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Quaresima, le chiese trentine aiutano i profughi: si raccolgono biglietti dell'autobus e si vendono uova di cioccolata per i corsi d'italiano

Iniziativa delle parrocchie di Villazzano e Montevaccino. I parroci: ''Vogliamo aiutare i richiedenti asilo e integrarli nelle nostre comunità''

Pubblicato il - 18 marzo 2019 - 19:31

TRENTO. Le offerte dei fedeli per comperare i biglietti dell'autobus ai richiedenti asilo, la vendita di uova di Pasqua per finanziare i corsi di italiano per stranieri. È tempo di Quaresima e quest'anno le parrocchie dedicano le loro opere buone ai profughi del Trentino.

 

Le iniziative più concrete sono nate a Montevaccino, a Villazzano e a Segonzano. Ma tante altre sono le parrocchie che organizzano incontri di sensibilizzazione della popolazione.

 

Il primo a raccontare cosa accade nella sua comunità è il parroco di Martignano e Montevaccino don Mario Tomaselli: "Nella struttura di Villa Lidia del Villaggio del Fanciullo a Montevaccino ci sono sette-dieci persone, vogliamo contribuire a pagar loro i biglietti dell'autobus perché si possano spostare. Una volta si andava a Trento anche a piedi, ora è meglio di no, e vorremmo che ci potessero arrivare anche loro".

 

Quindi la decisione: "È un'iniziativa della Quaresima che facciamo per il primo anno e che porteremo avanti fino a Pasqua: abbiamo già raccolto un tesoretto che ci serve per comperare ai richiedenti asilo degli abbonamenti mensili. Purtroppo non possiamo farli annuali perché la loro situazione è in evoluzione continua". Il meccanismo prevede che chi lo desidera lasci un'offerta in una busta in un'apposito spazio in chiesa. "Ne hanno già lasciate una settantina (dall'inizio della Quaresima, il 6 marzo, ndr) - racconta il parroco - C'è stata una bellissima adesione".

Le ragioni della scelta spiegate da don Mario: "L'idea è dell'intera comunità. Tutto è iniziato perché vogliamo contribuire all'integrazione dei profughi. La gente si è dimostrata molto attenta, contribuisce molto". E non solo in quest'ambito: "Da tempo i nostri volontari seguono uno o due ragazzi ciascuno e insegnano loro l'Abc e a far di conto - ricorda il parroco - Tra i richiedenti asilo c'è anche chi è analfabeta. Quest'attività va avanti da due-tre anni, da quando ci sono in zona dei profughi. In parrocchia ci diamo da fare per l'integrazione anche coinvolgendo questi ragazzi nelle sagre e nelle varie attività. Ad esempio sono stati coinvolti per aiutarci con le pulizie nell'Argentario day. Si cerca il più possibile di integrarli nella realtà".

 

Un'iniziativa simile è quella di Santo Stefano a Villazzano. "Lo fanno tante comunità cristiane - dice il parroco padre Giorgio Favero - Da noi l'idea è partita dal gruppo dei giovani della quarta e della quinta superiore che conoscono un responsabile del Centro Astalli. Hanno avviato una raccolta diretta di biglietti dell'autobus che consegniamo poi al Centro che li dà ai richiedenti asilo per consentire loro gli spostamenti urbani. Si tratta di un'iniziativa per la Quaresima, iniziata sabato scorso e che durerà fino a Pasqua".

 

"Abbiamo anche preso un centinaio di uova di Pasqua, al cioccolato al latte e fondente. Le persone le possono prendere lasciando un'offerta: il ricavato sarà dedicato anche in questo caso a iniziative per i richiedenti asilo. Come la donazione sempre fatta tramite il Centro Astalli dall'associazione Noi oratori in parrocchia".

 

Il sabato prima della domenica delle Palme sempre a Villazzano sarà organizzata la tradizionale "cena povera", fa sapere padre Giorgio, "il cui ricavato andrà sempre a quest'iniziativa". Un'iniziativa analoga avverrà anche a Segonzano (in questo caso la "cena povera" sarà il 29 marzo, seguirà un primo incontro di martedì 19 marzo a cura del Centro Astalli e il ricavato sarà sempre donato alle attività per i richiedenti asilo).

"Vista la necessità dei profughi - dice padre Favero - abbiamo deciso di dedicare questa Quaresima a queste persone che hanno bisogno".

 

"Facciamo diversi interventi in tante parrocchie - spiega poi Giorgio Romagnoni del consiglio direttivo del Centro Astalli - Di recente, ad esempio, siamo stati al Santissimo. C'è un po' di movimento della società e fa bene vederlo. Una certa adesione c'è stata anche alla campagna di raccolta fondi che abbiamo promosso via social network con Paypal. Donare qualcosa significa dare un po' di fiato, di respiro ai richiedenti asilo. Perché questa dinamica del togliere la tessera dei trasporti fa diventare complicato muoversi e fare le cose più semplici".

 

"Dal nostro punto di vista - prosegue il coordinatore generale del Centro Astalli Stefano Canestrini - è una bella manifestazione d'interesse il fatto che la società si muova e provi ad essere attenta non solo alla dimensione dell'approfondimento della tematica (c'è volontà di capire e entrare nel tema), ma anche che sia disponibile e ci chieda di fare la sua parte. Lo dimostrano le donazioni per i capitolati di gara che con il decreto immigrazione e sicurezza sono venuti meno. È un terreno fertile, insomma".

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