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Dalla caduta del muro di Berlino all'odio online, il Forum trentino per la pace vuole contrastare gli stereotipi: ''Non si può discutere la cooperazione internazionale''

Tante le iniziative in agenda organizzate dall'organismo che vigila e promuove la difesa dei diritti in provincia di Trento: "La violenza da virtuale si trasforma spesso in reale, come dimostrato, al di là delle opinioni sul caso, dalla vicenda della capitana della Sea Watch"

Di Davide Leveghi - 15 luglio 2019 - 21:37

TRENTO. Si è tenuta nella sala Aurora di palazzo Trentini la conferenza stampa del Forum trentino per la pace e i diritti umani, organo collegato al Consiglio provinciale, che ha presentato il programma delle prossime iniziative.

 

“Siamo un organismo ibrido, un unicum in Italia, che mette assieme il mondo delle associazioni con la politica e le istituzioni”, comincia il presidente Massimiliano Pilati, accompagnato per l'occasione dal presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder. Una realtà che si appresta a proseguire la propria attività dopo l'entrata in carica della XVI legislatura. “Il Forum è partito nel suo percorso con la nuova legislatura ad aprile. I temi da affrontare per ora sono quelli dei diritti e dei muri. Fino ad ora non abbiamo ancora comunicato il macrotema che accompagnerà il lavoro del Forum in questa legislatura, ma i temi proposti per le prossime iniziative sono decisivi”, afferma la vicepresidentessa Katia Malatesta.

 

Il programma del Forum comincia con un evento a ridosso di questi giorni, il corso laboratoriale dal titolo “(S)cambiare Opinioni. Disinnescare l'odio online”, che si svolgerà mercoledì 17 luglio dalle 9 alle 13 nella stessa sala Aurora di Palazzo Trentini (qui l'articolo di presentazione con intervista a Pilati). Un'occasione per riflettere, comprendere e affrontare i discorsi d'odio che invadono la nostra realtà quotidiana, online e no. “Siamo in democrazia, tutti possono esprimere il proprio parere ma viviamo sempre più in un clima di rancore, di odio, nel mondo, in Italia, e, purtroppo anche in Trentino - spiega Pilati -. La violenza da virtuale si trasforma spesso in reale, come dimostrato, al di là delle opinioni sul caso, dalla vicenda della capitana della Sea Watch”.

 

Organizzato in collaborazione con il Centro per la cooperazione internazionale, il laboratorio, diviso in parti teorica e pratica, mira ad “aumentare le conoscenza e la consapevolezza dei cittadini, esplorando buone pratiche”, come affermato da Lorenzo Ferrari, formatore del Centro. “Per discorso d'odio non c'è una definizione univoca - prosegue - si può dire che sia ogni espressione violenta o discriminatoria verso persone o gruppi di persone. Da tempo con le organizzazione a noi legate ci dedichiamo a questi temi, penso all'Osservatorio dei Balcani dagli anni '90 in poi”.

 

“Il consiglio d'Europa e gli organi internazionali - dice - hanno dato direttive di non criminalizzare i discorsi d'odio genericamente, ma nelle forme più violente. Ciò dimostra la pervasività di questi nella nostra società”. Una pervasività che il Forum ha deciso di affrontare attraverso un seminario che, a detta dell'altra formatrice del Centro per la Cooperazione Internazionale Martina Camatta, vuole “lavorare sulle tre dimensioni dell'apprendimento: parte comunicativa, parte socio-emozionale e parte comportamentale, con quest'ultima, più interessante, volta a capire come esprimere il dissenso senza scadere nell'odio”.

 

Accanto a questa iniziativa, altri progetti sono stati presentati nella conferenza stampa. Il Forum ha bandito una call, una “chiamata a rapporto”, delle associazioni con il tema “Quali diritti?”, volta a far pervenire nuove idee per lo sviluppo dell'integrazione e della collaborazione tra diversi attori del territorio sul tema dei diritti. A un anno da un importante anniversario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo, il tema dei diritti mantiene la sua centralità, tanto da spingere il Forum a destinare parte del proprio ristretto budget alle associazioni vincitrici del “concorso”.

 

Sono questi i progetti che verranno sviluppati: “Dalla parte dei bambini” (associazione Mlal- un percorso educativo in 4 scuole per stimolare una riflessione sulla Convenzione dei diritti sull'infanzia e l'adolescenza), “Nazra Trento- Palestine Short Film Festival” (associazione Pace per Gerusalemme- tappa trentina di un festival itinerante di cortometraggi palestinesi e sulla Palestina), “Quali diritti? E come vengono narrati dal cinema contemporaneo” (associazione Bianconero- percorso interno al Religion Today Filmfestival), “Io posso passare, e tu?” (associazione Ipsia del Trentino- percorso partecipato con i giovani volto alla realizzazione di un documentario sul tema delle frontiere, Brennero in particolare).

 

C'è infine la proposta di un percorso partecipativo sul tema “1989-2019. Il muro di ieri, i muri di oggi”, per ragionare, a trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, sul tema dei muri e del rapporto con l'alterità proponendo progetti e idee in una rassegna co-partecipata aperta alle associazioni in vista del novembre 2019.

 

Un'iniziativa che ricalca in un certo modo la campagna lanciata dal Forum e coinvolgente i giovani del servizio civile, “per sensibilizzare e contrastare gli stereotipi e le narrazioni negative, banalizzanti e riduttive che colpiscono il settore della cooperazione internazionale”. In una fase in cui la cooperazione internazionale è messa in discussione da più parti, anche in Trentino, questo percorso mira a dimostrare come essa “aiuti anche il Trentino, non solo le realtà dove i progetti vengono messi in campo - conclude Malatesta -. Non possiamo che essere preoccupati a riguardo”, aggiunge Pilati, “ma l'iniziativa, a scanso di equivoci, è stata promossa in una prospettiva di lungo periodo, non nata dunque dalla situazione attuale”.

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