare queste persone e perché no vedersi risarcire dei danni.

 

“Se il diritto di critica è sacro e inviolabile, così come lo è la libertà di opinione – spiegano le due attiviste – la diffamazione, l’ingiuria, la calunnia, l’offesa e le minacce sono reati, anche e soprattutto sui social”.

 

Sempre sulla pagina Facebook della campagna viene spiegato come l'assunzione costante di odio, esattamente come accade con le sostanze stupefacenti, genera tre conseguenze: dipendenza, tolleranza e assuefazione.

 

Dipendenza, perché si desidera compulsivamente un nemico e non si riesce a vivere un solo giorno senza prendersela con qualcuno. Tolleranza, perché le dosi di odio devono aumentare progressivamente per garantire all'odiatore la soddisfazione iniziale, e al manovratore il controllo sulla massa di odianti.  Assuefazione, perché si sviluppa una vera e propria necessità psicofisica di ferire, trasformandosi quindi in odiatori integrali, alla perenne ricerca famelica di un bersaglio.

 

A conferma delle preoccupazioni di La Torre e Gancitano ci sono anche i dati diffusi il mese scorso, con la Mappa dell’Intolleranza, dal rapporto annuale elaborato da Vox l’Osservatorio italiano dei diritti, secondo questi rilevamenti gli italiani in rete non sono mai stati così intolleranti come nel 2019.

 

In particolare cresce il livello di intolleranza contro i migranti, i musulmani e gli ebrei. In quattro mesi di rilevazioni su un totale di 200 mila tweet analizzati ben 150 mila sono risultati contenere messaggi d’odio. Il quadro che emerge è quello di un paese più spaventato e incattivito spesso aizzato dalla politica e dai toni delle campagne elettorali sempre più violente.

 

“Se avete il dubbio di essere vittime d’odio in rete, se volete avere informazioni sui vostri diritti o segnalarci dell’odio in rete, potete contattarci al seguente indirizzo odiareticosta@gmail.com – concludono La Torre e Gancitano – vi orienteremo su quali strumenti di tutela ognuno di noi già possiede e vi spiegheremo che il danno d'immagine e di reputazione che avete subito vi può essere economicamente risarcito. È il momento di cambiare il modo di vivere i Social: facciamolo tutti insieme”.

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