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Qualità della vita, il Comune di Trento: ''Un'annata di importanti riconoscimenti''. La Provincia di Belluno: ''Paghiamo spopolamento e marginalità''

Le reazioni delle amministrazioni dopo la pubblicazione del report del quotidiano economico Il Sole 24 Ore. Milano in vetta, seguono Bolzano e Trento, mentre Belluno si attesa in cinquantunesima piazza. Tonina: "Il Trentino attento alle sfide della sostenibilità"

Di Luca Andreazza - 16 December 2019 - 13:15

TRENTO. "Prima nella classifica ecologica di Legambiente (pubblicata a ottobre), prima in quella di Italia Oggi (a novembre). L'ultima indagine sulla qualità della vita, quella del Sole 24 ore, assegna alla provincia di Trento il terzo posto: ancora una posizione da podio a chiudere in bellezza un'annata di importanti riconoscimenti", questo il commento dell'amministrazione comunale sul report del quotidiano economico.

 

Il capoluogo trentino segue Milano e Bolzano, quindi precede Aosta, Trieste, Monza e Brianza, Verona, Treviso, Venezia e Parma. Una classifica dominata ancora una volta dal Nord e soprattutto dal Nordest. "Trento guadagna due posizioni rispetto al 2018 per effetto del balzo in avanti degli indicatori 'Ambiente e servizi' (dal 5 al 1 posto) e 'Cultura e tempo libero' (dal 48 al 14). Ottimi piazzamenti anche per quanto riguarda 'Affari e lavoro' (11 posto) e 'Ricchezza e consumi' (15 posto)".

 

Le province di Trento e Bolzano si confermano in testa alla classifica della Qualità della vita del Sole 24 Ore 2019 in un'edizione extra large con 90 indicatori per celebrare il trentesimo anniversario dell’indagine che fotografa il benessere nelle province italiane (Qui articolo).

 

"Si registra invece - commenta l'amministrazione comunale - un arretramento per quanto riguarda la sicurezza e la giustizia (dal 18 al 42 posto). Da sottolineare che la provincia in questo 2019 ha registrato il primo posto per diffusione della banda ultralarga oltre che per indice di sportività, indicatore in cui ha primeggiato ripetutamente negli ultimi anni".

 

Festeggia anche la Pat. “La Giunta della Provincia di Trento - commenta il vice presidente Mario Tonina - è particolarmente attenta alle sfide della sostenibilità, tanto da aver avviato un percorso che porterà entro il prossimo anno ad una strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, attraverso l'Agenda 2030, coinvolgendo amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni e tutte le altre componenti della società, inclusi i singoli cittadini”. 

Nella classifica, Belluno si attesta alla posizione numero 51. "Ancora una volta paghiamo lo spopolamento e la marginalità. Anche se va detto che i parametri utilizzati per stilare la graduatoria non tengono conto di tutto quello che il nostro territorio rappresenta in termini di qualità della vita". Così Roberto Padrin, presidente della provincia di Belluno, nella lettura del report annuale del Sole 24 Ore.

 

"Quest’anno sono cambiate alcune modalità di calcolo che con ogni evidenza ci penalizzano - sottolinea il presidente -. In ogni caso ci sono alcuni temi che ci vedono ancora in alto. Nella macroarea della sicurezza, siamo in quarta posizione e questo significa che passano gli anni, ma nel bellunese, grazie a un collaudato sistema di coordinamento delle forze dell’ordine con la prefettura, che ringrazio, si può vivere tranquilli, senza i problemi legati alla delinquenza che ci sono in altre aree del Paese. Anche nella macroarea della ricchezza e dei consumi viene riconosciuta la qualità della nostra provincia, in cui, crisi industriali a parte, il tessuto imprenditoriale è sano e forte".

 

Una provincia fortemente penalizzata sui parametri della demografia e della dotazione infrastrutturale. "Ma qui a incidere sono i numeri - conclude Padrin -. Come si vede dalla classifica, paghiamo un tasso di natalità estremamente basso e un indice di vecchiaia e di dipendenza degli anziani particolarmente elevato. Lo sapevamo già, visto anche il report sullo spopolamento che abbiamo consegnato al ministro Boccia non più tardi di una settimana fa. Decisamente bassi anche alcuni parametri relativi alle infrastrutture: mi riferisco alla penetrazione della banda larga. Si tratta purtroppo di una legge di mercato che ci vede svantaggiati: se non abbiamo i numeri di popolazione tali da giustificare investimenti, le infrastrutture tardano ad arrivare. E' proprio per questo che dobbiamo puntare forte sulla lotta allo spopolamento: non tanto per le classifiche, quanto piuttosto per dare un futuro a questo territorio, dove si continua a stare bene, con un’elevata qualità della vita".

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