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Politica e fedeltà alle idee, vita e morte: il calcio scandisce ritmi e tempi delle epoche. Una serata con Martinelli, Narciso e Barozzi

Un appuntamento in agenda per mercoledì 10 aprile alle 21 nella splendida cornice del Molin de Portegnach di Altavalle Faver in valle di Cembra, una serata a ingresso libero targata Sorgente '90. Barozzi è reduce dalla pubblicazione dell'ultima fatica "Muro dolomitico - Trento capitale mondiale del volley. Ritratti di protagonisti, storie di uomini"

Di L.A. - 08 aprile 2019 - 18:44

ALTAVALLE FAVER. Una serie di racconti sul calcio, storie quasi dimenticate e alcune chicche tra la Coppa intercontinentale del 1982, la vicenda di Guido Tieghi, partigiano e calciatore, e Rosario in Argentina, patria di grandissimi calciatori.

 

Tutto affidato alle voci di Giancarlo Narciso, Carlo Martinelli e Maurilio Barozzi per un reading accompagnato dalla chitarra di Paolo Bertolini Giazera. Un appuntamento in agenda per mercoledì 10 aprile alle 21 nella splendida cornice del Molin de Portegnach di Altavalle Faver in valle di Cembra, una serata a ingresso libero targata Sorgente '90.

 

Si parte con Giancarlo Narciso, conosciuto anche come Jack Morisco, vincitore del premio Scerbanenco con "Incontro a Daunanda" e autore anche di "Sankhara" (Fazi, 2002), "Singapore Sling" (Premio Tedeschi, Fazi 2003), "Le zanzare di Zanzibar" (Fazi, 2004).

 

E' il 1982 quando a Tokyo, si trova a fare la cronaca di Flamengo-Liverpool 3-1 per Il Corriere dello Sport. quindi spazio al giornalista Carlo Martinelli, già autore di  “Storie di pallone e bicicletta”, “Un orso sbrana Baricco” e “Campo per destinazione. 70 storie dell’altro calcio”.

 

L'attenzione è per “In carcere, a Marassi”, un racconto che rientra nell'antologia dedicata al Grande Torino, e parla di Guido Tieghi, partigiano e calciatore, ingiustamente incarcerato per mesi e mesi. "Una vicenda - spiega - che ho ricostruito in forma di racconto dopo aver consultato i giornali dell’epoca tra il 1948 e il 1951". Il giornalista ricostruisce la passione sportiva e quella civile nel binomio calcio e politica, ma anche fedeltà alle idee, vita e morte, speranza e dolore, che si incrociano e incontrano.

 

Un ritorno a scrivere sul calcio. "Il calcio - dice Martinelli - è anche poesia, letteratura, economia, politica, arte e vita quotidiana. Per dirla con una celebre citazione di Bill Shankly: chi pensa che il calcio sia questione di vita o di morte, si sbaglia. E’ molto di più".

 

Si chiude con Maurilio Barozzi, reduce dall'ultima fatica "Muro dolomitico - Trento capitale mondiale del volley. Ritratti di protagonisti, storie di uomini" (ed. Curcu&Genovese), presentazione giovedì alle 11 alla Distilleria Marzadro, e che ha recentemente pubblicato anche i romanzi "Spagna" (Giunti,  2003) e "Seme di Metallo" (Curcu&Genovese), mentre alcuni suoi saggi sono stati tradotti e pubblicati in Francia, Canada e Polonia.

 

"Una storia - commenta - ispirata alla vicenda di un calciatore argentino che, a Rosario e in tutta la provincia di Santa Fe, è ancora considerato il più grande giocatore argentino, nonostante Maradona. E pensare che anche Messi è di Rosario". Il protagonista è insospettabile, una sorpresa. "Cerco - aggiunge - di trattare il tema dell’impossibilità di avere successo senza piegarsi alle regole. Ma, mi chiedo, è davvero il successo a rendere felice un uomo?". 

 

Una riflessione sul calcio e le sue prerogative. "Il calcio con la sua grammatica universale che raggiunge tutte le latitudini e appassiona a ogni età, parla di noi. Nella vita - conclude Barozzi - possiamo essere tattici o arrembanti, eleganti o opportunisti, poetici o pragmatici, leali o disonesti, tifosi o contemplatori. Ecco, come pensiamo il calcio – o come lo giochiamo - riflette come siamo. E, forse, s'immerge nel profondo di una parte ancora più intima di noi: come vorremmo essere".

 

Queste le coordinate del reading per una serata piacevole, ma in grado di far riflettere perché il calcio è sempre sullo sfondo delle principali vicende a scandire tempi e ritmi delle epoche.

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